Cookie Policy Privacy Policy I "MARTIRI" INGLESI - Pagina 2



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Discussione: I "MARTIRI" INGLESI

  1. #21
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    Sugherina,



    se hanno puntato sull'attentato di Londra per arricchirsi in borsa
    hanno fatto male i loro conti a meno che non siano stati prontissimi a
    riacquistare dopo 3 ore dall'attentato.



    Infatti e' durato 3 ore il crollo della borsa dopo di che sono iniziati
    degli acquisti violentissimi che hanno portato il valore dei titoli ben
    piu' in alto di prima degli attentati.



    Se hanno puntato sul crollo della borsa hanno sicuramente fatto male i loro conti.






    Claudio


  2.      


  3. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da robilun


    cara tersi sei sicura di non aver avuto relazioni con dei mussulmani? sei sicura che tutti gli italiani con cui hai avuto a che fare sono cristiani?


    ...omissis


    robilun

    Si robilun, ne sono certa, come pure so di avere avuto tra conoscenti ed amici anche ebrei ed il padre di mio figlio è di religione protestante (anglicano).


    Ciao


    Maria Laura



  4. #23
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    Ma scusate, i terroristi nostrani, dalle BR in poi, provenivano per la
    maggior parte da ambienti dignitosi ed acculturati. Personalmente
    so di molti terroristi occupati attivamente nel sociale....anche alcuni
    colleghi... per cui tutta questa stranezza non ce la vedo.
    La differenza è come si decide di....."propagandare le proprie idee"
    (passatemela come un concetto moooolto ampio...), se attraverso
    modalit? civili o attraverso modalit? violente....



  5. #24
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    LA stranezza forse è dovuta al fatto chesono sempre stati dipinti come fanatici frutto dell'ignoranza e di un odio illogico per il mondo occidentale. Qualcuno avr? sicuramente avuto dei buoni motivi per dipingerli così ma ora certe teorie iniziano a sbandare e la gente è obbligata a pensare veramente.


    Come spiegare ora che persone intelligenti e colte, pienamente integrate nella società possano odiare un mondo di democrazia del quale loro stessi fanno parte?


    La differenza con le nostre BR è che si guardavano bene dal rischiare la loro pelle.


    ciao



  6. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Sugherina

    LA stranezza forse è dovuta al fatto
    chesono sempre stati dipinti come fanatici frutto dell'ignoranza
    e di un odio illogico per il mondo occidentale. Qualcuno avr?
    sicuramente avuto dei buoni motivi per dipingerli così ma ora certe
    teorie iniziano a sbandare e la gente è obbligata a pensare veramente.


    Come spiegare ora che persone intelligenti e colte, pienamente
    integrate nella società possano odiare un mondo di democrazia del quale
    loro stessi fanno parte?




    Fin qui daccordissimo</span>





    La differenza con le nostre BR è che si guardavano bene dal rischiare la loro pelle.




    Qui invece mi sembra un paragone
    che non ci azzecca molto, le BR non hanno mai usato esplosivo, non
    erano Islamici ma Marxisti, le BR facevano lotta di classe e non tra
    blocchi, per quanto riguarda il rischio della pelle mi sembra di
    ricordare che militanti delle BR ammazzati ce ne sono stati e
    moltissimi sono finiti in galera........certo non si suicidavano perchè
    la cultura del martirio è propria di quella cultura non della nostra</span>





    ciao
    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
    Accessibilità?



  7. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Madech?

    Qui invece mi sembra un paragone
    che non ci azzecca molto, le BR non hanno mai usato esplosivo, non
    erano Islamici ma Marxisti, le BR facevano lotta di classe e non tra
    blocchi, per quanto riguarda il rischio della pelle mi sembra di
    ricordare che militanti delle BR ammazzati ce ne sono stati e
    moltissimi sono finiti in galera........certo non si suicidavano perchè
    la cultura del martirio è propria di quella cultura non della nostra</span>


    [/QUOTE]



    Scusa Madech?, mi sono espressa male, mi riferivo proprio al martirio.
    Sar? una questione di culture ma non so quante BR avrebbero accettato
    un incarico dal quale sicuramente non sarebbero tornati vivi. Ancora
    meglio, un conto è rischiare la vita e un conto è barattarla già in
    partenza per la riuscita di una missione.

