Cookie Policy Privacy Policy Nomalita’ e disabilita’



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  1. #1
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    In molte discussioni accadute qui , mi sono sentito dare del .."normale" come se fosse una offesa. Alcune persone qui hanno tenuto a precisare la differenza che intercorreva tra me e loro. In alcuni casi anche la permanenza mia in questo sito e' stata messa in dubbio, perche' non essendo disabile , quasi non avevo "l'autorizzazione". Inoltre qualcuno mi ha spiegato che una persona normale che ha una relazione con un disabile e' "un devotee" .Cioe' esiste addirittura un temine dispreggiativo per un normale che frequenta un disabile e magari lo ama pure. Di quale opinione siete? Accetereste di avere una relazione con un "normodotato"? Quali dubbi suscita un normodotato che si avvicina ad un disabile per avere una storia di sesso o sentimentale.Sono pregiudizi ,? Se si , allora la discriminazione nasce anche dal mondo dei disabili verso l'esternoe non solo viceversa,o sono solo degli individui isolati che non accettandosi creano tali discriminazioni? In ultimo disabile e' colui che ha un male che si vede , o anche chi ha dei mali che comunque limitano una esistenza "normale" pur non essendo immediatamente percepibili o visibili. Credete ad una graduatoria della disabilita' con disabili di primo e secondo piano? Ce' differenza tra chi e' nato e convive da sempre con una invalidita' rispetto a chi lo e' diventato a seguito di un incidente o di una malagurata casualita'?Edited by: raffinato_sir


  2.      


  3. #2
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di tersicore62
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    Raffinato non è come hai scritto.


    Il devoteismo non è ciò che tu hai descritto ma è una devianza sessuale, che nulla ha a che vedere sia con l'amore che con le relazioni sentimentali.


    Il devotee è chi trova appagamento solo avendo rapporti sessuali con disabili e che soddisfatto l'istinto con una persona, la "scarica" e ne cerca un'altra.


    In prevalenza il devotee cerca persone amputate ma ci sono anche coloro che sono attratti da poliomelitici od altri tipidi disabilit?.


    Maria Laura





  4. #3
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    Mannaggia....mai a trovarla a 18 anni una devotee di poliomielitici....che sin senso buono....... Almeno avrei evitato tanti onanismi mentali opppssss.....e non solo mentali....



    Passiamo alle domande :



    In ultimo disabile e'
    colui che ha un male che si vede , o anche chi ha dei mali che comunque
    limitano una esistenza "normale" pur non essendo immediatamente
    percepibili o visibili.



    </font></font>Come tutte le parole il termine disabile
    ha un significato preciso. Significa una persona con una
    menomazione fisica, mentale o sensoriale. Il cardiopatico ad esempio,
    puo' definirsi disabile secondo me, solo qualora sia talmente grave da
    causargli difficolta' o impossibilita' nei movimenti. Un cardiopatico
    che non ha queste limitazioni secondo me non puo' essere definito
    disabile, e' semplicemente un cardiopatico....



    Credete ad una graduatoria della disabilita' con disabili di primo e secondo piano?



    </font></font>Messa cosi' la domanda secondo me e' posta male.
    Non esiste una graduatoria di disabilita' in oggettiva ma soggettiva.
    Un distrofico all'inizio della sua malattia e' meno grave di un
    paraplegico, ma alla fine e' sicuramente piu' grave. Esiste una
    graduatoria di gravita' secondo me riferita al singolo, non alla
    malattia. Una poliomielite puo' essere talmente invalidante (ricordo il
    caso di Rosanna Benzi) da costringere il malato a vivere tutta la sua
    vita in un polmone d'acciaio, altre persone invece hanno limitati danni
    neurologici.

    Possiamo discutere se sia piu' grave una cecita' totale o una
    tetraplegia o una paraplegia, ma qui andiamo sul personale, ci sono
    fattori psicologici che influenzano la cosa.



    Ce' differenza tra chi e'
    nato e convive da sempre con una invalidita' rispetto a chi lo e'
    diventato a seguito di un incidente o di una malagurata casualita'?



