Cookie Policy Privacy Policy VE LO FARESTE UN TATUAGGIO? - Pagina 3



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Risultati da 41 a 57 di 57
  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da panther
    PIERCING?NON VI RENDETE PROPRIO CONTO DI QUANTO SIA DELETERIO PER LA SALUTE.

    hai ragionesecondo me per? dipende anche,se non in maggior parte,dal tatuatore che fa il piercing..sicuramente se è un macellaio che non sa fare bene il suo lavoro e che non rispetta le norme, tutto ciò pu? anche portare a gravi danni alla salute..


    Per?, esprimendo un giudizio puramenteestetico, il piercing come il tatuaggio,sefatto bene,se è bello da vederee se sta bene sulla persona in questione non è da condannare secondo me
    Se FoSse FacIle FAre COsì...PoteRti DIre Già QueLlo Che So...FareBbe FreDdo In Un AttImo Che...PassErà..


  2.      


  3. #42
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    I PROBLEMI SORGONO DOPO.PERFINO CON QUELLI ALL'ORECCHIO DA QUEL CHE SO.FIGURIAMOCI QUELLI IN BOCCA.PIENA DI GERMI COME E'
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  4. #43
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    All'orecchio? Io ho problemi solo se uso orecchini pieni di nichel, e in quel casobasta toglierli e disinfettare,per il resto basta che siano puliti e non succede niente...

    Ila*
    <center><font color=MAGENTA><font size=\"2\">Non aetate verum ingenio apiscitur sapientia. (Plauto)</font></font></center>



  5. #44
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    io non ho nessun problema..penso che tutto ciò dipenda da persona a persona cmq...
    Se FoSse FacIle FAre COsì...PoteRti DIre Già QueLlo Che So...FareBbe FreDdo In Un AttImo Che...PassErà..



  6. #45
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    SI PARLA DI PIERCING.
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  7. #46
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    Piercing per caso

    Potrebbe sembrare una moda recente ma in realt? pare che già il pittore olandese Rembrandt nel 1600 abbia fatto ricorso al piercing all?orecchio. E lo stesso Rembrandt è anche il primo esempio di infezioni provocate da un orecchino, visto che l?esame dei molti autoritratti dipinti dal pittore olandese ha fatto ipotizzare a un chirurgo inglese che la deformazione del lobo dell?orecchio sinistro fosse il segnale delle ripetute infezioni provocate dall?orecchino. Gi? perchè i piercing possono essere pericolosi. I patiti di queste mode rischiano di contrarre malattie che vanno dalle infezioni virali alle infezioni batteriche fino alle allergie e ai melanomi. Non è un caso che di recente l?Unione Europea abbia lanciato l?allarme con una ricerca che invitava le autorit? competenti in Europa a prendere le contromisure sanitarie appropriate. Sulla stessa lunghezza d?onda è un articolo apparso sulla rivista JAMA, nel quale gli autori si soffermano sui rischi infettivi per il piercing nella porzione superiore dell?orecchio. Il tutto è nato dalla denuncia di molti casi di infezione da Pseudomonas aeruginosa tra i clienti di un chiosco di bigiotteria nell?Oregon. Sette casi di infezioni accertate e 18 sospettate. Dei casi confermati 4 hanno richiesto l?intervento chirurgico con serie conseguenze.
    http://www.dica33.it/argomenti/malattie_infettive/generico/p iercing.asp


    http://www.spaziodonna.com/piercing.phtmlEdited by: panther
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  8. #47
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    infatti..a me piacciono eccome e uno me lo farei
    Se FoSse FacIle FAre COsì...PoteRti DIre Già QueLlo Che So...FareBbe FreDdo In Un AttImo Che...PassErà..



  9. #48
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    <TABLE cellSpacing=0 cellPadding=3 width="100%">
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    <TD =tdArt>STORIA DEL TATUAGGIO</TD></TR>
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    <TD =tdArt>Milano Tattoo Convention - VII edizione</TD></TR>
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    <TD =tdArt>Parola diapodittico.com</TD></TR>
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    <TD></TD></TR>
    <TR>
    <TD =tdArt>BODY ART
    Intervenire per modificare il proprio corpo, per renderlo più attraente ed importante, è una delle pratiche più antiche di cui siamo a conoscenza: dalle forme di adornamento permanente come tatuaggi, scarificazioni, marchi a fuoco e piercing, alle modifiche corporali estreme come l'allungamento del collo, dei lobi delle orecchie, o il restringimento del giro vita, dei piedi, del cranio, la circoncisione maschile e femminile o la limatura dei denti. Il nostro corpo ci appartiene, lo sentiamo, lo usiamo, lo viviamo e possiamo decorarlo modificandolo quasi completamente, a piacere. Se tutto ciò ci pu? sembrare da "primitivi" in senso negativo, per la nostra ipocrita cultura occidentale moderna, basta dare un'occhiata agli stravolgimenti che noi "civili" uomini moderni, facciamo alle regole di madre natura: body building, steroidi, diete estreme, tinture, raggi UVA, chirurgia plastica, lifting, permanenti, trucco etc. Quello che manca oggi, a noi occidentali, è un forte legame spirituale con il nostro corpo, manca la magia del rito, manca un significato più profondo che non sia bellezza a tutti i costi.

