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Discussione: Una traccia di me

  1. #1
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    Tra fogli stropicciati una traccia di me,


    le parole di una poesia una traccia di me,


    le note di una canzone portate via dal vento,


    volano lontano,


    leggere come gabbiani


    e ci ritrovo ancora una traccia di me.


    Nel cielo la scia di un aereo,


    una traccia di me,


    di questo mio lungo viaggio.


    Del mio cuore, della mia anima


    cosa rester? domani?


    Forse solo una leggera, impalpabile, eterea immagine,


    solo una traccia di me.


    Di un passaggio veloce come un battito d'ali,


    di un cuore che pulsa,


    di un'anima immensa,


    di in sorriso bambino,


    cosa rester??


    Una traccia,


    come un'impronta sulla sabbia,


    accarezzata dal vento,


    una traccia di me sulla spiaggia della vita.


    E se il vento la canceller?,


    ti lascio qui un piccolo dono,


    un attimo di poesia,


    ancora un piccola traccia di me.


    (Elisabetta**)Edited by: Lisa*
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  2.      


  3. #2
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    Elisabetta, sei troppo grande!
    Erica

    \"Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze!\"
    (Giuramento degli Atleti degli Special Olympics Italia)

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  4. #3
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    Sei tu grande Erica!! Un abbraccio
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  5. #4
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    bravissima lisa



  6. #5
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    Come si f? a sorridere
    quando nel cuore c`? un vuoto profondo?
    Come puoi cantare
    se la voce piena di pianto?
    Come pu? battere il cuore
    se la fiamma che lo teneva in vita,
    se n`? andata per sempre?



  7. #6
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    Ciao Lisa.


    Riflessi di vita. (Rosso1)


    Sempre pi vuoti o pieni di niente,


    cosa veggono se non c' pi chi.


    Se manca l'immaginedella vita,


    eppure basterebbe fingere un p?,


    cercare un p? pi in qu o in l?,


    che specchi sono se non riflettono.


    Se osservassero con un poco di cuore,


    con pi attenzione, un segno un gesto.


    Ora basta sono stanco di osservare,


    non c' niente, nemmeno un'ombra.


    Spade (Rosso1)


    Guizzanti e affilate spade, intrise di ricordi sanguinanti


    inesorabili fendono il tempo e lo spazio circostante,


    come tempesta si abbatton sul campo di battaglia


    sferzato e inaridito dal vento della morte, si scatena


    il bene e il male, eterna danza della notte, riprende


    la sua lotta, da sempre accesa fiamma, inestricabile


    destino di odio eterno, dove tutto sospeso, incatenato,


    immobilizzato nell'eco della vita, che ancora scorre,


    ignara.


    by Rosso1


    Ciao Lisa grazie per la fragile malinconia.








  8. #7
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    Grazie a te rosso, per aver lasciato la tua traccia.


    Angel la fiamma che tiene in vita sei TU!!! Impara prima a sorridere, a cantare e a far battere il cuore per te stessa e per tutto il bello che hai dentro di te, poi vedrai che arriver? anche qualcuno di speciale con cui condividerlo.
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  9. #8
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    complimenti lisa bellissima



  10. #9
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    Una rondine in cielo sfreccia di bellezza propria
    nel vento scia di luce e di speranza.
    Ritornera' la primavera?????



  11. #10
    Senior Member L'avatar di ARNOLD_1978
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    Bellissima!!!



  12. #11
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    Parole che nuotano nella melma web
    di questi anni duemila
    melma web ... luce di neon digitali ...
    Parole che pur non soltanto ti aprono il cuore
    ti leggono dentro ... t'illuminano d'immenso
    pur in questa melma web
    di questi anni duemila
    e allora giu' in questa melma per non morire, per non essere soli



  13. #12
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    POESIE


    Parole candide rimbalzano su muri grigi,


    come lampi di colore accendono quell'arido cemento,


    come graffiti incidono nel cuore


    un istante che rester? eterno.


    (Elisabetta)





    Grazie a tutti...... e continuate sempre a lasciare le Vostre preziose e meravigliose tracce!!!


    Buona giornata!!
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  14. #13
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    lascio anche io una traccia di me :





  15. #14
    jasmin
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    Le tracce che lascero' di me, del passaggio su questa terra, sono i miei due figli, che spero, a loro volta, possano lasciare tracce altrettanto belle.



  16. #15
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di Patrik1
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    Lisa bella se igrande veramente


    A San Valentino ognu cuore + vicino



  17. #16
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di Patrik1
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    <TABLE id=Aut&#111;number1 style="BORDER-COLLAPSE: collapse" height=251 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="100%">
    <T>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="FATTI DI CUORE.">FATTI DI CUORE.</A>

    Il cuore batte ma non sempre uguale. Non ti e? dato sapere in anticipo quando il tuo cuore cambia il ritmo dei suoi battiti. Nel caso dell?amore, che in questa epoca ingrata non sta riscuotendo molto esito, e? evidente come quando sopravvenga ti senti dentro un calore sempre piu? forte ed il cuore che accelera i suoi battiti.
    Il cuore batte differentemente per ogni emozione, e non c?e? verso che la ragione lo domini. Il cuore si puo? educare, questo si, e trattare di moderare il suo impulso istintivo. Ma l?istinto prima poi vince e la vera natura che sta in noi, in tutti noi, emerge e trionfa.
    La paura. La paura avvince e prevale. Nella nostra epoca turbulenta la paura e? cercata, bramata e osannata. Si va al cinema per stimolare la paura e, alla recerca di emozioni, ci si mette in pericoli per encontrarla. Non dite di no perche? e? cosi?.
    Il cuore altera i suoi battiti impattandosi con le emozioni. Le emozioni non sono mai uguali, questo e? l?eccitante delle emozioni.
    E? come quando si compra un disco, un ennesimo disco, del nostro cantante preferito. Non cambia di molto dagli altri, pero? crediamo ci apporti delle novita?. Le vere novita? sono rare come incontrare gioielli in un bosco, tantopiu? che e? il bosco il vero gioiello! Con le novita? cerchiamo nuove emozioni, belle e brutte. Quello che e? pericolo per uno e? felicita? per un altro. Cio? che per uno e? brutto e? bello per un altro e cosi? via..
    Fagocitiamo il nostro cuore perche? ci dia nuove emozioni. Non importa quali esse siano e dove ci portino?l?importante e? che ci allontanino dalla nostra routine quotidiana piatta, amorfa e inconsistente.
    Gia? e? come pianificare un viaggio od una cena al ristorante, questo e?.
    Si, in questa epoca ingrata l?amore e? un grande bluff che copre la nostra superficialita? di vivere. E? vero, il cuore batte piu? o meno forte scontrandosi coi sentimenti, pero? i sentimenti sono passeggeri se si escludono quelli materni. Ma quelli materni sono istintivi, viscerali e appartengono alla natura delle cose. Quella, per fortuna, nessuno e niente e? ancora riuscito a cambiarla.


    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="SULLA CRITICA.">SULLA CRITICA.</A>

    La critica viene dalla non innocenza. Essere innocenti significa non vedere piu? in la? di un certo orizzonte piu? o meno elementare. L?innocenza e? tipica dell?infanzia, Della gente primitiva e di quella ignorante. Tutti siamo innocenti in qualcosa perche? tutti ignoriamo qualcosa. E fin qui tutti d?accordo.
    Il passaggio dall?innocenza alla non-innocenza avviene gradualmente, non importa se rapidamente o lentamente. Il trauma del passaggio non e? immediato e ce ne accorgiamo quando meno lo pensiamo. Ogni scoperta di vita ci toglie un poco d?innocenza. Le scoperte apparentemente sono gradevoli; e? per questo che la vita e? subdola! Piu? ci apriamo al sapere e meno siamo innocenti , meno siamo innocenti piu? la vita ci ferisce con le sue verita?. E? un cerchio. Gia? l?ho detto che la vita e? racchiusa in un cerchio. Andiamo avanti per tornare indietro..ma preferisco non ripetermi. Scoprire si scopre sempre, a qualunque eta?. Pero? quando si e? consci come in questo caso che scoprire significa non solo rinunciare all?innocenza ma soffrire, ad ogni scoperta uno reagisce con un misto di piacere e malestare, qualcosa di indefinido che uno deve provare per sapere. Non si puo? rinunciare al sapere se non lasciandosi andare. Uno si lascia andare e dice ma chi me lo fa fare di sapere?tanto apprendistato, tanto Studio tanta osservazione, tanto tempo utilizzato?ed il tutto ti causa sofferenze!
    Il sapere nasce con la curiosita?. Senza curiosita? non c?e? progresso in uno. C?e? solo stasi, passivita?, inerzia . Non dico che tutto questo sia peggiore di quello. Oh no! Uno arriva ad un certo punto che il sapere gli e? insopportabile. Il tutto al vaglio Della propria inteligenza sviluppata? Il tutto sottoposto ad una critica tagliente , inarrestabile, crudele perche? razionale..
    C?e? sempre gente che ti attacca, che spettegola di te, che dice e non dice, che ti nuoce.
    E allora mi chiedo: dove sta la verita?! Se la critica e? imparziale perche? oggettiva ti puo? bloccare ed impedirti di migliorare. Se e? parziale perche? soggettiva peggio che andar di notte! ma la verita? non sta da nessun lato..
    Dunque ricapitolando: uno lotta per migliorare, per progredire,per crescere come essere umano. Lotta per emergere, per non essere ?sotto Della media?, per galleggiare e non affogare nella mediocrita?, per non essere nessuno. Uno vuole sapere. Uno vuole criticare. Uno non vuole essere innocente perche? deride l?innocenza e perche? ormai se ne e? liberato, nel bene e nel male. Uno vuole diventare qualcuno. Lo vuole per se stesso, piu? che per gli altri. Uno vuole andare avanti, mai fermarsi. Uno vuole correre, cosi? apprende piu? in fretta degli altri.
    Uno prima di morire ha raggiunto un certo livello di sapienza. Qualunque esso sia, non gli basta. Uno muore con quello che ha. Uno lascia dietro di se? un quadro interrotto di vita. Un spera sempre che qualcun altro raccolga quello che ha mietuto. Non si sa quando questo possa avvenire. Uno porta con se? un mondo perche? e? un tesoro irrempiazzabile. Questo tesoro e? piu? o meno ricco. Tale ricchezza non dipende dal suo spirito critico. E? una somma di tutto. La qualita? critica e? solo una parte. A volte non c?e? affatto in uno o in molti di noi. A volte e? sorprendente sentire gente che si crede senza spirito critico parlare con spirito critico ossia rendersi conto che ha spirito critico . A volte la vita sorprende: allora ci si accorge che il nostro spirito critico non e? stato sufficiente per scoprire se uno ha spirito critico o no. Questo ci sprona ad andare avanti, avanti nella nostra interminabile recerca!











    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="TERAPIA SOLIPSISTICA.">TERAPIA SOLIPSISTICA.</A>

    Sdraiatevi.
    Concedetevi alcuni ?strani? momenti di relax (se cosi? si puo? chiamare).
    Contrariamente al solito, scordatevi dei pensieri, delle preoccupazioni. Spegnete la luce, la televisione, la musica.
    Approfittando che siete soli, restiate comodamente distesi.
    In qualsiasi luogo voi siate: in citt?, in campagna, al lavoro, in vacanza, eccetera, ascoltate!
    Ascoltate le voci, i suoni, i rumori, i silenzi, che vi circondano.
    Ricordatevi che cio che udite (e che non udite) unico, solo vostro, appartiene solamente ad un vostro momento che tiene una data ed un?ora.
    Ascoltate dunque: suoni consueti e desueti, particolari o usuali. Tutti insieme questi suoni fanno parte del vostro momento. Valgono piu? di qualsiasi altro suono registrato, perch non sono ripetibili. Sono unici questi suoni che le vostre orecchie stanno raccogliendo per stagliarveli nella vostra memoria. Li? rimarranno per voi, solo per voi.
    Non hanno una traduzione, un senso, una logica, tutti questi suoni. Non interessano proprio a nessuno tranne che a voi. Perch? vi appartengono!
    Fanno parte della vostra collezione di vita. Ne avete persi tanti ma questi per fortuna li avete ?congelati? e se vorrete vi accompagneranno per il resto della vostra vita.
    Questi suoni denotano che siete vivi, che vivete in un particolare momento storico e che tra un istante non ci saranno piu? e apparterranno al passato.
    Ogni tanto una di queste ?scappatelle? ci vuole!