    </font></font>In linea di massima esiste una grossa differenza
    secondo me, ma anche qui ci sono molti fattori che determinano la
    qualita' della vita e sono essenzialmente psicologici. Diciamo che a
    parita' di gravita' (chesso' un poliomielitico colpito
    completamente alle gambe con un paraplegico), chi ci e' nato o
    comunque disabile in tenera eta' e' avvantaggiato
    psicologicamente. Io ad esempio non conosco altra vita che non
    sia una vita da disabile, diverso e' il caso di chi diventa paraplegico
    sui 20 anni. Poi ci sono altri fattori come il rapporto coi genitori e
    altri che possono capovolgere la situazione....





    </font></font>
    Claudio



  5. #4
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    ok tersy mi hanno spiegato male ma comunque non era un punto focale del post, grazie comunque per la precisazione.. Edited by: raffinato_sir



  6. #5
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    P.S.



    Dalli al normoo Al rogo al rogooooo










    Claudio



  7. #6
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    Claudio le tue risposte sono chiare e sintetiche , ma mi piacerebbe conoscendoti e stimandoti , qualcosa piu di "cuore" non so se mi sono espresso bene , ma non e' polemico, e solo che so che puoi dare di piu'..ehehheheh



  8. #7
    Aly81
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    Ciao Raffinato_Sir, provo a risponderti. Sovente la persona disabile è la prima a mettere, a crearsidei paletti, la motivazione credo stia nel fatto che il percorso che porta all'accettazione di se stessi e di un corpo in cui magari non ci si riconosce, non è così semplice. Ci sono persone che non riescono a farlo e vedonomagari lo stare insieme ad un'altra persona con problemi, un ulterioreproblema. Tutto ciò non si pu? condannare perchè costituisce una scelta, maogniindividuo ha una propria capacit? decisionale. Personalmente non ho mai escluso di poter vivere una storia con una persona normodotata, così come non ho mai escluso di poterla vivere con un'altra persona disabile. Ci? che più conta per mesono la sincerit? e il rispetto, poi che mi arrivino da una persona normodotata o disabile, poco mi importa.


    Credo che un disabile abbia problemi visibili, ma non è detto che chi cammina bene o chechi almeno visivamente parlando non abbia problemi,non abbia altriproblemi, quellidi una persona disabile si vedono, una persona normodotata potrebbe averne altri chenon si vedono ok, ma non è detto che non ci siano, anche perchèmolto spesso chi apparentemente nonha problemi? bravissimo a crearseli!


    Non credo ci siano grosse differenze fra una persona che ?disabile dalla nascita, ed è una chemagarilo diventa in seguito ad un incidente o per un trauma che subentra in un secondo momento,mi sono sentita dire che una persona che è disabiledovrebbe accettarsi più facilmente di una persona che diventa disabile perun trauma,io dico che non so come vivrei, moralmente parlando, se avessi potuto vivere una parte della mia vita normalmente, non lo so proprio, probabilmente mi troverei continuamente faccia a faccia con il confronto del prima e deldopo e molto probabilmente per me sarebbe moltopiù difficile ritornare a vivere serenamente.


    Ciao,





    Aly.


    Edited by: Aly81



  9. #8
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    Credo che l'unico vantaggio (se così si pu? definire) che potrebbe avere chi è diventato disabile, sia quello di aver avuto la possibilit? di viverle tutte e due. Io prima dell'incidente (l'ho avuto a 18 anni) se vedevo uno senza una gamba mi domandavo: come cavolo fa quello a vivere, io al posto suo mi ucciderei.....eheheheh!! Mai sfidare la sorte!! Quando mi ci sono trovato, ho capito perchè quello non si era ucciso e se ne andava tomo tomo cacchio cacchio fischiettando con le sue belle stampelline a farsi una passeggiata. Per quanto riguarda il rapporto con chi non è disabile, il problema spesso è del disabile che si fa troppi onanismi (come dice Tersy, io userei il termine masturbazioni) mentali, dopo tanti anni di militanza sono arrivato alla conclusione che le persone ti trattano come tu ti fai trattare a prescindere se sei disabile o meno. Sicuramente il disabile deve superare ostacoli più e alti e difficili e sopratutto ci sono patologie altamente invalidanti, ma abbiamo l'esempio di tanti disabili + o - gravi che sono riusciti a fare una vita più che decente e normodotati che hanno fallito. Dipende da noi a prescindere cosa ci riserva la sorte, come si dica a Roma: a chi tocca nun se 'ngrugna.
    Massimo
    Ognuno è quello che ha fatto.