    TEMPI E LUOGHI DEL TATUAGGIO
    Sin dalla preistoria l'uomo è stato portato a lasciare dei segni, delle tracce, sull'ambiente circostante e, in particolare, a decorare i luoghi a lui familiari, per renderli più' intimi e personali. Secondo L?vi Strauss, la prima superficie che l'uomo ha sentito l'impulso di abbellire sarebbe stato il corpo, inteso come involucro della propria persona e mediatore con il mondo esterno. A conferma dell'antichit? di tale pratica, vi è il ritrovamento di utensili di epoca preistorica, che si pensa fossero utilizzati per tale scopo. Possiamo ricordare, inoltre, i racconti di storici quali Erodoto e Plinio il Vecchio, oppure i corpi mummificati rinvenuti in varie parti del mondo, che portano evidenti segni di tatuaggi. La pratica del tatuaggio, insieme alla scarificazione e alla pittura ornamentale, è da considerarsi dunque un'arte antica, nata per soddisfare un impulso umano con connotazioni non solo individualistiche, ma anche con risvolti sociali, tanto da poter essere considerata come "l'atto sociale primitivo". Sul piano linguistico è da notare che il temine "tatuaggio" ha origine polinesiana, in particolare tahitiana, e deriva dal vocabolo "tatau", traducibile con "marcare con segni", "scrivere sul corpo". Inizialmente il termine "tatuaggio designava sia il tatuaggio propriamente detto, cioè la deposizione sottocutanea di pigmenti secondo un disegno indelebile, sia la pratica, diffusa presso popolazioni fortemente pigmentate, della scarificazione e delle cicatrici ornamentali o "cheloidi", ottenute mediante la guarigione di profonde ferite tramite cicatrizzazione. Il vocabolo "tatau", trascritto da Cook con il vocabolo di lingua inglese "tattow", trasformato successivamente in "tattoo", si è poi diffuso in Europa. Con il termine odierno di tatuaggio si indicano tutti quegli ornamenti e disegni impressi indelebilmente sulla pelle. La pratica del tatuaggio è diffusa presso tutti i popoli. La zona ritenuta più ricca di tatuaggi, sia per quanto riguarda la quantit? che la complessit? dei disegni, è l'Oceania, dove l'uso del tatuaggio è sopravvissuto fino ai giorni nostri: si va dalla Nuova Zelanda a Samoa. Molto diffuso, a Samoa, è il tatuaggio su tutto il corpo, denominato "pe'a", per eseguire il quale sono richiesti cinque giorni di sofferenza. Alla fine, viene data una grande festa in onore di chi è riuscito a portare a termine l'impresa. In Africa si ritrova una stretta connessione tra tatuaggio, magia e medicina. In Asia invece il tatuaggio ha origini lontane ma la pratica si è evoluta con tempi e ritmi diversi nelle diverse zone. Nel Sud-Est asiatico il suo uso è limitato alle fasce povere della popolazione, mentre in Giappone assume un valore ornamentale e di connotazione sociale. Il tatuaggio era conosciuto anche presso tutte le popolazioni dell'America precolombiana: valgano come esempio gli indiani della costa nord del Pacifico ed i Maia. In Europa il tatuaggio era diffuso già in epoca preistorica e sembra che la sua funzione fosse principalmente terapeutica e curativa. Fu utilizzato anche dai Greci e dai Romani per indicare l'appartenenza ad una classe bassa o ad alcune categorie sociali: schiavi, prigionieri, disertori e stranieri. Particolare è il rapporto tra la religione cristiana ed il tatuaggio: inizialmente esso costituiva per i primi fedeli perseguitati un simbolo religioso e l'espressione di una fede osteggiata. Un cambiamento si ebbe nel 787 d.C., quando Papa Adriano ne proib? l'uso.Quel divieto, poi, rimase a lungo. Le condanne del tatuaggio lo fecero scomparire dall'Europa per molto tempo, tornando in uso solo tra il XV e il XVIII secolo, dopo l'avvio delle grandi esplorazioni geografiche. Furono proprio le scoperte di territori incontaminati, veri e propri paradisi terrestri (si pensi all'arcipelago polinesiano), che portarono una ventata di suggestioni esotiche e di curiosità, soprattutto presso la borghesia del tempo, che ritorn? al tatuaggio e riconobbe ai tatuatori il ruolo di artisti. Si pu? ritenere che questo atteggiamento sia riconducibile al desiderio di un ritorno alle origini. Infatti, l'incontro con culture incontaminate e definite "primitive", gener? la rivalutazione di un certo stile di vita, di pratiche, riti e abitudini ad esso connesse, atteggiamento che conflu? e si espresse nel mito del "buon selvaggio". Questa visione esotica viene meno con il '900, epoca in cui si ha un'inversione di tendenza: il tatuaggio non è più' considerato espressione di libert? ed arte, ma di anti-socialit?, arretratezza e disordine morale. Perch? questa opposizione? Si pu? ritenere che essa sia stata suscitata dalla diffusione del tatuaggio all'interno di ceti bassi: esso, infatti, si era propagato tra marinai, soldati, malavitosi e carcerati, tanto da diventare un vero e proprio proclama di appartenenza alla criminalit?. Il ritorno del tatuaggio, in anni più vicini, richiama alla mente la ribellione e la trasgressione. ne sono un esempio gli anni '60, in cui chi sceglieva di tatuarsi apparteneva al ceto medio-alto ed era, per lo più, mosso dalla voglia di stupire e porsi in alternativa alla mentalit? comune. Con i "punk" ed i "bikers", negli anni '70 e '80, il tatuaggio diventa uno degli elementi cosiddetti "contro", cioè simbolo di contrapposizione. Al tempo stesso, si pone anche come segno di riconoscimento ed appartenenza. Il desiderio di tatuaggio, esploso negli anni '90 insieme con il diffondersi di riviste e centri specializzati, non sembra portare con sò ribellione e rabbia, ma si pone piuttosto come una scelta di stile di vita personale