    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="SUL MIMETISMO.">SUL MIMETISMO.</A>
    La favola una bugia. Esistono le bugie per bambini e quelle per grandi. Una favola bella perch finisce. La favola per bambini Si racconta e quando si arriva all?ultima pagina sta scritto a lettere cubitali FINE. Il bimbo allora cessa di immaginare quello che non esiste e torna alla realt?. In realt? vorrebbe che non finisse mai ma sovente c?? il sonno che media tra la fantasia e la vita. Al risveglio ha una vaga idea della favola. E? cosi? che le favole sono fatte per essere rilette. Tante volte finch? la ripetizione fa credere che sia quasi realt?. E? cosi? che si puo? vivere una realt? di sogno, che il pane quitidiano dell?infanzia.
    L?adulto sogna la realt? quando crede in una ideologia. Cosi? facendo perpetra una continuit? nella propria vita, che quella di continuare sognando come quando era piccolo. E? una forma di sopravvivenza questa che lo aiuta a superare le difficolt? della vita.
    Una volta esistevano le favole perch esistevano le bugie. Ora esiste solo l?ipocrisia. Ora non esistono piu? i bambini ed i grandi perch i bambini sono grandi ed i grandi sono bambini. La confusione tale che non sai piu? chi hai di fronte! E? veramente imbarazzante. Ora le ?bugie? sono un ricordo ?romantico? di cio che era la vita. Erano cosi? facili da essere svelate che spesso dall?inizio si conosceva gi la fine!
    L?ipocrisia ha creato nel mondo una tale confusione che quando qualcuno ti dice ?Piu?? sai che ?Meno? e viceversa. Capita anzi spesso che quando ti si dice ?Piu? (per restare nell?esempio) si voglia invece significare ?Arancione?. Allora la cosa si fa un tantino piu? complicata... Ma siamo arrivati al punto che gi non ci ribelliamo a questo stato di cose. Gi? non reagiamo piu? a nulla! Gia? che dicano quel che dicano e che facciano quel che facciano (l?importante che non ci ?tocchino?!).
    Cosi? se ci dicono che la Russia e la Cina non sono piu? comuniste noi cosa possiamo pensare? Certo, possiamo pensare che non sono piu? comuniste, ma il buon senso (e altro ancora) ci dice che no. Ancora, se ci dicono che la guerra in Oriente una guerra giusta noi qui potremmo obiettare che ?guerra? con ?giusta? non ha niente a che vedere. Ma la cosa rimane li?. Quanti altri esempi si potrebbero fare? Beh, io non li faccio perch voglio andarmene a letto pero? continuate pure voi, li? da casa vostra!
    Cosi?, a tutti quanti, non ci rimane che fare un bel girotondo, proprio come quando eravamo bambini, e cantare in coro ?il comunismo finito, il muro caduto, il neocapitalismo la cosa piu? bella che ci poteva capitare, non esistono piu? i mali nel mondo, abbiamo fede e non pensiamoci piu?? ( Ma le parole potete cambiarle e sostituirle con altre, giusto come piace a voi....), e ridere e giocare felici e contenti!&nb sp;
    Poi, quando ci distacchiamo dal giro, cessa l?illusione e ci rendiamo conto che tutta un?ipocrisia e rimpiangiamo le bugie di una volta. Quelle, non facevano male a nessuno!.





    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="L?ORIZZ&#079;NTE ROT&#079;NDO.">L?ORIZZONTE ROTONDO.</A>

    Quando da ragazzo ho appreso che il mondo rotondo e che percio l?orizzonte non una linea retta, ho capito molte altre cose. Cosi?, stando a guardare tra cielo e mare , ho amaramente scoperto cio che avevo gi sentito quando mi dissero che la cicogna non esisteva. Una strana sensazione di smarrimento che mi persegue tuttora.Potrei anche parlarvi di cio che mi suscito? la regola cartesiana: un vero trauma. La legge prospettica uguale e l?arte astratta beh potete ben immaginarvelo! Potrei anche parlarvi delle coincidenze della vita e degli anni che passano non in ugual forma quando sei giovane e quando invece sei maturo. Potrei parlarvi dell?amore, ma preferisco lo scopriate da voi. L?unica cosa di cui non potrei parlarvi la morte, perch grazie al cielo non l?ho sperimentata! Invece vi parlo della visione, che un summa di tutto cio che ho citato in precedenza ma altro ancora.
    Il vedere non ha niente a che vedere ovviamente col guardare, e questo gi un dato di fatto. Ci sono molte forme di vedere e di guardare. In quanto al vedere basti pensare alle variazioni delle luci e di conseguenza dei colori. Ma se sei miope o presbite o cieco o altro ancora ti rendi conto che gi solo il vedere bello. Pero? anche se bello non basta. Infatti cio che da qualit? al vedere l?osservare. Lo so, ciascuno di noi osserva in una forma particolare ed esclusiva. L?occhio critico dipende da tanti ingredienti che non staro? ad elencarvi. Il guardare infatti relazionato a vari fattori: la psiche, l?intelligenza, la cultura, l?istinto, la sessualit? e altro.
    Qui bisogna coniugare il verbo vedere in tanti tempi ed ogni individuo un raggio da cui parte una forma di osservare.
    Non credo nei romanzi. In essi si spronati a immaginare quello che ha gi immaginato lo scrittore. E perch io devo per forza vedere quello che ha visto lui? Non si lamentino coloro che sono contro la virtualit?. Fin da epoche remote essa esistita e nell?800, con il boom della letteratura, la gente si chiudeva a leggere e leggere per giorni interi le grandi stupidaggini di astuti scrittori. Non tutti naturalmente! Diciamo che un uno per cento si salvano! E tale uno per cento il meno letto! Tutti leggevano quello che ogni lettore leggeva! Cosi? nacquero i best-sellers...
    Nel campo della pittura uguale. Tutti dovevano vedere un qualcosa in un quadro il piu? realisticamente possibile, e quando scoppio? l?impressionismo si grido? allo scandalo (pero? lo si grida tuttora, sempre meno ma ancor oggi).
    In fotografia tutto doveva essere chiaro perch l?immagine dovrebbe rispecchiare il reale. Invece no, la realt? effimera e Roland Barthes le diede la stoccata finale asserendo che al di l? di quello che si vede in una fotografia c?? ben altro!
    In filosofia e in scienza uguale, che dirvi di piu?. Io so soltanto che quando scruto l?orizzonte sento di aver perso qualcosa...l?innocenza!








    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="Uno n&#111;n uno">Uno non uno</A>
    Uno non uno, noi non siamo noi.
    Da quando la bestia si trasformata in uomo, non siamo piu? bestie e non siamo neppure uomini.
    Facile dimostrarlo.
    Uno vuole una cosa. La desidera. Puo? passare molto o poco tempo perch la possieda e puo? terminare di possederla o no.
    Se non la puo? ottenere, uno si avvicina piu? all?uomo, se invece la ottiene piu? alla bestia.
    Se la ottiene, infatti, uno non piu? uno. Perch? la soddisfazione di possedere la cosa non lo sazia; qui che traspare la bestia in lui. Uno vuole una cosa e poi un?altra cosa ancora e cosi? via finch? muore.
    Perch? quando uno ha una cosa, invece di godersela ne gi sazio ancor prima di sfruttarla, usarla, assaporarla. Non una domanda! Quando uno ha una cosa pensa che questa non la migliore delle cose dentro la sua categoria, ce ne sono altre migliori che potrebbe avere e, dimentico del sacrificio piu? o meno duro che ha fatto per conseguirla, gi gli appare come una cosa qualunque (e se tutti non ce l?hanno, che gliene importa?).
    Dunque ricapitolando uno vuole una cosa, uno consegue la cosa, uno ora vuole un?altra cosa ossia la stessa cosa ma in qualche modo ?superiore? e la cosa da cui partito non gli interessa piu?. Non se lo confessa, questo no, n? a s n? agli altri, pero? la considera una cosa che ormai sua, che doveva appartenergli, che anzi ha faticato esageratamente per averla, che avrebbe fatto meglio a desiderare una cosa un po? piu? superiore, di un livello piu? alto.
    Alcuni chiamano questo desiderio progresso e puo? essere, se si considera che gli animali in fondo sono superiori a uno, a noi. Si, gli animali apprezzano le cose che ottengono e non desiderano di piu?. Gli animali sanno amare, non sono vili e si proteggono e si attaccano o uccidono solo per leggittima difesa o per sopravvivenza. Gli animali non sono attaccati alle cose. Se ne liberano al momento giusto e non desiderano rimpiazzarle. Gli animali non hanno paura della morte!
    Un uomo. Un uomo non dovrebbe essere attaccato alle cose. Un uomo se fosse un uomo dovrebbe essere migliore di un animale. Un uomo non farebbe le guerre. Un uomo non sterminerebbe. Un uomo non si autodistruggerebbe come invece stanno facendo gli pseudo-uomini che popolano la terra!
    No, un uomo non un uomo!







    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="SI PUO? DIRE QUALCOSA">SI PUO? DIRE QUALCOSA?</A>

    Si puo? dire qualcosa in questo mondo?
    Si puo? anche se e quando non si puo? ?
    Si puo? dire ancora qualcosa?
    Ovvero, si potuto sempre dire qualcosa? E se non sempre talvolta?
    Si ha avuto motivo di dire qualcosa talvolta o spesso? O tutto gi insito nel tutto?

    Si puo? dire qualcosa, ora e sempre, quando tutto stato detto e tutto stato fatto? E se si perch e come e se no perch no?
    E? importante la FORMA di dire e fare E? quello che determina la novita delle cose e niente altro?

    Perch? il tutto si risolve in una forma LETTERARIA di dire e fare a carattere NARRATIVO, in tutti i campi, in ogni situazione?

    Perch? la PAROLA la forma piu? difficile del comunicare e mai esaustiva?
    Cosa ci vorrebbe perch il linguaggio fosse veramente chiaro e limpido?
    Forse si assomiglia sempre piu? alle nostre acque, all?aria, alla terra?

    Cosa piu? importante: l?istinto, la razionalit? , l?intuito, l?intelligenza, i sentimenti, la cultura, la pragmaticit?, la contemplazione?

    Ma, per tornare all?inizio (sempre si torna all?inizio), importante dire qualcosa? E se si, come credo che si, in che forma deve essere Lo si puo? dire in una maniera che abbia maggior effetto? E se ha maggior effetto la forma migliore di dire la cosa? Quanta gente puo? colpire cio che uno dice? Quanta gente percepisce completamente tutto quello che uno dice e uno fa? E chi lo dice e chi lo fa.... E? in buona o mala FEDE? Dice verit o menzogne? Crede o non crede di essere nel vero?

    Beh, complessivamente tutto semplice e facile, tutto dipende da noi, da ciascuno di noi. Non dobbiamo accusare il prossimo. Non dobbiamo fare e dire quello che non possiamo perch non ne abbiamo le capacit?. Dobbiamo lasciar dire e fare in quelle cose che noi non sappiamo dire e fare a chi sa dirlo e farlo. Dobbiamo credere in qualcuno. Non in tutti. Dobbiamo aver FEDE in noi stessi. Dobbiamo ricoscere i nostri limiti. Dobbiamo avere uno spirito critico costruttivo. Dobbiamo e dobbiamo. Cosi? ?. E se non ci credete provate un pochino a pensarci e a sentirlo...
    *****






    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name=SOVENTE.>SOVENTE.</A>

    Sovente si fa una cosa.
    Sovente si dice una cosa.
    Sovente la si dice e la si fa, sovente la si dice e non la si fa e sovente la si fa e non la si dice.
    Sovente una cosa.
    Sovente una cosa una cosa, come una rosa una rosa.