    Mi sembra per? che con le BR finiamo suori tema.

    Io già sono "confusa" con i terroristi islamici, meglio che non vado oltre con le BR, ai tempi ero un po' piccola






  8. #27
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    Beh...la cultura del martirio siete sicuri che e' solo islamica?



    Non abbiamo anche noi nei libri di storia un kamikaze che veneriamo come un eroe? E mi riferisco a Pietro Micca.

    Non abbiamo nel nostro calendario centinaia di santi "martiri"?



    Non credo proprio che il suicidio sia una pratica islamica, anche perche' e' chiaramente vietato dal Corano.



    Tra l'altro e' improprio definire i suicidi attuali "kamikaze", perche'
    la parola kamikaze deriva dal giapponese "Vento divino" e ricorda
    quando i mongoli di Gengis Khan tentarono di invadere il Giappone.

    Proprio mentre la flotta mongola stava attaccando il Giappone arrivo'
    un tifone che la distrusse e respinse quindi i superstiti a terra.



    Il kamikaze e' quindi per i giapponesi il vento divino che respinge gli
    invasori, che combatte contro un esercito nemico, non colui che attacca
    sul territorio "nemico". Possono al massimo essere definiti kamikaze i
    suicidi in Irak pero' purche' combattano l'esercito "nemico" e non la
    propria stessa gente.

    Ne' puo' essere il suicida definito martire, perche' il martire muore involontariamente.



    Comunque c'e' questo interessante articolo in merito al martirio nell'islam e nella cristianita'.



    http://www.cronologia.it/storiologia/socie002.htm




    Edited by: buasaard
    Claudio



  9. #28
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    Anche io concordo, la cultura del martirio non è solo islamica. Ricordo di quando nel "Milione" di Marco Polo, si parlava degli Yassashin (o qualcosa del genere, da cui il termine "assassino"). Un potente, credo cinese, faceva vivere un gruppo di guerrieri in un giardino delle meraviglie, continuamente drogati di oppio, in modo da fargli credere di essere in paradiso.
    E quando ne aveva bisogno li mandava in missioni pericolosissime, minacciandoli in caso di rifiuto, di toglierli il paradiso.


    A parte questo, io non trovo un punto di contatto tra terrorismo religioso e terrorismo di stampo avanguardistico come quello delle BR, a parte le bombe ovviamente.
    Le BR venivano proprio dagli ambienti più colti (le universit? appunto), e avevano la presunzione di dover fare la rivoluzione "per il popolo", senza l'approvazione del popolo stesso. Un discorso comunque lucido e cinicamente politico, tutto il contrario del terrorismo religioso (quando è davvero tale), che recluta i suoi adepti proprio nelle fasce della popolazione meno culturalmente erudite, appunto giustificandolo con il miraggio de "Dio lo vuole", che se non altro promette il paradiso a chi in terra non ha davvero niente, anzi al limite il "martirio" fa da polizza vita per la famiglia che viene lautamente ricompensata.
    Ovviamente i "mandanti" ben si guardano dal voler raggiungere il paradiso in modo espresso, e la religione spesso è solo la chiave per ottenere reclute e approvazione di frange della popolazione.


    Per questo come detto prima, le stragi di Londra sono atipiche, e sintomo di una nuova forma di immedesimazione, diversa da quella tradizionale e per questo più difficile da poter essere inquadrata con chiarezza.


    <u><font face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><font size=\"2\"><font color=blue>Liberatutti</u> : la community che ti viene a trovare!</font></font>



  10. #29
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    Tenete conto che ancora non e' certo che fossero attentatori suicidi,
    alcuni indizi fanno pensare che siano stati ingannati, che pensavano di
    tornare a casa, come il biglietto del treno andata e ritorno.....






    Claudio



  11. #30
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    Quello che non riesco a capire è come mai si associa martire a suicida.


    Shahid (martire) in arabo è uno che muore in campo di guerra difendendo la propria fede ... ma ucciso dal nemico non un suicida (cosa assolutamente vietata in islam).


    Kamikaze invece, oltre alla definizione data da Claudio erano gli aviatori giapponesi che si gettavano con i propri aeri contro il nemico.