  10. #9
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    Che c'entra onanismi o masturbazioni mentali, il significato è lo stesso.
    Credo che tra un disabile che nasce tale e uno che lo diventa durante la
    sua vita da abile ci siano delle differenze di adattamento. Il primo vive da
    disabile a tutti gli effetti, non sò che significa poter assaporare la gioia
    della libert? dei movimenti e del raggiungimento in senso lato. L'altro
    invece, colui che lo diventa per incidente, è una discrazia vera e propria.
    Perde i suoi "traguardi", nel senso di spostamenti e poi ciò che ha vissuto
    durante gli anni della sua esistenza, deve poi, riadattarsi a un mezzo, a
    una vita, a delle abitudini diverse, Una rinascita "sofferente", ma chi ne
    viene fuori vive ugualmente la sua vita dignitosa. Tra le due, non sò quale
    ? il male minore fatto sta che la disabilit? è per l'uomo, la potenzialit? che
    li rende tutti uguali!
    sn un baleniere, dico sempre ciò che mi balena in testa



  11. #10
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di paoletto51
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    Raffinato, non ho tempo di leggere tutto, ho letto solo il tuo post iniziale!! Non fare confusione, il "normo" che si avvicina a un disabile ed ha con lui una relazione d'amore non è definito in nessuna maniera dispregiativa!! Il Devoote che citi tu è tutt'altra cosa!! Ci? quella persona che si "eccita" solo se il / la partner è disabile o amputata!!econdo me è una deviazione o fantasia sessuale che non centra niente con il rapporto fra un normo e un disabile!!



  12. #11
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    Perfettamente daccordo con te raffinatopenso che già per una persona disabile (poi bisogna vedere chi è disabile?) sia già difficile legare con gli altri, le esperienze sessuali di ognuno anche se diverse per scelta non dovrebbero in alcun modo influire sulle amicizie, esistenti o potenziali,ma purtroppo cosa vuoi finch? per la società conter? solo l'apparire e non l'essere.... saranno battaglie perse.





    ti lascio comunque la mia mail personale in caso volessi continuare il discorso.








    pippo2001@email.it


    Disabile.
    Ma chi lo è veramente?
    quelli che vengono definiti tali o gli altri?



  13. #12
    Senior Member L'avatar di April
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    Io sono diventata disabile da grande, ovvero, pur avendo la diagnosi
    della mia malattia fin da quando avevo 13 anni, i problemi sono
    iniziati dopo la nascita del mio bambino, quindi a 29.

    Fino ad allora avevo dei sintomi, ma molto minimi.

    Quindi di colpo, da persona normodotata mi sono trovata a fare i conti
    con una distrofia muscolare, eclatante, che non potevo più nascondere a
    nessuno e, soprattutto, a me stessa e che non potevo più ignorare.

    Certo, al momento è stato difficile, le limitazioni mi pesavano (e mi
    pesano tutt'ora, a dire la verità),anche se ho imparato molte astuzie
    per superarne alcune.

    Mi sentivo di colpo diversa, non mi riconoscevo più...io, atleta,
    sportiva, agonista, che sempre correvo....di colpo, tutori, pace-maker,
    carrozzina, ospedali, medici, esami...e limitazioni, limitazioni,
    limitazioni.

    Non è stato facile diventare disabile e accettare di esserlo.

    Non è facile nemmeno adesso.

    Ma...lo sono e, malgrado tutto, felice di esserci.

    Devo dire cha a volte la mia malattia mi sembra quasi un dono, perchè
    mi fa capire cose e sentimenti che forse, da normo, non avrei mai
    nemmeno immaginato.

    E poi mi ha regalato amici come voi.

    In fondo...non è troppo importante.

    Ho tutto, un figlio meraviglioso, un compagno stupendo (anche lui disabile).

    E io, almeno, non ho nessuna difficolt? a legare con nessuno, se mi sento accettata.


    Edited by: April


    -vola in alto solo chi osa farlo-
    -per arrivare all\'alba non c\'è altra via che la notte-



  14. #13
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    DI FRONTE ALL'HANDICAP L'UOMO TACE.NON HA RISPOSTE.NESSUNO HA RISPOSTE.SUL PIANO SEMPLICEMENTE UMANOC'? SOLO IL SILENZIO,DIETRO CUI SI NASCONDE LA COMPASSIONE OPPURE,PIU' SPESSO LA PAURA.? SOLO LA FEDE IN QUALCOSA PIU' ALTO DELL'UOMO CHE CONSENTE DI SUPERARE QUESTA PAURA.TRATTO DA VITO MANCUSO,IL DOLORE INNOCENTE,EDITO DA MONDADORI.