    Per continuare con sovente.
    Sovente si pensa a una cosa. Sovente la si pensa e non la si dice e non la si fa. Sovente si pensa e si sfruttano tutte le sue probabilit? matematiche. Sovente tali probabilit? non le si sfruttano per niente. Sovente.
    Sovente si pensa a piu? cose, a piu? cose contempor?neamente. Sovente un pensiero piu? forte di un altro, sovente no. Certo l?equilibrio impossibile.
    Sovente si pensa ad una cosa o a piu? cose mentre si fa una cosa o un?altra cosa. Sovente non si pensa quando si fa una cosa. E? cosi? che succedono gli incidenti. Sovente si pensa a una cosa che non quella cosa che si sta facendo e anche questo motivo di incidenti.
    Sovente non si pensa. Non si pensa perch non si vuole pensare o perch non si sa a che pensare in quel momento o si citrulli. Se si citrulli non c?? niente da fare.
    Sovente si fa una cosa. La si fa come deve essere fatta o no. La si fa completamente o parzialmente. La si fa in forma originale o comune. La si fa intelligentemente o stupidamente. La si fa lentamente o rapidamente, in un luogo solo o in piu? luoghi. Tutto questo sovente.
    Sovente puo? anche essere raramente, non detto, dipende se si vede la cosa a livello unidimensionale, bi, tri o quadridimensionale.
    Sovente una cosa che piccola la si vede grande e viceversa. Sovente una cosa piccola piccola e una cosa grande grande, sovente no.

    Manipolate manipolate, impastate i concetti, createne dei nuovi. Con nuove forme con nuove sostanze se vi riesce! Create create, anche col pensiero, anche se sovente si pensa di creare ed invece si ripete. Si ripete quello che stato fatto, stato gi fatto, sovente o raramente. O gi stato detto. Tutto stato gi detto e fatto,sotto una certa forma ad un certo momento da qualche parte. Sovente o raramente.
    *****












    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="Tra il dire ed il fare.">Tra il dire ed il fare.</A>


    Agosto 2005.


    Nelle scuole di insegnano che esistono delle regole. Ti dicono ad esempio che ogni Paese ha la propia religione ufficialecosi' come i propri usi e costumi. Io da bambinocosi' facendoquando mi immaginavo un Paese me lo vedevo totalmente immerso nel proprio mondo. Nel campo della religione, io italiano mi vedevo cattolico (come a quei tempi ero ed ora ancora per legge lo sono anche se non lo sono piu') e vedevo tutti gli italiani dei bravi cattolici che la domenica andavano a Messa eccetera. Questo naturalmente da bambino. Questo perch da come mi avevano insegnato, mancandomi l'esperienza, capivo. Crescendo mi resi conto chegli italianisono cattolici perch sono battezzati in Chiesa. Cosicch? anche un ateo in Italia un cattolico! Beh, cosa ci volete fare! Siamo in una societ di santo cielo e non la possiamo certo cambiare noi, n? con la protesta n? coi voti. Socialmente parlando, siamo degli impotenti che reclamano sottovoce i propri diritti, che non facciamo di nascostoi nostri doveri perch sappiamo di non poter reclamare tali diritti ma che in fondo tutti noi ci diciamo: ciao, come stai? vieni a prendere un caff? con me?...come se niente fosse, solo per scrollarci di dosso i nostri pesi sociali. Beh, per tornareai Paesi e alle religioni ufficiali, al mondo ci sono anche gli arabi! Oggi non lo possiamo piu' ignorare. Una volta erano solo quelli che ci vendevano il petrolio ma oggi son qualcosaltro. Oggi chi non ha scoperto che non solo gli arabi sono mussulmani ma che dire arabo vuol dire mussulmano un fesso! In pratica tutti fingiamo a noi stessi che, siccome ci hanno insegnato come dicevo che tutti i Paesi hanno la propria identit? religiosa noi italiani siamo cattolici e gli araba mussulmani. Niente di piu' superficiale! Gli arabi nascono mussulmani ancor prima che noi nasciamo cattolici, e lo riomangono per sempre. Chiedilo ad un arabo! Ti risponder? subito che non vero! Questo perch deve mentire, che forse dentro di s la pensa cosi' ma piu' forte il suo condizionamento sociale. Ad ogni modo un arabo un mussulmano perch obbedisce al Corano. Ora, caro Presidente Bush e cari Presidenti affiliati di Bush, perch volete cambiare gli Arabi? Perch? volete che non siano piu' Arabi? Perche' volete farci credere che possibile che gli Arabi cambino? Perch? volete ostinatamente continuare una guerra che avete gi fatto l'errore di accenderla? Perch? volete farci credere che basta "prendere delle precauzioni" per "modificare" la loro condotta? Perch? vi rattristate tanto quando muore qualcuno in questa guerra di cui voi siete gli esecutori? Io, cari politici del mondo occidentale, credevo che il Teatro fosse una forma sublime dell'Arte e non una falsa rappresentazione della realt?! Ad ogni modo credo ancora nel Teatro, quello vero. Li' spesso mi rinchiudo perch li' perlomeno posso sognare! ...










    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="IL CIRCOLO III">IL CIRCOLO III</A>

    Il Circolo non un circolo di gente bensi? un cerchio. Questo quello di cui voglio trattare.
    Un Circolo si da quando tutto gira e girando si ricongiunge. Questo un circolo-cerchio. Ossia, quando le cose vanno si muovono e muovendosi avanzano, ma come ho gi detto non in linea retta ma effettuando una linea che logicamente curva. Piu? o meno curva, il che non ha importanza. Prima o poi le due estremit? si ricongiungono, si toccano, si fondono. Poi non si sa piu? dov?? l?inizio e la fine, cosicch? giusto dire che inizio e fine sono termini aleatori che hanno solo un?importanza temporanea, ossia nel momento in cui nascono e in cui muoiono. Ma come la nascita e la morte sono un attimo inquantificabile ma ben fievole, non rivestono importanza. L?importante che nascano. L?importante che muoiono. Quello che resta la scia prodotta dal tempo, il vissuto, il circolo insomma.
    Tutto dunque si da in un circolo e non esagerato dire che tutto circolo.
    Osserva bene: un gesto circolare dal momento che fluisce nel tempo, anche un gesto brusco. Un?esplosione circolare: cambia solo la cognizione del tempo che si da in frazioni di attimi. Uno stato d?animo circolare perch ha il suo crescendo e decrescendo. Il silenzio anch?esso circolare perch se cosi? non fosse non esisterebbe in quanto tale ma come condizione perenne. Tutto, tutto circolare, anche quello che non sembra. Anche quello che apparentemente si interrompe e potrebbe pensarsi un circolo interrotto in realt? un circolo perfetto che si da in tempi differenti che si collegano per ottenere il circolo.
    Uno scritto apparentemente appartiene a quest?ultimo caso. Uno scritto non mai solo. Uno scritto nasce da pensieri e da scritti precedenti o dall?istinto. Quando infatti sembra che una cosa non abbia avuto il suo inizio, questo inizio lo si deve imputare all?istinto. Cosi? non c?? niente da imputare al caso. Tutto ha un inizio e niente viene lasciato al caso. Questo quanto volevo dire.












    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="IL CIRCOLO II">IL CIRCOLO II</A>

    ?Tutto mi tornava indietro. Io lo spingevo avanti ma inevitabilmente prima o poi mi ritornava. Io non facevo niente perch mi tornasse indietro. Facevo di tutto perch tutto procedesse nel migliore dei modi. Mi prodigavo perch il tutto andasse avanti. In effeti andava avanti. Andava avanti e poi ad un tratto mi tornava indietro ! Da cio ne dedussi che non era colpa mia. La mia volont? era diretta in avanti. Volevo avanzare e non perdermi alcun passo. Allora cosera che mi si rivolgeva contro? Perch?? E chi si prendeva la briga di rimandarmelo? Semplici domande che hanno sempre dentro di se? risposte, risposte, risposte. Non dipendeva da me. Pero? non dipendeva da nessuno, e se nessuno era nessuno allora era qualcuno!. Dipendeva dal tempo. Quel qualcuno era il tempo. Nel tempo si svolgeva la mia azione. Nel tempo io trattavo di andare avanti. Ma nel tempo non esiste l?avanti come non esiste l?indietro ed il sopra ed il sotto. Non esistono i gradi. Non esiste l?unidirezionalit?. Non esistono i sensi unici e le rette. Niente va da nessuna parte. Tutto va dappertutto. Cosi? la mia idea era sballata. Volevo qualcosa che non si poteva realizzare. ...
    ...Ora tutto cambiato in me. Mi trovo in una capsula spaziale e galleggio nel vuoto. Cosi? finalmente ho capito. Mi sento saggio! Ma sovente ricordo quei giorni appena trascorsi in cui mi affascinava il desiderio di portarmi avanti. L?illusione era forte anche se non giunse mai a niente. Mi trastullo in quei ricordi. Mi vedo in quei frangenti... Ma ora sono un altro: sono un saggio!









    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="Il Circolo.">Il Circolo.</A>

    Tutto un Circolo.
    Tutto in questo Mondo fa parte di un grande Circolo.
    Tutti Noi siamo parte di esso.

    Lo Spazio ed il Tempo non sono che parte di un grande Circolo.
    La Vita si allaccia alla Morte in un Circolo.
    La Storia Circolare (G.B.Vico).
    La Ragione stessa si sviluppa in un senso Circolare.

    Io posso dormire, mangiare, lavorare, vivere insomma, ma poi dopo un certo tempo cesso di dormire, mangiare, lavorare, vivere insomma. Dal momento che cesso di vivere quel processo di vita, quel tipo di vita cessa. Io non mangio o lavoro o altro piu?, perlomeno momentaneamente. Poi riprendo a dormire eccetera e cosi? in continuazione. E tutto questo vivere si perpetra in forma circolare. Circoli concentrici che si concatenano a mo? di maglia di catene infinite legate fra di loro da altre catene.

    I Circoli sono Infiniti, sono Illimitati. Le Possibilit? uguali.
    La linea retta un?invenzione razionale per misurare le nostre convenzioni ed i nostri limiti.
    La linea retta nella realt? non esiste.
    La linea retta esiste in una realt? che ci siamo edificati perch ci fa comodo, come quando siamo stanchi ci fa comodo di riposare e per riposare ci siamo creati la poltrona, la sedia, il divano, il letto ed anche il pavimento (oltre ad altro ancora). Questo come esempio.
    Ma per tornare al circolo.

    Tutto cio che si ripete, un gesto, un?azione, circolare.
    Tutto cio che si pensa, un?idea, un episodio, circolare.
    I sentimenti sono anch?essi circolari perch come tutte le cose circolari tornano e siccome tornano sono circolari.
    L?istinto circolare, da quanto detto sopra ovvio.
    I valori, come il Bene ed il Male, sono Circolari. La Fede anche.
    Il Destino circolare. La coincidenza ugualmente.
    Cosa non circolare? Non c?? niente che non sia circolare. Anche questo scritto circolare.
    Come dunque dicevo Tutto un Circolo.
    Tutto in questo Mondo fa parte di un grande Circolo.........
    *******












    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="C&#079;NFIDENZE .">CONFIDENZE .</A>

    Oggi mi sono chiesto : sar? l?inizio o la fine La domanda ha avuto come risposta in me: n? inizio n? fine, tutto continua come sempre.
    Si pensa sempre all?inizio come ad un inizio di qualcosa, ma proprio cosi?? Le cose hanno veramente un inizio? E se si, quando questo inizio? In che tempo lo si colloca, in quello pensato o in quello reale?
    E se in quello pensato, quando lo si inizia a pensare? E se in quello reale, in quale realt? lo si colloca? E cosi? la fine. Una cosa che inizia, non inizia forse da qualcosa che gi cominciato? E la fine, dove sta la fine, la vera, insostituibile fine che tutti noi abbiamo ben presente ma solo in termini astratti?
    Oggi dunque mi sono chiesto: terminer? questo malestare? Logico che se voglio che termini deve essere in atto e se in atto ha avuto un inizio. Pero?, pero? questo inizio non mi dato conoscere. Posso continuare a indagare, a chiedermi, a pensare, pero? finisco sempre col supporre, e col supporre non si viene a capo a niente.
    Ogni giorno, questo malestare che da quando sono cosciente che esiste ha i suoi sviluppi, cambia, muta ?umore?, e tale cambiamento mi coglie sempre di sorpresa. Gi?, la sorpresa. Ingrediente incalcolabile della vita, onnipresente, impossibile a sradicare. Ma poi perch eliminarla? La sorpresa ci da anche la gioia di vivere, non solo dolori !
    Cosi? il processo del vivere pieno di sorprese. Dolci e amare, come dicevo. Tali sorprese sono quelle che ci fanno dire ogni tanto: toh iniziato qualcosa!, toh, finito qualcosa!. Ma nella realt? sono sorprese effimere che chiamiamo tali solo per eufemismo, perch non sappiamo come chiamarle altrimenti.
    Oggi dunque, uno di quei giorni che mi chiedo se l?inizio o la fine di qualcosa, ben consapevole che non n? l?inizio n? la fine di niente. I processi continuano inesorabilmente e noi siamo in un otto volante che ci porta su e giu? ma che poi torna su se stesso e ricominciamo a volteggiare. Proprio come quella canzone dei Beatles ?Helter Skelter? che non mi mai piaciuta ma che ha sempre significato per me qualcosa, questa cosa!






