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  1. #61
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    Il Walter che ho conosciuto nel contesto della fontana di trevi e dintorni ha avuto un comportamento riferibile ad un simpaticissimo e molto affascinante ragazzino con una decisa disabilit? cognitiva, questo non significa che lui non sia una persona non in grado d'imparare ad avere risposte e comportamenti adeguati, Rossella, mi conosci da troppo tempo per sapere che non farei mai affermazioni simili, ma vuol dire che la sua disabilit? cognitiva non gli permette di trovare dei comportamenti adeguati in tutti i contesti ma, forse, solo in contesti ben strutturati.
    io mi rendo conto che sulla disabilit? cognitiva ci sono moltissimi preconcetti ed idee stereotipati per cui se uno è ritardato la sua condizione è immutabile e soprattutto inadeguata sempre, mi rendo conto anche che spesso questi preconcetti sono negli stessi genitori con figli con disabilit? cognitiva. ed è per questo, suppongo, che è così difficile accettarla e, soprattutto, perchè si preferisca negarla ed illudersi che i comportamenti inadeguati del proprio figlio siano dovuti ad altro...ma a me piace sempre paragonare la disabilit? cognitiva a quella fisica per riuscire a farla comprendere meglio perfino ai genitori. Se un ragazzino non riesce a fare le scale per una disabilit? fisica sarebbe assurdo affermare che lo stesso non fa le scale perchè in quel momento non me ha voglia...sarebbe non voler vedere il limite di quel ragazzino correndo il rischio di non riuscire ad aiutarlo.
    continua....</font>

    Edited by: fair


  2.      


  3. #62
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    Invece ci sono molti modi per permettere a quel ragazzino di fare le scale, primo fra tutti è la fisioterapia che, forse, gli permetter? di trascinarsi più o meno bene sulla scalinata (ma nessuno credo paragoner? il suo trascinarsi al fare le scale normalmente come un ragazzino senza alcuna disabilit?), potr? utilizzare degli ausili che gli permettono di non fermarsi più davanti a quasi nessuna barriera, potr? insomma condurre la stessa vita di un coetaneo senza disabilit? pur essendo una persona con disabilit? senza essere considerato meno ma solo diverso. perchè questo discorso è così difficile da fare quando si parla di disabilit? cognitiva? Perch? si parte subito con il negare, nascondere o minimizzare le difficolt? come se fossero qualcosa di cui vergognarsi?
    Perch? nella disabilit? cognitiva si legge sempre questa valenza negativa?


    Edited by: fair



  4. #63
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    scusate non è colpa mia ma del server...

    Edited by: fair



  5. #64
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    ......

    Edited by: fair



  6. #65
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    Insomma... dal fatto che non ti ha baciato la mano inchinandosi hai dedotto tutto il resto, va'!!! Che vuoi... ha appreso a leggere, scrivere, far di conto (a scuola, e a casa, come tanti altri) ma è vero, nel rapportarsi con le belle donne ha ancora qualche problemino... ma è l'età... e poi è un timido, anche se non sembra...
    ...per? qualche volta scriver? un poema d'amore per te, e vedrai che linguaggio!!!

    http://walter-urticante.blogspot.com
    resistere quando tutto sembra perduto... puntare i piedi e stringere i denti quando anche la montagna sembra crollare sotto i piedi, questo è quel che conta.



  7. #66
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    Scusate se mi intrometto, solo per questa ultima parte della discussione in cui si parla di disabilit? cognitiva; vorrei solo fare un intervento come genitore di un ragazzo con disabilit? cognitiva. Le performances dei nostri ragazzi, spesso eccellenti, non sono lo specchio delle capacit? cognitive. Se dovessi tenere in considerazione solo le capacit? di mio figlio in termini di memorizzazione, lettura riconoscimento delle più svariate terminolgie, sarebbe un genio...anzi in certi casi è veramente un fenomeno da baraccone, ma poi....l'organizzazione di tutte le sue conoscenze, il pensiero ipotetico, le inferenze, il confronto in termini di astrazione ecco che appare il quadro cognitivo non così elevato come le sue performances. L'esempio che ha fatto Chiara con il bambino con disabilit? motoria che sale le scale è centrato. La disabilit? cognitiva è la carenza di determinate funzioni cognitive : al bambino disabile motorio gli si dar? la terapia adeguata, la fisioterapia, e gli ausili per non bloccarsi difronte ad una barriera; al bambino disabile cognitivo gli si dar? un altro tipo di terapia più focalizzato sullo sviluppo del pensiero e gli ausili per avere un comportamento adeguato. Io non conosco tuo figlio Ross.mar, conosco il mio Andrea per farti un esempio: egli è in grado di farti qualsiasi percorso stradale dandogli la citt? di partenza e la citt? di arrivo (autogrill compresi in caso di autostrada) oppure di darti l'elenco completo dei nostri ministri e politici con relativopartito di appartenenza, ma non è in grado di avere un comportamento adeguato se il suo autobus anzich? fare via Garibaldi facesse Via Manzoni oppure se gli chiedi semplicamente "secondo te cosa sarebbe meglio..." entra in ansia. Comunque ci stiamo lavorando e uno dei grandi passi è stato quello di imparare ad utilizzare il suo cellulare.