    LE TECNICHE DEL TATUAGGIO
    Il tatuaggio si è quindi evoluto e differenziato nelle varie epoche, così come le tecniche ad esso connesse. In passato erano particolarmente diffuse quelle basate sulla puntura e sulla cucitura. Il tatuaggio per puntura consisteva nel tracciare il disegno sulla pelle , con un pennello o ricorrendo a stampini incisi, e successivamente nel praticare delle punture molto vicine tra loro mediane un ago intriso della sostanza colorante preferita. Il tatuaggio per cucitura consisteva, invece, nel far scorrere sotto la pelle un filo imbevuto di colorante facendo attenzione a seguire le linee del disegno precedentemente tracciato. I metodi utilizzati oggi sono tre: samoano, giapponese ed americano. La tecnica samoana, per ora non rappresentata in Italia, introduce l'inchiostro sotto la pelle per mezzo di un bastoncino cavo e appuntito, che provoca un notevole dolore. La tecnica giapponese prevede che gli aghi siano fatti entrare nella pelle obliquamente, con minor violenza, ma comunque in modo abbastanza doloroso. Infine, la tecnica americana ricorre ad una macchinetta elettrica ad aghi, che determina sensazioni calde, vibranti, ma non dolorose. La componente della sofferenza segna una netta spaccatura tra il tatuaggio odierno, di stampo occidentale, e quello del passato, diffuso in Asia, Africa ed Oceania. In tali contesti l'esperienza del dolore (che da noi viene rifiutata: qui è richiesta solo la tecnica americana) è fondamentale, in quanto avvicina l'individuo alla morte e la sopportazione del dolore diventa esorcizzante nei confronti della stessa. Oltre all'esperienza del dolore, è indispensabile la perdita di sangue. Il sangue è l'indicatore per eccellenza della vita: spargere sangue, in modo controllato e ridotto, quando si esegue un tatuaggio, significa simulare una morte simbolica (Lucia Colombo, Salvioni, 1996).

    PIERCING
    L'arte del piercing, conosciuta attraverso i secoli e le varie culture, è stata riscoperta e accettata con entusiasmo anche ai giorni nostri, e la sua popolarit? è in aumento, sia tra gli uomini che tra le donne. Dalle trib? dell'Africa e dell'Amazzonia, l'arte "del foro" è arrivata agli studi professionali delle maggiori citt? d'America e d'Europa, dove si è evoluta e modernizzata. Il piercing è qualcosa di magico, spirituale e intenso, a patto che sia fatto da seri professionisti, e sia vissuto nel modo giusto, in modo positivo. La pratica del piercing non è illegale o immorale. E' sempre stato un segno di distinzione molto forte e destinato a pochi eletti, come nell'antico Egitto, dove il piercing era riservato esclusivamente ai reali e proibito alla gente comune. Al giorno d'oggi i vari piercing, anche quelli sui genitali, sono stati accettati. Si potrebbe pensare che chi si fa "bucare" i genitali o i capezzoli sia essenzialmente un masochista o un pazzo, ma tutte le persone che si sottopongono a questa pratica non possono essere "etichettate" adeguatamente, con un semplice stereotipo. Queste persone, oltre che per un motivo d'estetica personale, si fanno "ingioiellare" vari punti "strategici" del loro corpo per rendersi più interessanti, ai propri occhi o a quelli degli altri, o per aumentare la sensibilit? delle parti forate, e di conseguenza delle esperienze sessuali molto più intense. Il piercing, infatti, pu? produrre sensazioni molto piacevoli ed eccitanti, non certo di dolore. Il dolore vero e proprio dura giusto l'attimo in cui si inserisce l'ago. In realt? viene usata una pinza per prendere la pelle, che funge un po' da anestetico, ed è proprio questa che fa un po' male. Inizialmente, la pratica del piercing in occidente si è diffusa negli ambienti gay sado-maso di N.Y. e San Francisco; ora invece è una pratica molto affascinante, priva di violenza e volgarit?, ricercata da tutti.