    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="DIECI PROPOSIZI&#079;NI SULL?ECOSISTEMA.">DIECI PROPOSIZIONI SULL?ECOSISTEMA.</A>

    1) Le coscienze dormono... (ripetere 100 volte).

    2) La Natura si ribella... (ripetere 100 volte).

    3) L Uomo impotente di fronte alle forze della Natura. (ripetere 100 volte alternando le due precedenti).

    4) Si deve pensare al Domani. (ripetere 100 volte ogni 10 secondi).

    5) Piu? si va avanti e peggio senza porre rimedi. (ripetere con Cadenza Tragica).

    6) La Politica una santo cielo. (ripetere 100 volte, sempre con Intonazioni differenti).

    7) L?Egoismo Umano non ha limiti. (ripetere, ripetere e ripetere, a Volont?!).

    8) L?Arte allevia il Dolore ma non puo? mettersi troppo nel Politico, nel Sociale e nell?Economico, pero? allo stesso tempo
    Non puo? astrarne. (E? sufficiente dirlo una volta pero? molto bene...).

    9) Dobbiamo dire tutto questo a Noi stessi ed agli Altri, anche se puo? sembrare una Noia!... (detto sottovoce come sottofondo).

    10) Non devolviamo la responsabilit? agli Altri, facciamo nel nostro piccolo quello che individualmente possiamo, senza avvelenarci la Vita, con colpi secchi ma Decisi!!!!! (Non necessario dirlo, va da s....)











    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name=DETTAGLI.>DETTAGLI.</A>

    Sapete, curioso come spesso le cose ci si rivelano. E? sbalorditiva la forma in cui veniamo spesso a conoscenza delle cose. Spesso ci passa ragionando col nostro cervello e non quello degli altri, e cosi? la cosa acquista maggior sapore perch ce la siamo creata noi senza intermediari. Bene, tornando alla rivelazione delle cose, sentite come a volte tali cose si associano, si amalgano, si mescolano in un impasto incredibile per dar forma a tutt'altra cosa che quella originale! Meglio di un?avventura di Salgari!.
    Dicevo dunque. Alcuni giorni or sono mi torno? alla mente un ragionamento. Quale sar? la razza emergente in un futuro prossimo? Andiamo per eliminazione. Noi europei ci dividiamo in due specie: i super-organizzati e i latini. I super-organizzati non sono una categoria emergente, appartengono alla decadenza. Loro, se vai un millimetro fuori dei binari si sgomentano e non sanno che pesci prendere e cosi? perdono, perdono inesorabilmente perch non sanno improvvisare. I latini invece tutto l?opposto, sono tutto sentimento, e col sentimento non c?? forza ma solo debolezza. Le cose non possono proprio andare avanti coi latini, preferiscono mangiare un pezzo di pane ma conservare la loro libert?.
    Gli Americani, dal canto loro, erano sono e resteranno degli eterni bambinoni che si credono pragmatici ma in realt? sono una mescolanza di super-organizzato e di romantico. Cosi? anche loro non possono mantenere le redini del mondo. Lo hanno fatto finora perch rappresentavano una novit? ma le novit? alla lunga stancano e a ben esaminarle si incontrano tutti i difetti ad essi inerenti.
    Ora la grande diatriba tra gli arabi e i cinesi. Gli arabi hanno un grande difetto: il loro ragionamento gli dettato dal Corano e allora perch loro devono ragionare di testa loro? Fanno meno fatica a obbedire a quello che gli dice Maometto cosi? la loro testa si riposa e possono solo pensare ad uccidersi per una causa.
    Per quanto riguarda i cinesi io non li conosco. Li vedo passare, e sono gi tanti in tutto il mondo, come ombre (cinesi, per l?appunto). Non li sento mai parlare, mai eccitarsi per qualcosa, mai percepire che desiderino qualcosa o qualcuno, eccetera.
    Fino a che ieri avevo bisogno di un paio di forbicine per il mio lavoro : un lavoro di precisione che richiede un intaglio di carte e cartoncini minuscolo e quindi andai in una merceria qui in sud-america per comprare qualcosa che confacesse ai miei bisogni. Mi mostrarono vari tipi di forbici ma la piu? piccola era sempre grande per me (Io ho le mani abbastanza piccole, come quelle dei cinesi per l?appunto). Ad un certo punto la commessa, visto che non poteva soddisfarmi disse: Ah! Allora lei ha bisogno di forbicine cinesi!? . Io la guardai stupito come si guarda sempre qualche novit? e divenni incuriosito. Mi mostro? una minuscola scatoletta di circa 3 cm x 1, la apri? e dentro c?era un groviglio di metallo. Erano le forbicine snodabili che, una volta aperte, si vedono che sono forbicine, ma comunque non rientrano nella nostra categoria di pensiero. Pero? le dite ci entrarono, pero? tagliano a meraviglia, e puoi metterti a percorrere millimetri di intaglio con una precisione impressionante, arrotondando, sfilacciando e via di seguito. Il tutto per una modica cifra (in euro circa O.50 centesimi!), mentre le altre costano dieci volte tanto...
    Noi italiani, ad esempio, quando abbiamo bisogno di un paio di forbici cosi? fatte per il nostro lavoro, se non troviamo queste cinesi, ce le facciamo fare a mano. Costano un occhio della testa pero? sono anche un vanto per la nostra attivit?. E poi, quello che ne esce fuori dal lavoro si siffatte forbici, un prodotto altamente costoso, di gran lusso, di ?elite?, che non si sa bene se definirlo artistico o artigianale. ( E? questo dubbio che attanaglia molta gente che spesso non ci fa riflettere su quello che spendiamo!).
    Io credo fermamente nell?Arte ma non negli abusi dell?Arte. E questi cinesi ce lo dimostrano. Retaggio di una filosofia comunista ormai obsoleta per cui non c?? niente di unico ma l?unico moltiplicato per miliardi di pezzi. Retaggio di una mentalit? per cui meglio pagare uno ma vendere mille che pagare mille e vendere uno.
    Cosi? queste formiche avanzano ( le formiche si sa, sono intelligenti! Non so se piu? o meno di loro ma anche nei nostri riguardi non scherzano...), e la fanno in barba a tutti. E zitti zitti si spargono, si moltiplicano. Zitti zitti avanzano. E per avanzare bisogna sempre pestare i piedi a qualcuno. E loro lo fanno con un tatto incredibile. Di notte ci addormentiamo coi piedi gonfi senza sapere che sono stati loro a pestarceli. Toh ! ho i piedi gonfi ! Chiss perch! Provate a pensarci! (Forse in futuro per tale causa la taglia delle scarpe aumenter? considerevolmente..).
    Piano, piano, in silenzio, loro non vogliono insegnarci nulla. Non riempiono i giornali di stupidaggini, di false notizie. Ma piano piano fanno figli, comprano immobili e vendono i loro prodotti, si dilatano. Non salgono sui palchi per convincere la ?audience?, non creano lotterie per raccimolare fondi, non piangono se vanno a vivere fuori di casa.
    Voglio proprio vedere quando finir? tutta questa sete di petrolio ( e se non ancora finita perch non voglio che finisca non perch non possa finire...) cosa succeder? nel mondo! Gi?, ma io probabilmente non ci saro? piu?. Pero? sono sicuro che verro? a saperlo ugualmente. Forse, invece che in una bara ( e scusate l?argomento) di due metri di larghezza con iscrizioni in oro ed una ?facciata? in marmo di Carrara, mi sentiro? un pochino piu? stretto in un?urna ceneraria...















    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="PROPOSIZI&#079;NI PER UN NUOVO ANNO.">PROPOSIZIONI PER UN NUOVO ANNO.</A>

    DALLE ALTE TORRI DEL SILENZIO IO MI MUOVO CON LE ALI DEL PENSIERO E SENZA AGITARMI SCIVOLO SULLA REALTA? CHE STA LAGGIU? SOTTO LE NUBI DELL?AMORE E PIU? GIU? PIU? GIU? DOVE C? E? QUALCOSA E QUALCUNO CHE SI AGITA SENZA SAPERE IL PERCHE?.
    NON RAPIDAMENTE MA CON MAGGIOR INTENSITA? DI PRIMA SPICCO IL VOLO SULLE CITTA? GRIGIE E INQUINATE PIENE DI GENTE TRISTE ED INFELICE. SEGUO IMPERTERRITO IL MIO VOLO E ATTRAVERSO AMPI SPAZI VERDI ANCH?ESSI PIENI DI GRIGIO. MA IL CIELO NON MI DA LA PACE CHE CERCO PERCHE? ANCH? ESSO E? GRIGIO.
    MA TUTTO QUESTO GRIGIO NON E? COME IL GRIGIO CHE C?E? IN PITTURA O IN FOTOGRAFIA . LI? IL GRIGIO E? COLORE NON TRISTEZZA DI VITA E SI POSSONO PASSARE ORE AD ACCAREZZARE PIETRE E MARMI COME FOSSE PELLE.
    SE DURANTE IL MIO TRAGITTO INCONTRO QUALCHE ESSERE E LO SFIORO E LO TOCCO MI RITRAGGO INORRIDITO PERCHE? NON AVVERTO PIU? CHE C?E? SANGUE DENTRO MA SOLO ORGANI RICOSTRUITI IN LABORATORIO E SE INVECE SONO NATURALI SONO INSENSIBILI.
    COSI? CONTINUO INDEFESSO A SORVOLARE IL CIELO EVITANDO I MOLTEPLICI AEREI CHE SI INCROCIANO E VANNO SPEDITI VERSO METE INSOLITE PER PORTARE GENTE CHE VUOLE CAMBIARE MA CHE NON LO PUO? FARE PERCHE? NON LO VUOLE. STRANO VERO QUESTO ASSURDO RIVOLTARSI DENTRO SE STESSI IN CERCA DI UNA LUCE CHE NON SI INCONTRA?
    STRANI VOLI DELLA MENTE I MIEI IN CUI TUTTO CIRCOLA COME SE NON ESISTESSE LA TERRA IN CUI INVECE TUTTO CIRCOLA SE C?E? IL DENARO. MOLTO PIU? ENERGICO DEL PETROLIO IL DENARO MUOVE QUESTO FALSO MONDO IN CUI NON C?E? PIU? PACE NEPPURE DOPO LA MORTE.
    MA DOV?E? LA BUONA TERRA IN CUI TUTTO CRESCE PERCHE? DEVE CRESCERE E MUORE PERCHE? DEVE MORIRE?
    DOVE ABBIAMO LASCIATO I SENSI? E LA VISTA, LA PIU? INGANNEVOLE DI TUTTI, CI OCCUPA TANTO TEMPO E CHIUDIAMO GLI OCCHI SOLO PER DORMIRE MALE E FARE BRUTTI SOGNI.
    ALLORA, ALLORA PERCHE? VIVERE LA VITA CHE VIVONO TUTTI CREDENDO CHE SIA LA NOSTRA VITA? NON CI APPARTIENE PIU? NIENTE. COMPRIAMO TUTTO E TUTTI PERO? NON SIAMO PIU? PADRONI DI NIENTE. E LA COSA PIU? TRISTE E? CHE NON LO SAPPIAMO PERCHE? SE LO SAPESSIMO TRATTEREMMO DI CAMBIARE : PRINCIPIO DELLA SOPRAVVIVENZA! ED IO CREDO CHE BISOGNA ESSERE PADRONI DI QUALCOSA NEL MENTRE SIAMO VIVI: PADRONI DI NOI STESSI!
    ALLORA, ALLORA DALLE ALTI TORRI DEL SILENZIO, DEL MIO SILENZIO, IO MI MUOVO PER SENTIRMI VIVO PERO? SENZA AGITARMI PERCHE? TUTTI MI POSSANO VEDERE E QUALCUNO MI POSSA ADORARE E FORSE MOLTI MOLTI MOLTI MI ADORERANNO! E MOLTI MOLTI MOLTI IMPARERANNO AD ADORARE SE STESSI E AD ADORARE GLI ALTRI. CI LIBEREREMO COSI? DEI FALSI IDOLI CHE CI CIRCONDANO PERCHE? I VERI IDOLI SIAMO NOI, NOI CON TUTTE LE IMPERFEZIONI UMANE MA INFINE REALI, VERI, UNICI, INSOSTITUIBILI, VERE CREATURE DEL MONDO! FELICE ANNO 2006.