    Baci


    DAniela
    daniela



  8. #67
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    scusate .. solo una battuta che mi è venuta in mente....


    all'ultimo test cognitivo con diletta si tentava di capire la sua percezione di pericolo e come elabora il da farsi partendo da un esempio concreto.


    chi sono i vigili del fuoco? se c'è un incendio cosa fanno? cosa fai tu? tutto bene ragazzi...


    ad un certo punto la psicologa le chiede : " diletta se a casa tua in cucina c'è tanto tanto fumo che sta succedendo? "


    diletta risponde : mamma ha brucitao la cena


    io non ho mai riso tanto ... la psicologa ha definito la risposta non idonea, secondo me diletta invece ha pensato a quello perchè è capitato e il suo collegamento è stato quello spontaneo di bambina...


    anche lei ha un deficit cognitivo ma secondo me va tenuto anche presente che quando la limitazione motoria è consistente l'esperienza cognitiva che si autopropone è limitata... e secondo me questo influisce non poco...
    fabiana
    mamma di diletta,diana e daniela



  9. #68
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    Secondo me non è la risposta non idonea, ma la domanda posta nel modo sbagliato!Ricordo che una volta anche Andrea ha dato una risposta non ritenuta idonea: la psichiatra gli ha fatto vedere l'immagine di un volto di una bambina con un sopracciglio mancante e gli ha chiesto con tono di grande sorpresa " a questa bambina manca qualcosa, mi sai dire cosa?" e Andrea candidamente "il resto del corpo!" . Risposta non idonea. Sono intervenuta e le ho detto che la domanda era posta nel modo sbagliato e gli ho fatto notare come secondo me andava fatta la domanda: "che cosa vedi?" Andrea ha risposto "la faccia di una bambina" - "S? è la faccia di una bambina, bene. Cosa vedi di diverso in questa faccia?" - risposta di Andrea "non ha il soppracciglio!". Come mai la risposta è stata idonea adesso?


    In questo modo non ho dato io la risposta per lui, ma lo messo nelle condizioni di poter rispondere da solo.


    La domanda che ha fatto la psicologa a Diletta non è precisa e si apre a diverse risposte, quindi ciò che ha risposto Diletta è corretto.


    Baci Daniela





    daniela



  10. #69
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    mi permetto di commentare alcune affermazioni:


    anche lei ha un deficit cognitivo ma secondo me va tenuto anche presente che quando la limitazione motoria è consistente l'esperienza cognitiva che si autopropone è limitata... e secondo me questo influisce non poco...


    bisogna tenere presente che i bambini apprendono attraverso il corpo! il movimento, non essendo un riflesso ma un complessissimo puzzle dove entrano in gioco anche intenzionalit?, motivazione, necessit? a vari livelli, fa sò che il bimbo apprenda attraverso la sua esperienza vissuta e percepita. ovviamente un bimbo che non si muove, o che si muove in maniera alterata, alcune esperienze non potr? farle. spessissimo ad esempio, andando a "scavare", anche bimbi di intelligenza normale o superiore alla media, ma con problemi motori, hanno ad esempio problemi di tipo spaziale: perchè? perchè nell'analisi dello spazio noi prendiamo sempre come riferimento il corpo inserito all'interno di quello spazio! se il corpo è alterato, anche lo spazio lo sar?. quindi sono perfettamente d'accordo con fabiana (ha anche il mio stesso nome ).


