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Discussione: manifesto per la vita

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    Predefinito

    Essere padroni della propria vita </span>








    ? da Il Mattino del 2 marzo 2007, pag. 1








    di Ignazio Marino
    </span>







    Il progresso della scienza ha radicalmente modificato il modo di
    concepire la cura, la sanit? e il rapporto medico-paziente. In ambito
    sanitario i progressi sono stati velocissimi. Ricordo sempre con grande
    stupore che quando io ero studente, circa trent'anni fa, il solo modo
    di diagnosticare un tumore era la laparotomia esplorativa, un nome
    tanto sofisticato per definire un intervento chirurgico che consisteva
    sostanzialmente nell?aprire la pancia e guardare al suo interno.




    Non esistevano l'ecografia, la tac, la risonan?za e non esistevano
    neanche interventi tera?peutici veramente efficaci per guarire
    malat?tie mortali come l'infarto. Ancora negli anni Settanta in caso di
    infarto si applicava una flebo, si teneva sotto controllo
    l'elettrocar?diogramma e si lasciava il paziente in un letto sperando
    che si riprendesse. Oggi in molte strutture ospedaliere, grazie
    all'emodi?namica, cioè all'introduzione di particolari liquidi nei vasi
    sanguigni, è possibile vedere, nel vero senso della parola, la
    malattia. Si possono individuare i punti esatti in cui le coronarie
    sono chiuse e, nel giro di un paio d'ore, introdurre nei vasi
    danneggiati dei tubicini di materiale plastico che risolvono il
    problema e il paziente in meno di tre giorni pu? tornare alla sua: vita
    di sempre.




    Val la pena riflettere sulle ragioni che hanno indotto scienziati,
    medici, ricercatori ad impegnarsi nello studio di sistemi tera?peutici
    sempre più efficaci e raffinati. Dubi?to che queste innovazioni siano
    state realiz?zate esclusivamente per mantenere un cor?po ossigenato e
    per prolungare una vita meramente biologica priva della speranza di
    tornare alla pienezza della vita precedente e alla integrit?
    intellettiva perduta a causa di una grave malattia o un incidente. ?
    chiaro che anche per quel che riguarda i macchinari che aiutano, o
    sostituiscono, la respirazio?ne o l'alimentazione lo scopo non è quello
    di prolungare a oltranza una vita biologica, ma di consentire di
    mantenere in vita il corpo per quelle ore, quei giorni, quelle
    settimane necessari a restituire il paziente ad una vita piena.</span> Ascolto
    sempre con grande disagio, e anche con frustrazione, chi sostiene che i
    progressi della scienza debbano essere utiliz?zati per prolungare la
    vita in qualunque condizione e che ogni battito di cuore in più sia una
    vittoria: sono idee aberranti.
    </span>



    Il dibattito su questi temi c'è stato in rutti i paesi del mondo ma
    il nostro sconta un grande ritardo. Un dibattito acceso come quello che
    abbiamo avuto qui pochi mesi fa sul caso di Piergiorgio Welby, per
    esempio, negli Stati Uniti ha avuto luogo nel giugno del 1976,
    trent'anni fa. La vicenda che fece discutere molto fu quello di una
    ragazza, Karen Quinlan, che a seguito di un grave incidente
    automobilistico entr? in uno stato di coma vegetativo per?manente. Sia
    la famiglia e che i medici riteneva?no che la cosa più giusta da fare
    per rispettare Ka?ren fosse interrompere le terapie ma nel 1976 gli
    Stati Uniti si trovavano esattamente nella stessa situazione in cui ci
    troviamo noi oggi, con un vuoto legislativo che impediva di sospendere
    le terapie. Allora intervenne la Corte del New Jersey che consent? la
    sospen?sione delle cure. Dopo qualche anno, e altri casi drammatici che
    costrinsero ad un'ulte?riore riflessione, sò arriv? ad una legge
    federa?le che ormai da diciassette armi consente di esprimere
    preventivamente il proprio con?senso o meno ai vari tipi di terapie.