    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="IL GIOCO.">IL GIOCO.</A>
    Il gioco, anche se solitario, una lama a doppio taglio. Mi misuro con le mie forze, mi autocritico, mi approvo e disapprovo, mi amo e mi odio.
    Il gioco riposa nella mente come un diavolo nella notte. S?impossessa delle tue forze, ti concentra nelle sue spire, e ti lascia libero dopo averti sfruttato.
    Il gioco una donna di facili costumi indecente. Vuole sempre di piu?, molto di piu?. Legge nelle tue tasche quanto hai e ti spinge ad andare oltre, ad osare, ad addentrarti nel pericolo.
    Il gioco ti accarezza e ti schiaffeggia. Di fronte ad esso non sei mai indifferente. Devi prendere una posizione, non puoi avere dubbi. Devi sbagliare con convinzione.
    Il gioco sado-maso. Ti ferisci e ti ferisce, a seconda del caso. Comunque sempre per la ricerca della felicit? che lo affronti.
    Il gioco una belva feroce. Puo? essere dolce come un gattino o azzannarti come una fiera.
    Lo accarezzi e ti graffia, lo stuzzichi e si diverte con te.
    Il gioco dolce ed amaro allo stesso tempo. Anche le soddisfazioni piu? grandi hanno il loro risvolto negativo.
    Il gioco ti ottunde o potenzia la mente. Puo? essere una droga pero? legalizzata.
    Il gioco un?arte. Richiede ispirazione, molto magnetismo, una buona dose di ottimismo, poca umanit?.
    Il gioco tutto. Senza il gioco puoi fare a meno di vivere.











    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="IO MI VEDO.">IO MI VEDO.</A>

    Io mi vedo in parte quello che veramente sono dentro di me ma solo in parte l?gico come capita a tutti a tutti noi.
    Io mi vedo e penso a quello che vedono gli altri di me in me come sono io como sono fatto qual?? la mia personalit? cosa pensano di me e ognuno sicuro la pensa in modo diverso un pochino o tanto diverso dagli altri.
    Chi mi conosce poco vede veramente poco di me e neppure fa uno sforzo per vedere un po? di piu? di cio che c?? in me.
    Chi mi conosce tanto crede di conoscermi tanto ma mi conosce sono un pochino di piu? di quelli che mi conoscono poco e cosi? per tutti.
    Io non mi vedo allo specchio mi ci riconosco solamente parzialmente e a volte faccio uno sforzo per non vedermi come mi vedo solitamente ma come mi vedrei se mi vedessi con altri occhi.
    Io ora cerco negli altri cio che vedono in me.
    E? curioso dopo tanti anni chi mai l?avrebbe detto che sarei arrivato a questo esame introspettivo.
    Forse se morivo prima non avrei neppure potuto sfiorare il tema ed invece eccomi qui nel momento giusto per chiedermi come mi vedo.
    Quando ritorno al mio luogo natio dove ho passato la mia prima giovinezza mi fermo in un punto cruciale di una strada seduto ad un bar e osservo la gente passare e vedo se riconosco qualcuno che conoscevo e se qualcuno che mi conosceva mi riconosce o riconosce comunque qualcosa di me.
    Questo desiderio di riconoscere chi mi ha conosciuto dipende proprio dal fatto che l?unico specchio che credo veramente efficace per riconoscere quanlcuno qualcun altro che ti ha conosciuto prima.
    Tali persone sono frammenti di uno specchio insostituibile che nella totalit? restituiscono a me a tutti noi l?integrit? del nostro riflesso di quello che veramente siamo.
    Dentro di noi noi siamo qualcuno e quel qualcuno non lo si potr? mai riconoscere.
    Dentro di noi noi siamo una persona una persona che vive nello spazio e tempo a contatto di diverse realt? e di diverse persone.
    Cosi? l?immagine integrale di noi stessi non ci resa se non a frammenti a cui si aggiunge il frammento piu? grande che quello che riconosciamo noi di noi stessi.
    Perch? vederci cosi? difficile proprio non lo giustifico.
    Siamo ormai cosi? distanti dagli animali da essere cosi? sofisticati nei nostri pensieri? E se si perch? E se ci dato di pensare a quello che sto pensando io in questo scritto perch non tutti lo pensiamo e ce ne rendiamo conto? Perch? se cosi? fosse, se veramente ciascuno di noi pensasse che non si puo? vedere come si dovrebbe vedere sarebbe piu? umano e comprenderebbe maggiormente se stesso comprendendo maggiormente gli altri.











    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="SERIO E FACETO.">SERIO E FACETO.</A>

    Dove sta questa barriera invisibile che separa il serio dal faceto? Io non me lo domando perch tutto in me, nel mio modo di essere, rivolto all?ironia. Senza sarcasmo beninteso, perch dove comincia la ferocia umana io mi paralizzo e mi volgo altrove. Questo maledetto sarcasmo che permea la vita di sempre, fatto per gli imbecilli ed i suoi seguaci, che permea le diatribe politiche, che avviluppa il mondo economico, che strazia sentimenti vite e speranze.
    Dove sta il senso dell?humor se non nell?intelligenza che tutti noi dobbiamo impiegare per vivere sanamente? La dicotom?a dei due valori non ha senso. Ogni elemento preso separatamente fallace, nocivo. Oltretutto, non deve vivere isolatamente. Prendiamo il primo termine: serio. Dove sta e dove no il serio. Chi ci dice che esite la seriet, che un valore (hehehe) serio! Io mi comporto seriamente. Il mio passato, il mio studio, il mio amore, serio! Esempi: ?Sto parlandoti seriamente!?, ?E? una cosa seria!?, ?Prendila seriamente?. Meglio quando esiste il dubbio: ?Sul serio?? , ?Ma davvero??, pero? non sufficiente ugualmente a controbilanciare il peso della parola.
    Ora consideriamo il faceto. Esempi: ?E? verit o menzogna??, ?Scherzi o o fai sul serio??, ?Non la verit!?, ?Io ho ragione?, ?Dico tanto per ridere?, ?Mi piace giocare con le parole?.
    Dove sta il limite tra la verit e la menzogna?
    Fino a che punto il serio serio ed il faceto faceto?.
    Chi detta queste regole? Chi interpreta dette parole?
    E la responsabilit? di sentenziare l?interpretazione di tali definizioni a chi spetta?
    Io quando scherzo non scherzo mai solamente e quando sono serio non lo sono totalmente.
    Non vi mai capitato di ascoltarvi parlare?
    Non vi sono mai sopraggiunti dei dubbi sul tono di conversazione del vostro interlocutore?
    Chi va a fondo nell?essenza di un comportamento scava nel suo animo e per quanto profondizzi...dove puo? arrivare? Chi gli dice che il suo giudizio giusto o errato?
    Tutto questo per dire che la vita non va presa troppo sul serio. Che la verit non oro colato cogli occhi cechi, che le bocche a volte si muovono ed emettono suoni solo perch l?uomo ha il potere di parlare. Altra cosa l?esprimersi. Altra cosa il messaggio. Altra cosa utilizzare l?intelligenza (gi perch non siamo solo istinto) per rendere la vita meno razionale, piu? vivibile, piu?...creativa!

    Scarabocchi del 28/04/05.





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    <A name="Il vento era arrivato alla parete nord della roccia.">Il vento era arrivato alla parete nord della roccia.</A>
    Il vento era arrivato alla parete nord della roccia. Io stavo li?. Sentivo l?odor della brezza. Era incanto o passione? I sentimenti si accompagnavano abbracciati. Io pensavo. Intanto la penna scivolava metaforicamente scricchiolando sopra la carta inumidita dall?acqua. Era Autunno o Primavera? Dipende, tutto dipende. Per il cuore le stagioni non hanno regole, vanno e vengono anche in uno stesso istante e spesso si confondono. Io soffro di mal di gola. Puo? essere che tutta quella umidit? mi affetti? Gli occhi vagavano. Io ero rondine libera e gazzella prigioniera, seconda del punto di vista. Il cielo era muto. Se avesse detto qualcosa lo avrei sistemato io! Anni, anni, anni, per giungere a questo stato di cose... Dov?? la roccia se non Lui? E la brezza che mi accarezza non forse il mio Amore? Io stavo immobile e recepivo tutte quelle sensazioni. Autunno o Primavera che fosse era una stagione nuova per me. Come, dirai, dopo tanti anni ancora qualcosa di nuovo? Si, io rispondo, c?? qualcosa di nuovo in me. Non posso sbagliarmi anche se non mi dimentico. E allora, a cosa ti servono gli anni? Tu puoi domandarmi. Ma per aprirmi di piu? , mon cher ami, solo per quello! Oscar Wild offri? tutta la sua vita a un uomo, io no! Varie brezze gi sono soffiate su di me, nessuna come questa pero? ha saputo trascinarmi via da Lui, Eolo, che sta soffiando da varie parti. Io sto scrivendo dal mio punto di vista. La ragione segue il suo iter. Sono forse un uomo finito? Devo considerare la mia vita conclusa? L?et chiude un altro capitolo della mia era? No,no,no. Cosi? il vento era arrivato al mio zenith, io fissavo tutto quel movimento in cui mi trovavo coinvolto ed in cui ero trascinato, in tutti i sensi! Sentivo che c?era qualcosa di nuovo preparato per me, fatto apposta per me. Non avevo problemi ad accettarlo. Ora non avevo piu? problemi perch il tempo li aveva spazzati via aiutato dal vento. Da quel vento che ora soffiava forte in me e che in breve mi avrebbe portato a vivere in un?altra dimensione....