  15. #14
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di paoletto51
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    April dolcissima!!! Mi strappi il cuore!!! Io ho sempre sostenuto che una cosa è DIVENTARE disabili e una cosa è nascerci!! Io non lo sono nato, ma è come se lo fossi perchè mi beccai la polio a 10 mesi.. Ho sempre creduto chealla disabilit?, alle privazioni, alle rinunce, alla sedia a rotelle, agli sguardi di pietà della gente mi ci sono abituato! Ci son cresciuto insieme!!! Ma per un disabile che da normale si trova ad affrontare tutto questo all'improvviso deve essere veramente terribile!! L'unica consolazione è che tu fino a diventare disabile, della vita hai preso tutto quello che poteva offrrti!! IO NOO!!! Vedo che tu l'hai presa bene e me ne compiaccio!!! Ti voglio bene!!!!



  16. #15
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    concordo con april,sei una persona splendida.consentimi di dirti con paoletto(che ha il dono dell'ubiquit?.metto in dubbio la tua disabilit?,scorrazzi ,che è un piacere leggerti ,per il forum)che fortunate sono le persone a cui irradi la tua fulgida luce!



  17. #16
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di paoletto51
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    Eeee la madonna!!!!!! E tu non mi fai scrivere più, se continui così!! E mi fai fare piccolo piccolo!!!!



  18. #17
    Senior Member L'avatar di April
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    grazie


    Edited by: April


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  19. #18
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    Amici grazie , per le risposte, chiarito che il "devotee" e' una sorta di malato,mi spingo oltre, il disabile e' piu discriminatorio di un normo, cioe' essere disabili fa nascere delle riserve verso i "normo" è e Provocatoriamente vi dico alla fine un compagno "normo" in coppia con un disabile non si puo' rivelare nel tempo piu' "pratico" di un compagno disabile è Spero di non ferire nessuno, l'intento e' solo dialettico ,per discutere , l'amore e' amore indipendentemente dalle difficolta', ma a voler essere un po' ciniciò.............................



  20. #19
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    se chiarissi il senso di quel PRATICO,NON SO a cosa voglia tendere.in una relazione dove un lui o una lei sia disabile le situazioni personali non influiscono se alla base vi sono amore e rispetto.non c'è mica una rigida divisione dei ruoli:il normo pratico,il disabile astratto...se parli di normali limiti umani,credo che siano presenti in qualsiasi coppia a prescindere dalle condizioni soggettive di uno dei 2 partner.IO so solo che mia moglie mi vuole un gran bene,come io ne voglio molto.Ma nella dinamica affettiva l'handicap è totalmente estraneo.Se poi intendi che a causa dell'handicap nostro,un peso maggiore gravi sulle spalle del partner, credo che giochi un meccanismo di compensazione per cui la nostra disabilit? possa dare molto in termini di crescita nella coppia in termini di pazienza e capacit? di voler bene.ma andrebbe riformulato un po' meglio il senso di quel PRATICO,RAFFINATO SIR



  21. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da raffinato_sir




    Claudio le tue risposte sono chiare e sintetiche , ma mi piacerebbe
    conoscendoti e stimandoti , qualcosa piu di "cuore" non so se mi sono
    espresso bene , ma non e' polemico, e solo che so che puoi dare di
    piu'..ehehheheh



    </font>


    Ah ma io in queste cose non amo le cose "cervellotiche" le definizioni
    di "cuore", sono estremamente razionale. Io credo che se dai una
    risposta di "cuore" inevitabilmente 200 persone ti danno 200 risposte
    diverse, e l'unica maniera per definire un qualcosa e' il razionale.



    P.S.



    che il devotee sia una sorta di malato e' ancora tutto da dimostrare.
    Anche il gay spesso e' definito un "malato" , come in tutti i campi ci
    sara' il devotee compulsivo e quello che non lo e', ma in questo caso
    la "malattia" non e' il devoteesmo ma la compulsione....



    Pero' non comincerei una disquisizione qui, anche perche' ci sono
    "dottissimi" thread in merito sul vecchio forum, ricominciare
    daccapo sarebbe dura, e poi e' sparito "musicboy"







    Edited by: buasaard
    Claudio



  22.      

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