    Quindi i terroristi di Londra (o simili) mi sembra più corretto definirli kamikaze e non martiri.</TD></TR>
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    <TD style="FONT-SIZE: 1pt" height=1 UNABLE="&#111;n">
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  12. #31
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    <DIV align=left></DIV>


    Ho trovato una notizia proprio su questo: http://www.liberazione.it/giornale/050717/LB12D6C3.asp



    Antiterrorismo in Inghilterra:
    torna il delitto di opinione
    (un po' come ai tempi di Nerone)
    Reato chiamare martire un kamikaze


    Il giornale britannico "Guardian" ci informa che sono allo studio del governo inglese nuove misure antiterrorismo. Prevedono il divieto di addestramento nei campi per terroristi in Gran Bretagna, o anche all'estero, e l'uso della parola "martire" al posto della parola kamikaze. L'uso della parola martire diventer? reato. Da come riferisce il "Guardian" i due provvedimenti sono messi sullo stesso piano. Non è solo il governo italiano, ogni tanto, a cadere nell'umorismo involontario. Qui non è solo una questione di conflitto tra provvedimenti del governo e principi del diritto. C'? una incompatibilit? coi vocabolari. Cio? non si tratta soltanto di un passo indietro nelle concezioni liberali, con l'evidente ritorno al reato di opinione (l'ultimo, pare, che proib? l'uso della parola martire, fu l'imperatore Nerone intorno all'anno 60) ma si pone un serio problema di riforma del linguaggio. Nel vocabolario italiano "Devoto Oli" alla voce "martire" si legge: ?Chi in nome della propria fede o dei propri ideali accetta il sacrificio di se stesso fino alla morte?. Il "Devoto Oli" non precisa quali debbano essere questi ideali e come debba essere intesa, e da chi interpretata, questa fede. Sembra di capire che potrebbe essere anche una fede fanatica, o eretica, e un pessimo ideale. Il martire, secondo il "Devoto Oli" non è un santo, è una persona che sacrifica la propria vita. Forse in inglese è diverso? Il "Cambridge dictionary", alla voce "Martyr", recita così: ?A person who suffers greatly or is killed because of their political or religious beliefsò. Molto simile al Devoto. Il decreto di Blair imporr? probabilmente la riscrittura di centinaia di vocabolari fuori-legge.
    Edited by: Sgrunt
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  13. #32
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    Io non ho il devoto oli quindi stando a quello che leggo, direi che in italiano la parola martire è corretta, ma in inglese no.


    Chi in nome della propria fede o dei propri ideali accetta il sacrificio di se stesso fino alla morte


    Pu? includere anche la categoria dei terroristi che si fanno saltare mentre


    A person who suffers greatly or is killed because of their political or religious beliefs


    Non mi sembra contenga questa accezione, cmq credo che qui serva uno studio sul termine più che la mera definizione del vocabolario, perchè altri vocabolari potrebbero riportare una definizione leggermente diversa.


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  14. #33
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    Asp per? Sgrunt.


    Senza andare a scomodare i tecnicismi,a me non sembra affatto sconsiderato,non dico la proibizione,ma almeno il consigliare di evitare certi termini che,danno un'idea di buono a qualcosa che non lo ?.


    Per me un assassino è un assassino e userei questa parola nel caso di chi uccide,anche a costo della propria vita,persone inermi.


    A volte il non fare così,influenza negativamente i lettori e da un'immagine distorta della realt?.


    Ecome parlare tropo dei serial killer dando spazio all'emulazione.


    ciao


    State calmi se potete...
    Salvo

    Redazione rendiamo accessibile il sito.Grazie!



  15. #34
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    Ah beh volevo precisare che la notizia di Liberazione l'ho inserito a titolo informativo, dato che trattava proprio del nostro argomento, preciso che le mie opinioni sono differenti da quelle di Liberazione.


    Per quanto riguarda il consiglio di evitare certi termini (manipolati a fine propagandistico) sono d'accordo con te, e inneggiare a questi "eroi" non pu? essere accettato, sebbene ripeto, il termine non sia errato o deviante di per sò (in italiano, mentre in inglese mi pare scorretto).


    Edited by: Sgrunt
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  16. #35
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    Avrei qualcosa da dire rispetto a cio' che dice Liberazione.



    Se e' vero che non dice che deve essere ucciso e non suicida non dice
    nemmeno il contrario. Tra l'altro dice "accetta" che implica una
    passivita', il suicida bombarolo non accetta il sacrificio ma se lo
    procura di persona. Quindi il suicida non e' un martire....