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    <A name="UN MENTRE CHE N&#079;N E? UN ATTIMO.">UN MENTRE CHE NON E? UN ATTIMO.</A>

    Se sei in viaggio stai andando. Se cosi? non sei fermo. E se cosi? il tempo passa. Se passa il tempo c?? evoluzione e se c?? evoluzione c?? un prima, un dopo ed un durante.
    Gli attimi si susseguono. Non un solo attimo. Non sbagliare! Il fatto di transitare non significa essere statici, percio il tempo passa. Passa e attimo dopo attimo si trasforma. E costituisce il viaggio. Almeno nel caso. Il viaggio passa, si. Come inizia, finisce. Ma non un attimo. Il tempo puo? variare, dipende. C?? viaggio e viaggio come c?? attimo e attimo. Uno stesso viaggio non uguale ad uno stesso viaggio. Uno stesso attimo invece non esiste.
    Io ho un attimo, tu anche, lui anche.Tutti diversi con attimi diversi.
    Facciamo un viaggio, io tu e lui. E? lo stesso viaggio. Ma ognuno fa il proprio viaggio.
    Un attimo un attimo per me, cosi? come un viaggio, ma la sostanza diversa.
    Io vivo la mia vita, i miei attimi, i miei viaggi.
    La mia vita non la posso quantificare perch la sto vivendo.
    I miei attimi sono talmente tanti?ma cosa sintende per attimo? Non una domanda.
    I miei viaggi sono un numero limitato. Li posso contare: uno, due, tre, etc., anche con le dita delle mani.
    Posso qualificare i miei viaggi, i miei attimi, la mia vita?
    Nessuno ci puo? riuscire, per quanto ci provi. Pero? una bella esperienza?
    Io sto andando, il viaggio prosegue, piu? o meno velocemente.
    Posso considerare, sentire, misurare, i miei attimi, se ci provo. La lunghezza e la velocit? dipende.
    Io ora sono in viaggio.










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    <A name=INTENSO.>INTENSO.</A>
    Intenso quando senti il cuore alla gola ed una incipiente emicrania. Intenso quando cio che dici ha un peso e non scivola nel vuoto. Intenso. Intenso quando entri in una chiesa gotica e, anche senza essere credente, ti senti convolto in una sacralit? millenaria frutto dello spirito della collettivit?. Intenso come il profondo del mare, che anche il fondo del cuore, dove sannidano i sentimenti piu? autentici; un pozzo in cui difficile vederne il fondo, ma se riesci a vederlo raggiungi uno stato di grazia. Intenso tutto. In cerca di una vita che abbia significato scavi profondamente la fossa della realta per scoprire i sogni che vi giacciono. Tutto l?autentico intenso, anche se difficile togliere la maschera della menzogna che ci copre! Intensa un?immagine inesistente che nessun fotografo potr? mai realizzare. Dovrebbe coprire tutti gli angoli, tutte le prospettive, tutti i punti di vista, per essere di un?intensit? obbiettiva. Dove sta l?intenso? Qual?? il suo regno? Dove un pellegrino di oggi dovrebbe dirigersi per essere sulla sua strada? Quella che una volta era una foresta ora una pietriera senz?anima dove ingialliscono anche le pietre. Un momento intenso, solo un momento! Mi pare di sentir gridare da una folla cosciente a mo? dei cori grechi! Ma la coscienza si perde come i dolci ricordi e cio che resta una manciata di realta che non serve neppure alle formiche, figuriamoci al cosmo! Cosi?, cosi?, i veri momenti di vita, gli unici degni di essere vissuti, si diradano lasciando il posto a rumori scomposti, visioni celestiali fatte di cartapesta, sentimenti di un attimo, memorie da best-sellers... L?intenso, ancora io posso sentirlo perch appartengo ad un?altra generazione, alla decade felice della ressurezione del post-guerra. Ma quando vedo dissanguata la vita d?oggi, quando anche senza cercarla ma imbattendomici contatto la nuova era, mi dico che l?intenso finito.








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    <TR>
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    <A name="Cara vernice fresca.">Cara vernice fresca.</A>
    Cara vernice fresca. Mi hanno fatto il tuo nome. Mi hanno detto che sei delle migliori. Mi hanno indicato anche come applicarti, conservarti, proteggerti e proteggere chi vai a coprire. Cara vernice fresca, cara metfora. Di quando in quando devo cambiarti perch il vecchio e usato stanca. A volte non mi piace piu? il colore, altre cambia il contesto in cui tu sei messa. Anche questo succede. Oggi, ho dato una mano di vernice fresca alla mia vita, ai miei sentimenti. E? tempo che dovevo farlo. Mi sono deciso oggi perch mi hanno fatto il tuo nome. Mi hanno detto che sei delle migliori. Mi hanno indicato anche come applicarti... ah! Ma dove eravamo? Devo tornare indietro. Cara vernice fresca...


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    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="Uno stato d?animo.">Uno stato d?animo.</A>
    Uno stato d?animo non mai puro. Puo? essere che inizi incontaminato, entusiasmato o causato da una impellente necessita? di affiorare, questo si. Ma in breve, come si ossida un metallo, si contamina coi pensieri, con l?esperienza, con la storia di Uno, corta o lunga che sia. Uno stato d?animo, idealmente, sublime. Tutto cio che non contagiato dalla vita ha tale prerogativa. Ma non si vive di ideali. Esiste la realt? e l?immaginazione. A che parte vuoi partecipare? Sta a te decidere. O puoi decidere di volta in volta, e abbandonarti all?una o all?altra tendenza a seconda dei tuoi gusti ed esigenze. Il mondo reale crudo. Se stai attaccato ad esso passi una vita piena di tristi episodi, di dolori, di angosce, di tragedie in poche parole, di momenti di felicit? assai rari. Pero? hai il vantaggio che sai che quella la vita, la vera vita, se cio ti fa piacere! Questa orientazione ti porta a lavori materiali (piu? che manuali), o a discipline scientifiche e tecniche. Fa si che tratti di condurre una vita cosidetta normale, che cerchi il plauso della societ, che ti comporti moralmente ?bene?, che non dai adito a pettegolezzi, che credi in Dio, nella Patria, nella Pol?tica, eccetera. Il mondo immaginario fittizio. Se non sei pazzo, sai che frutto della tua fantasia. Li? non c?? limite per costruirtelo a tua immagine e somiglianza. Puoi scegliere. Puoi sognare. Il mondo immaginario non ha capo ne? coda, questo vero, ma ti dona momenti di vera felicit?. Ti allontana dalle preoccupazioni quotidiane. Tu, per seguirlo, devi fare una vita se non sregolata perlomeno irregolare. La tua vocazione verso il mondo delle Arti nell?estensione del termine. Il tuo comportamento originale, o ecc?ntrico. Sei ai margini della societ, vivi una vita a parte e non ne sei integrato. I tuoi problemi non sono quelli di tutti, sono tuoi, di pochi altri e basta. Uno stato d?animo inizia istintivamente, non evocato. Sicuramente provocato dal tuo carattere e dalla tua personalit?. Inizia muto. Dopo incontra le parole. Dopo incontra il ragionamento. Mano a mano che trascorre il tempo, si metamorfosa, nel bene e nel male. Puo? crescere nell?ovatta e sulla nuda terra. Puo? vestirsi elegantemente o di cenci. Puo? sopravvivere o morire. Comunque, uno stato d?animo sempre destinato a modificarsi, e nella trasformazione cambiarsi in sentimento, buono o malo che sia. La larva dunque diventa bruco e comincia a vivere la sua vera vita. Ma, per tornare all?origine della questione: si riconosce sempre uno stato d?animo? O puo? essere frainteso, mal interpretato, err?neamente letto e, per tutto cio, portare a conseguenze errate se non disastrose? Chiaro che si! Questa una causa di tanti mali nel mondo. Non saper interpretare uno stato d?animo come conoscersi. Certo, non ci si conosce mai totalmente, pero? spesso non si fa niente per correggersi! Cosi? si prendono nella vita delle strade errate, si alimenta il male del mondo, ci si equivoca. Mi auguro questo non capiti a nessuno di noi!






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    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="SAGGIO SULLA RICERCA DEL BENE">SAGGIO SULLA RICERCA DEL BENE</A>


    Ho cercato di fare del bene. Ho cercato e continuo a cercare. La mia ricerca finora stata vana: a chi ho voluto fare del bene non l'ha accettato, o meglio se n'? fregato e mi ha lasciato.


    Ho sempre rifiutato di ricevere ricompense e ringraziamenti da chi ho voluto fare del bene. Si, perch in un primo momento riconoscono che gli voglio fare del bene e sembra che lo accettino, ma poi lo rifiutano.


    C'? tanta gente al mondo che ha bisogno che gli facciano del bene e tra queste quelle che io scelgo per fargli del bene. Non so proprio perch non accettano. Io quando faccio del bene lo faccio per amore. Loro ovviamente rifiutano il mio amore a quindi cio' che io gli offro.


    C'? tanta gente al mondo che ha bisogno di essere amata e tra questi quelli che io scelgo di amare. Perch? loro rifiutano il mio amore non lo so. Io do loro amore come glielo da qualunque altro anzi di pi!. Sara' quel"di pi" che fa si che loro non accettino il mio amore? Non una domanda. Loro non accettano l'amore in eccedenza. Si, perch oggi esiste anche questo. Soppesare, valutare, la quantit? di amore offerto e se troppo scartarlo in blocco. Io non so come valorizzare tale eccedenza di amore. Comunque vero, eccedo in tal senso e divento perfino ossessivo. Gi? l'amore non deve essere ossessivo. Si deve dare in piccole dosi, per non turbare i cuori e le coscienze! Mi pare di parlare di un veleno invece che di un toccasana! Ma bisogna adattarsi ai tempi. La gente non parla pi: ha finito di parlare. Quando stanca molla tutto e se ne va! Non c' pi il tempo dI riflettere sulle cose.Neppure prende le valigie come una volta! Semplicemente se ne va, scompare e non se ne sa pi nulla. Anzi, se solo cercate di rintracciarla, contattarla, ubicarla, produrrete l'effetto contrario! VI ODIERA'! Comunque non fatevene un cruccio perch comunque sia non rimarrete nei loro pensieri. Semplicemente svanirete nel nulla della loro esistenza e verrete "coperti" da altri che si susseguiranno.


    Io continuero' a cercare di fare del bene e vi giuro che se tornassero quelle persone che mi han no rifiutato glielo riproporrei perch continuo ad amarle e ricordarle. Ma solo un vaniloquio. La legge del non-ritorno irreversibile. Ormai non si "perdona" pi niente e nessuno (dal film "Dio perdona io no!"). Ma che, sto scherzando? Chi ha detto che si propongano un eventuale perdono, un eventuale pentimento, nelle loro azioni.


    La gente non ama pi, lo sento. Ha perso il gusto di amare. Posso sembrare presuntuoso e mi chiederete: "Perch? tu no e noi si?"( o tu si e noi no dipende da come si interpreta la domanda). Domanda interessante (per Voi) e che necessita una risposta. La mia et quella del post-guerra (seconda, non scherzate!). Le immagini di bimbo che mi si affacciano alla memoria sono quelle di una vita di valori, valori irrimediabilmente perduti. Tali valori, anche se si studiano a scuola si imparano come le lettere dell'alfabeto (le tabelline gi non esistono pi!). Ma i valori non si apprendono, bisogna portarli dalla nascita dentro di s! Cosi', quando si imparano i Valori, si imparano a memoria, come una poesia di tanti anni fa, mettiamo "La cavallina storna", tanto per buttarne giu' una!. Io mi trascino questo peso addosso perch vivo una vita contemporanea pero' non trovo a chi scaricare questo malloppo che comincia a pesarmi sempre piu' (Anche se non mi ritengo vecchio!). Oppure si? Sono vecchio perch sono pieno di Valori?


    Io non solo continuo ad avere energia ma speranza. Speranza che dal "mucchio" salga qualcuno che accetti la mia proposta. La quantifichi ma la accetti, per diana! Forse nel pacchetto ci sar? anche un poco di spazzatura, come in tutto, ma un briciolo di intelligenza questo qualcuno ce l'avr? pure, no? Sar? in grado di valutare quello che merita e non merita!. Ionon mi ritengo una persona perfetta, anzi! percio' dovro' pure sbagliare anch'io, non vi pare?


    Beh, ora mi sono stancato di fare del bene. Ma solo per ora beninteso! Tra qualche minuto riprendo all'attacco!....


















