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Discussione: DIVERSAMENTE convinto

  1. #1
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    Salve a tutti,
    mi chiamo Paolo e non ho mai partecipato al vostro forum.
    Ho deciso di scrivere a voi che vivete nell'ambiente della disabilita' e siete quindi piu' portati a considerare seriamente i problemi, siano essi soggetti a risoluzione a breve o a lunga scadenza.
    Come avrete gia' capito dal titolo mi riferisco alla definizione "diversamente abili" che e' stata appiccicata addosso a tutti quelli che sono incorsi in un evento che gli ha causato una limitazione nella mobilita' o nella percezione o , comunque, in una abilita' che si puo' ritenere normale in un essere umano.
    I pochi disabili che ho conosciuto mi hanno sempre dato una profonda impressione di dignita' e determinazione, aiutandomi a superare il disagio che si prova quando si deve affrontare una delle proprie paure: quella di diventare anche noi cosi', disabili, in una qualunque delle forme di disabilita'.
    Ho notato il loro, e senza stupore, il superamento della fase del rifiuto della realta', e l'approdo alla fase di adattamento tra i propri limiti e le proprie necessita con lo stato attuale dell'ambiente che ci circonda, ritrovando una condizione di normalita' in cui la disabilia' e' ridotta ad essere un ostacolo materiale da superare con tutti gli strumenti a disposizione ( tra cui anche l'aiuto di parenti e amici), ma senza condizionamento psicologico e/o autocommiserazione.

    Ecco dove trovo incredibile che sia stato coniato da voi, persone normali ma con una disabilita' fisica, l'orribile eufemismo "diversamente abili", come se negando la disabilita' essa potesse scomparire, come se l'abilita' di andare su una carrozzina fosse l'elemento che da' diritto ad un parcheggio riservato, e non invece l'impossibilita' di camminare.

    Spero di non sembrare cinico o insensibile ma sono convinto che permettere al mondo mediatico l'uso degli eufemismi estremi possa portare ad un appiattimento di diversita' e valori importanti, come la verita'.
    Pensate agli indolenti come diversamente volenterosi, ai ladri come diversamente onesti, ai malati come diversamente sani ecc.
    Insomma, il diversamente abili mi pare un eufemismo da struzzo.
    Tra l'altro, anche chi sa camminare sulle mani puo' essere definito diversamente abile, come lo sciatore estremo o il mangiatore di vetri.

    Insomma, voi che ne dite di questa moda degli eufemismi a tutti i costi ?



  2.      


  3. #2
    valter2003
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    Non capisco dove sia il problema, chiamarsi diversamente abile o disabile pu? non piacere ma qualsiasi altro "eufemismo" stonerebbe comunque esarebbe forse una buona idea cancellare questo odioso termine per identificare una persona.
    Perch? mai si debba riportare sul proprio documento lo status di disabile?
    Ma perchè forse a Rocco Siffredi c'è scritto qualcosa sulla sua carta d'identit??




  4. #3
    New Entry del Forum
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    Citazione Originariamente Scritto da valter2005
    Non capisco dove sia il problema, chiamarsi diversamente abile o disabile pu? non piacere ma qualsiasi altro "eufemismo" stonerebbe comunque esarebbe forse una buona idea cancellare questo odioso termine per identificare una persona.
    Perch? mai si debba riportare sul proprio documento lo status di disabile?
    Ma perchè forse a Rocco Siffredi c'è scritto qualcosa sulla sua carta d'identit??
    Mi perdoni se non mi sono espresso bene.
    Il problema lo vedo i una societa' che tenta di nascondere la realta dietro alla logica dell'eufemismo. Non si vuole piu' che esista la differenza tra bello e brutto, elegante e volgare, giusto e sbagliato ecc.
    Questo comporta l'accettazione di ingiustizie come l'indulto, assurdita' come i libretti per imparare l'arabo distribuiti ai docenti nel comune di Cremona, ecc.
    La logica che porta all'eufemismo e' la stessa che porta al politically correct, all'abbandono di prese di posizione.
    Mi sono rivolto al mondo dei disabili per sapere se questa e' una scelta loro e perche', oppure e' una scelta di qualcuno che la polmonite la chiama raffreddore e finisce con il curarla con le aspirine.



  5.      

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