    BRANDING
    Il branding è una delle ultime tendenze che arriva dalla Germania. Si tratta di una marchiatura, cioè di farsi imprimere un disegno o una scritta sulla pelle con uno stampo di acciaio rovente; sulla parte marchiata rimangono in rilievo cicatrici che formano simboli, lettere o numeri.

    SCARING - SCARIFICAZIONE
    Scarificazione significa tagliare la pelle per creare cicatrici in rilievo lungo un tracciato precedentemente disegnato. E' una pratica da sempre in uso presso le trib? africane: sulla pelle molto scura il tatuaggio no sarebbe visibile. Oggi è in voga anche fra gli occidentali.</TD></TR></T></TABLE>
    Edited by: inca64
    http://incaforev.spaces.live.com/default.aspx

    la disabilità non è un mondo a parte,ma una parte del mondo



  10. #49
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    Riportato da Inca


    Dalle trib? dell'Africa e dell'Amazzonia, l'arte "del foro" è arrivata agli studi professionali delle maggiori citt? d'America e d'Europa.


    Io mai sonstato preistorico.Solo un po' yety magari.E lo yety non si depila e non si fa tatuaggi o piercing.
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  11. #50
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    ho 38 anni e non me lo sono mai fatto......ma mi manca molto......oramai è tardi!!!
    tony 67



  12. #51
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    FRANCI IL TATUAGGIO IO L'HO IN UN POSTO MOLTO INTIMO...............SI AL CERVELLO! CHE AVEVI CAPITO? HAHAHAHAHAHAHA!!!
    LA MUSICA E\' IL NUTRIMENTO DELL\' AMORE...CONTINUATE A SUONARE (William Shakespeare)



  13. #52
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    HO DECISO DOPO AMPI PONDERAMENTI.


    MI FACCIO UN TATUAGGIO AL GLUTEO SINISTRO E UN PIERCING ALLA CHIAPPA DESTRA.


    MI PIAZZEREI ANCHE UN NEO IN FRONTE VISTO CHE CI SIAMO.SARA' POSSIBILE?BOH


    CHE PROBLEMI IMMANI HANNO STI DISABILI PERO'


    IL TATUAGGIO E IL PIERCING.


    PERCHE' BEN SI SA CHE I DISABILI ORMAI HANNO RISOLTO QUI IN DISABILI.COM OGNI PROBLEMA DELLA LORO ORMAI OTTIMALEESISTENZA.


    QUI VIRTUALMENTE SI FA DI TUTTO ANCHE IL TATUAGGIO......


    PUAH BARRIERE ARCHITETTONICHE,PENSIONI ECC....Edited by: panther
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  14. #53
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    Interessante....Eheh!



  15. #54
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    x butterfly:

    chissa' xche' voi donne siete TUTTE all'ergiche alla bigiotteria ehehehe

    chisaa' solo regali in oro



    buona domenica a tutti



  16. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da dell
    x butterfly:

    chissa' xche' voi donne siete TUTTE all'ergiche alla bigiotteria ehehehe

    chisaa' solo regali in oro

    Hahaha! Che dici dell, la bigiotteria va anche bene, basta che sia nichel free...


    Ila*
    <center><font color=MAGENTA><font size=\"2\">Non aetate verum ingenio apiscitur sapientia. (Plauto)</font></font></center>



  17. #56
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    Gi? fatti tre, piercing compresi. Mi è sempre piaciuta la BODY ART vederla e farla. Mi mancano per? le manette... </font></font>





  18. #57
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    STAVOLTA LILITH SIAMO IN DISACCORDO.MI SPIACE IL TUO USO DI QUESTE BARBARIE


    http://www.dica33.it/argomenti/malattie_infettive/generico/p iercing.asp


    http://www.spaziodonna.com/piercing.phtml



    Edited by: panther
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