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    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="Saggio sullIdentit? delle Parole.">Saggio sull'Identit? delle Parole.</A>


    Sapete, veramente strano come le parole, ossia i nomi dati alle cose, per la maggior parte non abbiano un'Identit?! Io reputo che sia questa la causa della maledizione dell'Uomo! Assai pi della mela e del serpente. Infatti il fraintendimento l'origine di tanti mali dell'Umanit? da sempre. Ben pochi nomi dati alle cose dunque arrivano al segno! Spesso sono delle aprossimazioni e per questo causano pi danni che benefici. Faccio alcuni esempi. Se io dico CIELO, non voglio dire niente, perch il cielo puo' essere azzurro o grigio, terreno o sovrumano, bello o brutto, pulito o inquinato, disastroso o fausto, eccetera. Se dico CASA, puo' essere una catapecchia o una villa, una casa ostile o amica, a parte del bella o brutta o casachenonhoechevorreiavere, o casa di cui nehopienele... Se dico AMORE, amore puo' essere piccolo o grande, felice o infelice, dolce o amaro e cosi' via. Credo veramente che ci siano ben poche parole che identifichino chiaramente qualcosa. Forse si possono contarenelle dita diuna o due o, se mi prestate una vostra, tre mani, ma non di pi! Un nome che non da alcun dubbio sulla sua Identit? ad esempio SANGUE. Gi?, il sangue sangue e non ci sono altri termini per definirlo meglio. Il sangue rosso, il sangue sangue vivo, il sangue scorre, anche se a volte anzi spesso scorre dove non dovrebbe scorrere! Il sangue vita, ma anche se morte sempre vivo! Cosi' getto una pietra a favore dei nomi che hanno un' Identit?! Per ora non ve ne rivelo altri. Lascio anche a voi riflettere sull'Identit? dei nomi e sulla scoperta della loro validit? o no! Saluti a tutti.














    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="SUL TEMPO.">SUL TEMPO.</A>


    Il Tempo non uguale per tutti. Tra le molte distinzioni che si possono fare ce n'? una che ho sperimentato personalmente e che vi racconto. Esiste un Tempo per i luoghi caldi ed uno per i luoghi freddi. Ossia il Tempo varia in relazione a qualit? Spaziali. Ed ora mi spiego.


    Al Caldo, io non posso pensare a domani. Non posso pensare ad organizzarmi. N? tantomeno al futuro. Al Caldo devo pensare al presente. A cio' che mi si affronta ora, in questo momento. E come faccio a superare qualsiasi cosa. Che richiede molto piu' sforzo che al freddo. Al caldo si devono riunire tutte le forze per superare qualcosa, pero' quando cio' si supera lo si fa molto bene. Solo che poi ne rimani esausto e non puoi poi immediatamente dopo superare qualcosaltro. Devi aspettare. Al caldo non puoi dire: domani alle quattro faccio tal cosa. Se lo dici sai di mentire. Al caldo non si dice mentire, si dice esagerare. Ed vero. Al caldo si esagera. Al caldo non si puo' dire: per sempre. Tutto relativo, nulla fermo, stabile. Tutto si muove. Niente statico, anche se le apparenze a volte ingannano. Al Caldo. Al caldo devi aspettare. E farlo senza stressarti o arrabbiarti. Devi semplicemente farlo e basta. Non c' niente e nessuno che possa cambiare questo stato di cose. Devi accettare la realt? come ?. Senza rassegnazione. Con molta saggezza devi lasciarti andare e lasciandoti andare fare e fare molto anche. Al caldo si fa molto ma in silenzio, quasi impercettibilmente. Al caldo una tragedia si supera molto piu' degnamente anche se non sembra. E il caldo fa il pieno di tragedie. Al Caldo dai spazio alla Creativit? del tuo tempo. Al Caldo i frutti sono pi saporiti e crescono piu' facilmente. Non sembra? Puo' sembrare una domanda ma non lo perch non ha bisogno di risposta. I frutti sono anche i figli, perch no. E guardate come nascono e crescono! Certo che nell'impeto dello sviluppo i frutti possono marcire piu' rapidamente, od essere colti da mani fameliche. Ma poco importa. I frutti sono di tutti perch tutti siamodi questo mondo. Ed il mondo di tutti. Al caldo siamo tutti fratelli e quando non lo siamo scorre sangue. Al caldo. Al caldo i ricchi rubano per dare ai poveri e rubano ai poveri naturalmente. Ma tutto cosi' naturale e normale che logico. Al caldo non si dice mai addio, anche se da certa letteratura mala cosi' puo' sembrare. Non ci si vede piu' e basta senza tante storie. Ah gi, dimenticavo: la Storia! Alcaldo non si da importanza alla Storia, n? alle storie, n? tantomeno agli archivi storici. Ossia al Passato in generale. Il passato c', li', ma non riveste alcuna importanza. A volte le apparenze possono dirci il contrario. Ma non fidiamoci delle Apparenze! Il passato la facciata di una casa da cui uno al caldosi affaccia e non rientra mai.Al caldosi alle Portedel Sole, si sa. Ce lo dicono tutte le canzoni. Anche se sono piu' che canzoni. Ma lasciamo stare. Mi fermo qui su alcune delle mie considerazioni sulcaldo e sul tempo al caldo. Naturalmente ilfreddo esattamente il contrario e non staro' qui a dilungarmi per dirvi che dove ho scritto NO per ilcaldo SI per il freddo, e viceversa. Saluti Cari.















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    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="SAGGIO SULLA NASCITA DELLESISTENZA.">SAGGIO SULLA NASCITA DELL'ESISTENZA.</A>


    Sempre mi ha affascinato, come artista che sono, quello che ci statra lo zero e l'uno. Sempre sono stato soggiogato dalla Matematica, da Pitagora e dal Sistema Cartesiano.


    I due valori in s, in questo caso, non hanno grande rilevanza: lo zero e l'uno infatti sono numeri gi densi di significati e di valori per essere criticati. Lo zero sar? oggetto di un'altra indagine che presto approfondiro' per il suo significato del Nulla. Dell'uno ne parlo continuamente: l'Essenza della vita.


    Ma quel mondo oscuro, magicoed impenetrabile che popola l'intervallo tra i due valori, quello tuttaltra cosa!. Nel regno Metafisico in cui dal niente si giunge alla perfezione di una eccezionalerilevanza investigativa. Il passaggio dalla Non-Esistenza al suoconcretizzarsi infatti l'evoluzione che permea il significato della Vita.Dove finisce l''uno e dove comincia l'altro? Questa non una domandabensi' una mia affermazione interrogativa...


    Restando nel campo semplicemente numerico, che segni dare a quei valori che stanno tra lo zero e l'uno?Perch? tali valori sappiamo bene che esistono, pero' non sappiamo enunciarli! Eppure abbiamo avuto tutto il tempo possibile a nostra disposizione (duemila anni di civilt) per poter riflettere su tale enunciato, ma niente, o, come si suol dire, zero assoluto!. Possiamo dire 0+, o 0++ eccetera? Possiamo dire 1-, 1-- eccetera?No, sono fermamente convinto che tali definizioni non acclarano il nostro problema. La densit? dei vari graduali passaggi, l'impercettibile differenza tra le innumerevoli scansioni, ancora tutta da vedere!


    Io qui mi pongo semplicemente da osservatore, ossiascaglio la prima pietra a favore di un Progetto, sia esso scientifico, artisticoche Metafisico. Propongo a tutti noi di riflettere su tale problema (perch la vita un problema), di spremere le meningi fino a che nasca qualcosa di veramente concreto e si sveli cosi', poco a poco, il segreto di tale incognita matematico-esistenziale.


    (perch no?)













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    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="PRIMA, OSSIA FRA ?POCO.">PRIMA, OSSIA FRA ?POCO.</A>

    Fra poco inesatto ma serve a dare un?idea. Fra poco facile da dire, altre cose no. Fra poco chiss quel che succeder?. Fra poco mi aspetto qualcosa. Avverr?? Dipende da olti fattori. Io mi sono preparato e mi sto preparando a questo fra poco. Non si preparati mai abbastanza, questo si, ma con un certo impegno ci si prepara meglio. Ho dato un tempo a questo fra poco. E? il tempo di scrivere cio che sto scrivendo. Una mezzora diciamo. Anzi, ventinove minuti. Fra poco, poco a poco, scompare, questo si. Il fra poco, questo mio fra poco, relativo. Ventotto minuti. Come cambia. Adesso ad esempio devo fare una pausa.
    Adesso mancano venticinque minuti. Adesso sono un po? nervoso per questi minuti che passano. Dovro? lasciare di scrivere almeno cinque minuti prima. Ventiquattro minuti. Mi piace scrivere nel momento si verifica una cosa, facile da capire. Una cosache sicuro che si verifica. Poi, se si verifica anche tutto il resto che pianificato all?arrivo del fra poco, ancora meglio. Ventidueminuti. Spero che vada tutto secondo i miei piani. Mi piace pianificare, facile, no? Non mi piacciono le sorprese, soprattutto quelle dell?ultimo minuto. Io non faccio tale tipo di sorprese e neppure voglio che me le facciano. Ma a volte inevitabile. Altra pausa. Mancano diaciannove minuti. Pianifico ma poi improvviso. Anche questa una mia prerogativa. Niente avviene con le parole che penso di dire, coi gesti che penso di fare. Tutto distinto. Cambio al momento. Altrimenti trovo la pianificazione assai monotona. E voi non trovate? Diciotto minuti. Il fra poco cambia facendosi sempre piu? vicino e pian piano scomparendo. Chiss cosa succeder?. Mah! Intanto mancano diciassette minuti al momento. E? uno strano appuntamento che si verifica quando si distanti e non si puo? essere fisicamente vicini o in un altro luogo. Sedici minuti. Forse non sono proprio originale, chiss se altri hanno scritto quello che sto provando io in questo momento e in questo stile. A me piace. Piace anche pensare al fra poco scrivendo, mi toglie dall?ansia, mi rilassa. Sedici minuti. Fra poco, quando arrivi? Adesso sono un po? piu? impaziente di prima. Strano come i minuti possono essere lunghi o brevi a seconda di come si vivono. Tredici minuti. E? stato un pensiero un po? piu? lungo degli altri. Poi tutto mi passa. Poi dopo mi diro? meno male che passato il fra poco martirizzante di ora. Dodici minuti. Il bello che non scrivo tanto per scrivere, per riempire questo spazio vuoto, ma proprio per necessit?. Mi sento invaso dall?attesa del fra poco. Ed il fra poco sta per arrivare tra undici minuti esatti e sparir? dalla mia esistenza. Che bello! Dieci minuti. Gli ultimi cinque, ve l?ho gi detto, non sono da contare. Stacco tra cinque minuti. Adesso che siamo vicini alla fine mi sento piu? sereno. Nove minuti. Ma un?esagerazione la mia. Si, perch i piace esagerare, ne sono cosciente. Cosa volete farci A ciascuno i propri difetti. Otto. Il tempo stringe e penso gi a come dovrei prepararmi. Ma a che vale? Tanto poi la cosa avverr? totalmente improvvisata. Pausa. Per un incidente tecnico la pausa durata piu? del pensato, cosi sono costretto a salutarmi perch il fra poco finito.