    Se ci si pensa bene il testamento biologiàco non è che la logica
    conseguenza di una procedura ormai entrata nella nostra realt?
    quotidiana che è il cosiddetto consenso informato. Nessun medico si
    sognerebbe di prendere un paziente e di sottoporlo ad un qualunque
    esame, anche una semplice ga?stroscopia, senza chiedere la sua
    autorizza?zione. Al paziente vanno anche spiegati gli eventuali rischi
    e complicanze di una proce?dura diagnostica, di una terapia o di un
    intervento chirurgico. Quel che si chiede con una nuova legge è di
    colmare il vuoto normativo che riguarda chi non è più in grado di
    comunicare la propria volont?, offrendo la possibilit? a chi lo
    desidera di esprimere per iscritto in un momento di serenit? a quali
    terapie da il suo consenso e a quali no.




    Per qualche motivo incomprensòbile c'è qualcuno che alimenta
    intenzionalmente confusione tra i concetti di accanimento terapeutico,
    rinuncia all'accanimento tera?peutico, eutanasia e diritto alla scelta
    delle terapie.</span> Quest'ultimo è scritto molto chiara?mente nell'articolo
    32 della nostra Costitu?zione</span>. Nelle ultime settimane della sua vita
    Piergiorgio Welby si era rivolto al tribunale per chiedere che gli
    fosse concesso il diritto di interrompere,le terapie e la sentenza del
    magistrato per un verso riconosceva il dirit?to sancito dall'articolo
    32 della Costituzione, per l'altro sosteneva che quel diritto non fosse
    direttamente applicabile ma che fosse necessaria una ulteriore norma
    legislativa.




    Io non sono un giurista ma so che l'articolo 32 è scritto con una
    lungimiranza straordina?ria e riesce ad essere, pur nella grande
    sintesi, molto preciso. La Costituzione stabi?lisce infatti che nessuno
    possa essere obbli?gato a sottoporsi a terapie mediche, se non per
    disposizione di legge a meno che non lo impongano generali ragioni di
    sicurezza a tutela di tutti i cittadini</span>, testualmente: ?Nesòsuno pu?
    essere obbligato ad un determina?to trattamento sanitario se non per
    disposi?zioni di legge. La legge non pu? in nessun caso violare i
    limiti imposti dal rispetto per la persona umana?. Se qualcuno, ad
    esempio, contraesse un morbo pericolosissimo e infetàtivo, che si
    trasmette, poniamo, con la tosse, in questo caso lo Stato potrebbe
    intervenire. Non dobbiamo dimenticare peraltro che l'idea del consenso
    informato nasce dal dibattito che si accese a Norimberga sui crimini
    nazisti: fu allora che si afferm? con forza l'idea che una terapia non
    potesse essere imposta ma soltanto scelta.</span></span> </span>Ecco perchè il testamento
    biologico, figlio legitti?mo del consenso informato, non pu? essere
    confuso con l'eutanasia. </span>Chi mette insieme le due cose crea una
    confusione artificiosa: nei fatti è chiaro che non c'è alcuna
    differen?za logica tra la sospensione di una terapia in atto e il
    rifiuto di una terapia ancora da iniziare,</span> come successe nel caso di
    quella donna che qualche anno fa rifiut? l'amputa?zione di un arto,
    operazione che avrebbe potuto salvarle la vita.




    Negli ultimi mesi dello scorso anno, pro?prio mentre si discuteva
    del caso Welby, un sacerdote di Corno chiese al suo vescovo, monsignor
    Maggiolini, di poter interrompe?re l'emodialisi che ormai faceva da
    molti anni e che lo teneva in vita. L'argomento del sacerdote era
    semplicemente che voleva accettare la fine naturale della sua vita. </span>Il
    vescovo si disse d'accordo con lui. E che differenza c'è tra
    l'interrompere un tratta?mento di emodialisi e sospendere la
    ventila?zione artificiale? </span>Forse solo che nel primo caso la morte
    interviene dopo pochi giorni e nel secondo in poche de?cine di minuti?
    L'etica non pu? essere una que?stione di ore</span>.</font>
    </span>



