MERCANDELLI (ANMIL) ?? MORTO SUL LAVORO UN ALTRO MINORENNE MA LA POLITICA SI OCCUPA SOLO DEI SOLDI


ROMA, 22 marzo 2007 è ?Una morte lenta, dolorosa e ingiusta per un lavoratore innocente che ha sacrificato la sua giovanissima vita per pochi euro: dopo 4 giorni di agonia, ieri, è morto al Cardarelli di Napoli Giuseppe Di Vincenzo, operaio di appena 17 anni, ustionatosi su gran parte del corpo sabato scorso in un cantiere edile di Corato (Ba). Nulla di nuovo rispetto alle statistiche, mentre la politica continua a pensare all?assicurazione contro gli infortuni ed alla sicurezza sul lavoro come ad un problema esclusivamente economico, sul quale risparmiare risorse pubbliche e private?, afferma Pietro Mercandelli, Presidente dell?Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi del lavoro (ANMIL)sottolineando il proprio appoggio alla famiglia del ragazzo deceduto. ?Notizie come i due morti in provincia di Terni in sole 48 ore è prosegue Mercandelli è continuano a lasciare indifferente il mondo imprenditoriale italiano e, di riflesso, non sembrano urgenze da portare sui tavoli della politica, dove si discute di tagli, di accorpamenti e di mega-enti senza considerare le specificit? della prevenzione, della sicurezza e delle prestazioni che una moderna democrazia occidentale, come l?Italia, dovrebbe garantire a tutti i lavoratori che con fatica ogni giorno si guadagnano onestamente da vivere?. ?Gli invalidi del lavoro non vogliono essere le vittime dell?unificazione degli enti di previdenza e chiedono di sedere al tavolo delle trattative per ottenere più prevenzione, più sicurezza ed anche un consistente miglioramento delle prestazioni spettanti alle vittime degli infortuni ed alle famiglie dei morti?, ha dichiarato ancora il Presidente Mercandelli al Sen. Giovanni Battafarano, Capo della Segreteria tecnica del Ministro del Lavoro e della previdenza sociale.?La vita degli operai è ormai considerata solo una grandezza attuariale è spiega Mercandelli è un rischio da calcolare e monetizzare, così come le piaghe, le ustioni, le fratture, le paraplegie che a volte riducono gli invalidi del lavoro in una situazione che è anche peggio della morte, senza un sostegno economico adeguato, n? cure riabilitative e interventi di reintegrazione, senza dignit? rispetto alle loro famiglie, senza considerazione da parte dei poteri pubbliciò.?Queste parole è aggiunge il Presidente dell?ANMIL è non devono essere pura retorica per le istituzioni. Che al funerale di Giuseppe vengano dati gli onori di tutto il paese per un sacrificio che non pu? più essere chiesto ai lavoratori solo per aiutare l?economia a restare a galla. Che ciascuno si assuma le proprie responsabilit? e ognuno faccia il proprio dovere: gli omicidi bianchi non possono essere cancellati e di fronte a un giovane che muore così tragicamente sfidiamo gli uomini dell?INAIL, gli uomini che rappresentano le istituzioni e gli imprenditori, che sono lavoratori e padri di famiglia anche loro, a guardare negli occhi la madre e il padre di Giuseppe rimanendo in pace con la propria coscienza?. ?Sembrerebbe che oggi è conclude il Presidente Mercandelli è ci siano soldi per tutti nell?INAIL, tranne che per le vittime del lavoro e per la prevenzione degli infortuni, con uno Stato chevuole risparmiare mediante l?accorpamento degli Enti e destinare le risorse dell?Inail a piani di investimenti pubblici, mentre la parte datoriale preme per l?abbassamento del costo del lavoro e quindi anche dei premi. Ma gli invalidi del lavoro non ci stanno e vogliono sedersi al tavolo con le altre parti sociali per difendere fino in fondo i diritti di chi ha perso la salute, l?integrit? fisica e la vita a causa di 1 milione di infortuni sul lavoro che avvengono ogni anno nel nostro Paese, altrimenti significherebbe che le preoccupazioni delle più alte cariche dello Stato su questi temi resteranno ancora una volta inascoltate o interpretate in modo parziale e di comodo?.




A cura di ANMIL