    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="DURANTE, OSSIA NEL MENTRE.">DURANTE, OSSIA NEL MENTRE.</A>

    Piu? facile parlare del prima e del dopo che del durante. Infatti durante non mai durante: puo? essere anche un attimo prima o dopo ma mai durante. Invece durante esiste, anzi, molto piu? importante degli altri due. Il durante infatti la vita, la vita che si svolge, che mano a mano evolve e in cui si cresce continuamente fino alla fine.
    Parlo dunque di un durante visto a posteriori, di un durante passato.
    Ma se voglio parlare di un durante vissuto durante, devo parlare di questo istante in cuis to formulando questo scritto lettera dopo lettera, parola dopo parola, frase dopo frase, periodo dopo periodo.
    Un durante in cui tutto importante, nei suoi minimi dettagli. Tutto cio che passa durante di una grande importanza. Assume un?importanza enorme, molto molto maggiore di quello che sarebbe se fosse prima o dopo. Questo perch durante tanto vitale, fresco, naturale, che un fattore molto positivo. Infatti tutto cio che va avanti va in progresso ed il progresso un miglioramento di qualcosa.
    Qualsiasi cosa si porti avanti un processo inevitabile. Gli stessi errori fanno parte del progresso. Facendoci forti degli errori commessi ci correggiamo e miglioramo il nostro futuro. Non c?? da parlare molto sull?istante. Molti lo hanno gi fatto in un passato recente o remoto e alcuni molto meglio di me. Parlo di Bergson, ad esempio, la cui filosofia permea la mia vita ed il mio lavoro. Operando infatti nella fotografia, fatta di fotogrammi uno dietro l?altro che insieme compongono gesti e vicende, questo processo mi pare molto naturale, molto piu? naturale che ad altri.
    Qui pero? mi preme sottolineare l?attimo emozionale. Tale attimo non fatto di numeri come il razionale ma di sensazioni. Dovessi visualizzare un attimo razionale lo farei con linee spezzate e continue, mentre invece l?irrazionale con curve, sempre continue.
    Difficile spezzare e isolare un attimo di emozioni, mentre quello razionale puo? frammentarsi all?infinito.
    L?attimo emozionale non si vive in continuazione. Sarebbe bello vivere di questo ma a lungo andare porterebbe alla follia o al suicidio. Durante questo attimo passano indefinite cose, parecchie delle quali inclassificabili. Non tutto si puo? dire con la parola. Ma il durante emozionale fatto anche di silenzi, silenzi pieni di significati, silenzi da decifrare, silenzi creativi. Questo quanto volevo dire circa il durante cio l?attimo.
    N.B. Ho scritto Durante dopo il Prima ed il Dopo. L?idea mi venuta man mano che svolgevo ogni singolo tema. Esso va a completare la trilogia del tempo. Finis.

















    </TD></TR>
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    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name="DOPO. (frammenti).">DOPO. (frammenti).</A>

    E? facile dire dopo. Ma dopo dopo. Prima c?? stato un fra poco e poi c?? un dopo. Tra uno e l?altro c?? una scintilla imprevedibile. Una esplosione. Un frangersi di quel qualcosa che l?atto. Ma questa un?altra cosa. Ora c?? il dopo. Il dopo ti puo? lasciare del fra poco un?infinit? di cose. Oppure non ti puo? lasciare niente. Ma piu? facile che pur qualcosa sia rimasto, per lo meno auspicabile, nel bene e nel male. Tanta attesa altrimenti risulterebbe sprecata. Sia quel che sia! Qualcosa deve essere successa. Altrimenti dove sta l?esperienza? Io credo nell?esperienza. In qualcosa bisogna credere, no? Ma forse io credo in troppe cose, tranne forse quelle in cui credono molti. Ma lasciamo stare. Il dopo dunque il verificarsi di un attimo atteso. Molti attimi infatti passano inosservati. Ci scivolano da addosso come una sciarpa di seta. Che bello lasciarsi scivolare l?attimo, gli attimi. Pero? ci vogliono anche quelli che contano! Sono quelli che fanno della vita un?esperienza degna di essere vissuta. Nel bene e nel male, dicevo. Gi?. Non tutte le attese sono belle o positive o piacevoli. Ma tant?? che ci sono e bisogna accettarle. Poi, una volta che finiscono, si dice: beh ora siamo al dopo! Tanto ci sono tanti dopo! Non mica l?unico! E poi non dobbiamo esagerare a considerare un nostro dopo un dopo piu? particolare di quello degli altri. Beh, naturalmente ci sono dopo molti importanti. Alcuni sono piu? importanti del loro prima e del loro verificarsi, altri no. Come si puo? classificare un dopo? Ha molte sfaccettature. E? come dire di definire uno stato d?animo. O anche un colore, se vogliamo. Per alcuni, tra i quali io, classificare questi ultimi piu? facile perch fanno parte del mio talento. Che dire? Non per tutti cosi?. Il dopo pero? rilassante mentre il prima stressante. Vedete come si cominciano a scoprire le qualit? del dopo? Sondando. Il dopo non occupa tanto spazio nella nostra vita perch subito dopo arriva un altro prima e gli da un calcio che lo butta fuori di scena! Povero dopo, dopo tanta attesa essere scalzato via cosi?! Ma che ci volete fare, cosi? la vita. Frase banale ma utile. Utile per andare avanti intendo. Per l?appunto. L?andare avanti. E? la causa dell?eliminazione del dopo. Come nato muore, come tutto. Ma il dopo non muore perch lo si puo? applicare ad altri dopo. Cosi? si rinnova. Torna fresco ad affacciarsi alla nostra vita. E cosi? via.














    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233><A name="Il cambio">Il cambio</A>



    Sento che ci sar? un altro gran cambiamento nella mia vita. Sento, e l?esperienza mi aiuta, che sar? un fattore positivo per il moi futuro. Sento di amare. Sento che questo amore corrisposto. Sento.
    Lo sento dalla voce, lo sento. Non un presagio magico, una constatazione effettiva. Sento di aver ragione. Me lo dico e me lo ripeto. Lo sento, lo sento!
    Man mano che i giorni passano, che il cambio si avvicina, sento come un formicolio alla bocca della stomaco. Non la prima volta. Gi? lo riconosco facilmente. Non il primo cambio, anche se ogni cambio diverso dall?altro. Sento che questo cambio apporter? fortuna e felicit? a me, a chi mi sta accanto, alla persona che mi far? cambiare e che a sua volta cambier?: sicuramente piu? di me!
    Cambiare non facile, questo certo. Ma io sono fatto cosi?! Ogni tanto necessito un cambio. Lo cerco disperatamente o inconsciamente e quando viene mi dico: ecco questo il cambio che cercavo!
    Sento che bisogna aver fiducia nei cambiamenti. Sento che a tutti ci apportano una ventata di vita nuova, di vita vera. A costo che sia l?ultimo cambio? Ma uno questo non lo sa mai. Io non lo so mai. Continuo continuamente a desiderare cambi e quando arrivano mi dico: proprio il cambio che sentivo e desideravo?.Finalmente l?altro cambio! Quello che sentivo si avverato. Evviva il cambio!







    </TD></TR>
    <TR>
    <TD vAlign=top width="100%" height=233>
    <A name=VIRGOLE.>VIRGOLE.</A>


    Sai, devi guardarti dalle virgole. Non solo in letteratura ma anche nella vita.
    Se non metti le virgole al punto giusto, le metti nel punto sbagliato, anche se sono al punto giusto. Chi legge la frase, chi costruisce la propria vita, sei tu, nessun altro che tu: nella tua mente, nella tua fantasia, nei tuoi pensieri e nelle tue azioni.
    Vedi, puo? essere che ci sia una virgola, scritta o vissuta, e tu non la leggi, non la riconosci. La puoi omettere e cosi? continui a vivere come se niente fosse. Oppure la puoi spostare: un po? piu? in qua, un po? piu? in la?, e cosa ti succede? Succede che ti cambia tutto. Puo? cambiarti il significato di un periodo o quello della vita. E? un equivoco, ma sono proprio gli equivoci che ci sommergono! Un equivoco da? un risvolto, una piega diversa alla tua esistenza. Puo? addirittura farti fraintendere la storia! Si, perche? la Storia e? piena di equivoci, decifrati o indecifrati o indecifrabili. Di equivoci e? piena la vita, che e? fatta di imprevisti, cioe? di virgole messe in un altro posto che non e? quello in cui dovevano essere messe.
    E? come quando giochi agli scacchi e fai una mossa invece di un?altra. L?azione puo? dar luogo ad un errore o puo? esserti di aiuto se non addirittura marcare la tua vittoria o la tua sconfitta. La virgola non e? un punto. Col punto qualcosa o qualcuno finisce. La virgola e? solo l?interruzione, la pausa, di una continuita?. E? un respiro, preso per poi riprendere la corsa fino ad una successiva interiezione . Un punto e? definito e definitivo. Non ci sono dubbi dove va a cadere il punto. C?e? una fine, anche se solo moment?nea, a volte.. Invece con la virgola, con una virgola, non c?e? mai una fine. Tutto e? in evoluzione, nel suo sviluppo. Puo? essere in varie fasi, questo si. Puo? essere ad un inizio, un po? piu? dell?inizio, o ancora piu? avanti, o piu? in la? che di qua, o quasi alla fine. In tanti frammenti cioe?, che variano col variare di un periodo, di uno stile, o di una vita, naturalmente!
    Io personalmente amo le virgole ma quelle non scritte. Le scritte non le giudico ma le aborro. Amo le virgole non obbl?gate, non imposte. Amo le virgole che ognuno di noi a suo giudizio pone perche? deve ponerle in quanto deve respirare, altrimenti a che serve ad un Uomo respirare?. Una virgola dunque e? un respiro. Lo sanno bene i fini dicitori, gli oratori e altri. E? incantevole sentirli, a prescindere da cio che dicono, come lo dicono. Come e? altrettanto interessante vedere e vivere lo svolgimento della propria vita e di quella degli altri.
    Una virgola. Oh se potessi chiarirvi ancor meglio cio che sento, l?amore che provo, per una virgola!. Ma sono certo che il tentativo e? vano. Io sono io, non sono voi, e sto scrivendo per me stesso e per coloro che entrano in mia sintonia. Ciascuno, a suo modo, deve imparare a capire il senso delle virgole, nella scrittura come nella vita.
    Forse e? un travaglio che impegna tutta la vita, meravigliosa perche? imperfetta. Poi si arriva ad un punto... in cui non ci sono piu? virgole! Sono tutte finite, interrotte bruscamente. Ci rimane solo un enigmatico punto da definire per sempre. Punto.
    di Giuliano Bartolozzi</TD></TR></T></TABLE>



  18. #17
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    ho fatto un casino



  19. #18
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    <H1 align=center>NESSUNO PUO? GUARDARMI COME I TUOI OCCHI</H1>
    <?:NAMESPACE PREFIX = O /><O:P> </O:P>
    Nessuno pu? guardarmi come i tuoi occhi<O:P> </O:P>
    zaffiri?che la luna rendono a sera buccia di luce,<O:P> </O:P>
    nessuno pu? toccarmi come le tue mani<O:P> </O:P>
    nude d?aridi metalli<O:P> </O:P>
    ma leggere con la delicatezza di gigli caldi.<O:P> </O:P>
    Sei tu la luna del tramonto<O:P> </O:P>
    che vanifica gli sforzi delle stelle<O:P> </O:P>
    ?tu sei la carezza d?un alito di vento<O:P> </O:P>
    che non tradisce il desiderio d?una foglia stanca.<O:P> </O:P>
    Sono proprio i tuoi occhi<O:P> </O:P>
    che raggiungono l?orizzonte del mio essere<O:P> </O:P>
    ?? proprio la bellezza delle tue mani nude<O:P> </O:P>
    a disperdere dalle mie membra i cumuli di pene<O:P> </O:P>
    o mia creatura<O:P> </O:P>
    con te il piacere non una goccia di rugiada<O:P> </O:P>
    ? amore<O:P> </O:P>
    ch?entra in me con l?allegria d?una cascata<O:P> </O:P>
    ad incendiare i miei terribili abissi.<O:P> </O:P>
    S?i tuoi occhi sono il respiro della tua anima,<O:P> </O:P>
    mi trattengono nell?ebbrezza<O:P> </O:P>
    anche senza la tinta d?un ombretto nero?<O:P> </O:P>
    e le tue mani sono belle come sono,<O:P> </O:P>
    fanno sussultare il mio spirito<O:P> </O:P>
    pure se non donano alla vista bracciali e pietre preziose.<O:P> </O:P>
    Io ti amo come sei,<O:P> </O:P>
    mi basta incontrare i tuoi occhi, fiori dell?amore,<O:P> </O:P>
    per avere per sempre l?illusione dell?aurora.<O:P> </O:P>
    <O:P> </O:P>
    <O:P> </O:P>



  20. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da fradaga1


    lascio anche io una traccia di me :








    Questa te l'hanno fatta quando sei stato in carcere, d? la verit
    Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere (Tiro Mancino)
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  21. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da jasmin
    Le tracce che lascero' di me, del passaggio su questa terra, sono i miei due figli, che spero, a loro volta, possano lasciare tracce altrettanto belle.

    Sicuramente le lasceranno, cos come le hai lasciate tu!!!
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