    Anche nel mondo cat?tolico, per?, vanno distinte le diverse
    posizio?ni. Qualche settimana fa l'Avvenire ha pub?blicato un articolo
    in cui si sosteneva che una legge sul testamento biologico ?
    perico?losa. Nello stesso giorno sul Sole-24 Ore il cardinal Martini
    affermava con chiarezza che invece una legge è necessaria. Cito un
    passo di quel 'intervista: ?La crescente capa?cit? terapeutica della
    medicina consente di protrarre la vita pure in condizioni un tempo
    impensabili. Senz'aler? il progresso medico è assai positivo, ma nello
    stesso tempo le nuove tecnologie che permettono interventi sempre più
    efficaci sul corpo umano richie?dono un supplemento di saggezza per non
    prolungare i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona?.
    Altrettanto chiara?mente si legge nel catechismo della Chiesa
    cattolica, scritto da Ratzinger: ?L'interruzio?ne di procedure mediche
    pericolose e straor?dinarie o sproporzionate rispetto ai risultati
    attesi pu? essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia
    all'accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte, si
    accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal
    paziente se ne ha la compe?tenza e la capacit?, o altrimenti da coloro
    che ne hanno legalmente il diritto rispettan?do sempre la ragionevole
    volont? del pazien?te?. Per quel che mi riguarda, queste parole
    potrebbero anche costituire l'articolo unico della legge sul testamento
    biologico perchè riconoscono senza ambiguit? sia il diritto del
    paziente di scegliere le cure sia la possibi?lit? di affidare la
    decisione alla famiglia quando il paziente non sia più in grado di
    farlo.




    Un altro concetto sul quale si creano spesso fraintendimenti è il
    concetto di acca?nimento terapeutico. L'accanimento tera?peutico non
    pu? essere definito da una legge ma è solo il paziente stesso che pu?
    stabilire quando le cure si trasformano in mutile e doloroso
    accanimento: ciò che è accanimen?to terapeutico per me pu? essere
    considera?to come un giusto tentativo di cura da qualcun altro. ?
    giusto dare la possibilit? a chi intende servirsi di tutti gli
    strumenti che la scienza e la tecnica gli mettono a disposi?zione di
    farlo. Ma è altrettanto giusto consen?tire a chi non vuole più
    servirsene di sospen?dere ogni trattamento. Qualche settimana fa ho
    avuto modo di mcontrare per la prima volta 0 padre di Eluana Englaro,
    una ragazza che si trova in stato vegetativo permanente da quindici
    anni. Dal momento dell'inciden?te non ha contatti di nessun tipo con la
    realt? estema, viene nutrita e idratata artificial?mente, il suo
    intestino viene svuotato tre volte a settimana, le vengono
    somministrati farmaci contro l'epilessia perchè, avendo subito un
    trauma cranico, deve essere protetàta da eventuali crisi epilettiche, e
    farmaci anticoagulanti per evitare embolie, altamente probabili vista
    la continua posizione supiùna, ha ricevuto più volte terapie per
    infezioni alle vie urinarie e respiratorie, anche queste dovute
    all'immobilit? prolungata per anni. Per le strane coincidenze della
    vita, Eluana aveva un amico che si era trovato in una situazione simile
    e aveva espresso in varie occasioni ai familiari e agli amici che lei
    non avrebbe mai voluto essere mantenuta in quelle condizioni. Ecco, io
    credo che sia gravissimo che lo Stato non sia in grado di dare risposte
    a casi del genere.