    Secondo me non è la risposta non idonea, ma la domanda posta nel modo sbagliato!


    il problema secondo me, nella valutazione delle abilit? cognitive -e a mio parere anche di quelle motorie-,e questo vale anche e soprattutto per i vari "test standardizzati" per la valutazione dell'intelligenza, è che si tratta di test che NON valutano le difficolt? specifiche del bambino. se un bimbo non riesce a mettere insieme tre pezzi di puzzle, pu? essere per vari motivi: non ha compreso la richiesta (e questo capita spessissimo, ma se un bimbo non ha capito COSA deve fare, come puoi dire che NON LO SA fare?), ha disturbi della visuospazialit?, presenta aspetti disprassici, ha un impedimento motorio, ha disturbi della memoria sequenziale, ha problemi nel trovare autonomamente le strategie, ecc. eppure l'unica cosa che sar? scritta su quel foglio è un "NO", senza indagini sul perchè n? su come si comporta successivamente se l'attivit? viene mediata dall'adulto!


    vi faccio un esempio: una bimba che ho in trattamento (una emiparesi destra conun disturbo di linguaggio e problemi cognitivi a vari livelli)? stata valutata da uno psicologo, il quale ha sentenziato che la bimba non aveva il concetto di uguale.


    ora, questa bimba ha lavorato moltissimo su tale concetto, che ha acquisito, così ho chiamato questo psicologo per chiedere delucidazioni. mi sono fatta spiegare com'era andata, e la risposta è stata:


    "le ho detto: dammi la figurina uguale a questa, e lei me l'ha data. poi dopo per? le ho detto 'guarda, ce n'? un'altra" -c'erano più figurine uguali sul tavolo- e lei me ne ha data una che non era uguale".


    a quel punto ho capito che


    a) lo psicologo non aveva capito proprio niente, attenendosi strettamente alla valutazione "da test".


    b) la richiesta era stata formulata nel modo sbagliato. l'uguale è un CONCETTO, è acquisito o non è acquisito, e nel caso di questa bambina il concetto C'E'!ma la bimba non comprende la particella "ne", perchè ha problemi di comprensione quando la struttura frasale diventa più complessa, e quindi ha tenuto conto solo di parte della richiesta ovvero "dammi la figurina".


    ora, secondo voi, questa bimba non ha il concetto di uguale? si ce l'ha, perchè riconosce perfettamente gli uguali a livello visivo, tattile, cinestesico, somestesico, eccetera. eppure sul foglio c'è scritto NO, solo perchè quel tizio non ha saputo comprendere che la richiesta va formulata e modificata secondo il LIVELLO del bambino (e qui torniamo al discorso di qualche messaggio fa), e non secondo il livello del terapista! non bisogna mai prescindere dalle difficolt? specifiche, se no a che serve la valutazione? per dare un punteggio? e io che ci faccio col punteggio, quando arrivo a 100 mi danno i premi della parmalat?!?



  11. #70
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    Io credo che dipenda molto dall'età (anagrafica e cognitiva) di un bambino, dalla capacit? che questo bambino ha di comprendere ed uniformarsi al contesto, e dalla capacit? di attivare la parte neurale a specchio, ovvero generalizzando l'empatia e l'intuizione di ciò che st? succedendo. Sono tutte facolt? cognitive elaborate che si acquistano man mano e s'inanellano tra di loro fino a formare una catena.
    Argomento "Test": esistono dei test anche molto precisi e raffinati ma</span> uno specialista che si basa sui test per fare una diagnosi è un pessimo specialista...allo stesso modo di un medico che si basa sulle analisi del sangue per diagnosticare qualcosa senza mai aver visitato un paziente, conosciuto la sua anamnesi familiare ed il contesto in cui vive (il dottor House insegna ).
    Io mi rifaccio molto alla mia esperienza con i professionisti della Lega, soprattutto per quanto riguarda il centro diagnostico: in quella settimana di diagnosi non vengono praticamente mai sottoposti i bambini a delle sedute con dei test, come sento descrivere anche qua dai genitori, ma in realt? per tutta la settimana si opera un osservazione metodologicamente minuziosa che non lascia nulla al caso.
    Un test serve per misurare un numero di risposte, ma in pochi professionisti sono capaci di misurare tutto il contesto per valutare bene il tipo di risposta fornita dal bambino, alla lega fanno questo, misurano continuamente l'interazione del bambino con il contesto che lo circonda, e lo fanno mentre gioca, mentre mangia e perfino mentre dorme. Tu manco te ne accorgi ma già dopo un paio di giorni scopri che le operatrici sono in grado di comprendere le richieste di tuo figlio tanto quanto te ed allora capisci che quello che hanno loro non è semplice intuizione o empatia ma è il frutto di un apprendimento dovuto a quest'analisi dettagliata delle risposte del bambino ai vari contesti che lo circondano.






  12.      

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