    Un'indagine Eurispes diffusa nei giorni in cui più caldo era il
    dibattito su Welby - e che è stata quasi ignorata o nei migliore dei
    casi sottovalutata dai nostri media - ha rivelato che l'86 per cento
    degli italiani ha una idea molto chiara e precisa di cosa sia il
    testamento biologico e desidera una legge che consenta di esprimere i
    propri desideri in materia di trattamenti sanitari quando si è ancora
    in grado di farlo. Sono abbastanza fiducioso che alla fine riusciremo
    ad avere una legge. Attualmente ci sono otto disegni di legge in
    commissione Sanit? e credo che nel mese di marzo inizieremo la
    discussione articolo per articolo. Il dibattito è aperto.




    ---------------------------------------------------------- ----------------------





    NOTE





    Il testo - ?Padroni della propria vita? - è tratto dall'?Almanacco di
    Scienza di MicroMega? dedicato al rapporto fra scienza e fede che
    uscir? oggi.</span>





  4. #3
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    avevo già letto questa lettera Chiara nella discussione che hai inserito precedentemente tu con titolo GIOVANNI NUVOLI, pensi proprio che fosse il caso di postarla anche quì? a che pro? non credo sia in atto una lotta da perseguire tra noi con idee contrastanti . O sbaglio? Edited by: mammamarina
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  5. #4
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    La vicenda che fece discutere molto fu quello di una ragazza, Karen Quinlan, che a seguito di un grave incidente automobilistico entr? in uno stato di coma vegetativo per­manente. Sia la famiglia e che i medici riteneva­no che la cosa più giusta da fare per rispettare Ka­ren fosse interrompere le terapie ma nel 1976 gli Stati ---Uniti si trovavano esattamente nella stessa situazione in cui ci troviamo noi oggi, con un vuoto legislativo che impediva di sospendere le terapie. Allora intervenne la Corte del New Jersey che consent? la sospen­sione delle cure. Dopo qualche anno, e altri casi drammatici che costrinsero ad un'ulte­riore riflessione, sò arriv? ad una legge federa­le che ormai da diciassette armi consente di esprimere preventivamente il proprio con­senso o meno ai vari tipi di terapie.





    Ha dimenticato di scrivere che a Karen è stato tolto il respiratore e lei è vissuta ancora molti anni .
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  6. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da mammamarina
    avevo già letto questa lettera Chiara nella discussione che hai inserito precedentemente tu con titolo GIOVANNI NUVOLI, pensi proprio che fosse il caso di postarla anche quì? a che pro? non credo sia in atto una lotta da perseguire tra noi con idee contrastanti . O sbaglio?
    L'ho postato qua perchè l'intenzionale</span> confusione tra eutanasia e testamento biologico o volontario rifiuto delle cure è proprio quello che viene fatto nel manifesto che tu hai postato e che, se mi trova d'accordo sul fatto che non si devono lesinare cure a chiunque non mi trova assolutamente d'accordo su questa confusione volutamente ambigua sul respingere in massa la possibilit? di scelta del paziente sulle terapie a cui si deve sottoporre.
    Ho semplicemente voluto ricordare, con le parole di Ignazio Marino (esponente della commissione bioetica e dichiaratamente credente) che la base della nostra costituzione italiana rispetta la libert? di autodeterminarsi la propria vita ad ogni cittadino italiano, anche se gravemente malato.



  7. #6
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    E ALLORA è anche Mario Melazzini è credente, medico come Marino , e pure disabile, con la SLA , LA SUA PAROLA è MENO AUTOREVOLE?


    opinioni contrastanti Chiara .e che tu sia d'accordo con una delle parte non impedisce ad altri di essere in disaccordo 0 no?





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  8. #7
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    Peccato che l'opinione di alcuni impedisce agli altri di scegliere sulla propria vita....peccato che l'opinione di alcuni di fatto fa carta straccia dei diritti costituzionali per una parte di cittadini.....peccato.....




  9. #8
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    (gif animata raffigurante una donna che porta il cartello di inizio decimo round in un incontro di boxe)

    Claudio



  10. #9
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    Ho visto l'ultimo Rocky...dopo il decimo round si sono cmq abbracciati e fatti i complimenti.


    Siete uguali...
    State calmi se potete...
    Salvo

    Redazione rendiamo accessibile il sito.Grazie!



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