    Azz...che cavillo.....


    Mi sembra che la definizione inglese
    abbia mantenuto la connotazione religiosa originale, mentre quella
    italiana sia una evoluzione popolare del termine. Essendo due lingue diverse non ci trovo nulla di strano che divergano.










    Edited by: buasaard
    Claudio



  17. #36
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    Chi in nome della propria fede o dei propri ideali accetta il sacrificio di se stesso fino alla morte


    Beh io non vedo differenza tra accetta il sacrificio di se stesso eaccetta di sacrificarsi. Possono voler dire la stessa cosa, di fatti non è scritto "accetta di venire sacrificato" (da altri).


    Il bombarolo suicida accetta il sacrificio, proprio perchè è lui stesso a deciderlo, non è una vittima casuale su un campo minato ma bensò a priori accetta di sacrificarsi per qualcosa. Per me "accetta" non è sintomo di passivit? ma al contrario di scelta intenzionale.


    Esattamente come quando dici "accetto queste condizioni", "accetto di unirmi in matrimonio", anche in quei casi non sei passivo bensò è proprio il tuo consenso il protagonista degli eventi.


    Quindi dopo un ragionamento, un conflitto interiore, una valutazione, io posso accettare di compiere un atto suicida, non si accettano solamente condizioni dettate da altri.


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  18. #37
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    <BLOCKQUOTE id=7803aa18>
    Citazione Originariamente Scritto da Sgrunt


    Chi in nome della propria fede o dei propri ideali accetta il sacrificio di se stesso fino alla morte


    Beh io non vedo differenza tra accetta il sacrificio di se stesso eaccetta di sacrificarsi. Possono voler dire la stessa cosa, di fatti non è scritto "accetta di venire sacrificato" (da altri).


    [....]

    </BLOCKQUOTE>


    Scusa Sgrunto non vorrei competere con la tua erudizione ...<?:namespace prefix = v ns = "urn:schemas-microsoft-com:vml" /></v:stroke></v:f></v:f></v:f></v:f></v:f></v:f></v:f></v:f></v:f></v:f></v:f></v:f></v:ulas></vath><?:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-comfficeffice" /><o:lock aspectratio="t" v:ext="edit"></o:lock></v:shape>


    Ma martire o martirio sono parole generalmente citate in contesto religioso ... e non mi pare che ci sia una religione che incita al suicidio ....


    Dal Garzanti Linguistica :


    Martire : s. m. e f.
    1 nei primi secoli del cristianesimo, chi affrontava consapevolmente le persecuzioni, la tortura e anche la morte pur di non rinnegare la propria fede...


    Martirio : s. m.
    1 la morte o le sofferenze che affronta un martire: palma, corona del martirio; sottoporre qualcuno al martirio; affrontare, subire il martirio





  19. #38
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    Io non ho mai detto che ci sia una religione che incita al suicidio.
    Ma sicuramente i "martiri" terroristi si uccidono in nome della religione, o sbaglio?


    <u><font face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><font size=\"2\"><font color=blue>Liberatutti</u> : la community che ti viene a trovare!</font></font>



  20. #39
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di tersicore62
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    Tutti gli Stati occidentali dovrebbero chiudere le "scuole coraniche" poich? è noto che l? vengono "educati" i terroristi, quelli che lo sono stati, che lo sono e che lo diventeranno.


    Maria Laura



  21. #40
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    Prima di poter fare cio', bisognerebbe rivedere tutti i trattati
    internazionali , le dichiarazioni dei diritti dell'uomo, le varie
    Costituzioni che prevedono eguali diritti e divieto di discriminazioni
    per qualsiasi religione. Credo che sia un processo che prenda troppo
    tempo....



    Oppure come ha fatto la Francia con i simboli religiosi, si vietano le
    scuole coraniche , ma si vietano anche quelle di tutte le altre
    religioni, religione cristiana compresa. In tal modo non c'e'
    discriminazione e le varie dichiarazioni dei diritti dell'uomo vengono
    rispettate.



    Se ci pensi bene nel recente passato solo alcune nazioni l'hanno fatto, l'URSS e la Cina



    Forse bisogna avere un maggiore controllo sulle scuole coraniche, sulle
    moschee e arrestare e poi espellere chi incita alla violenza ma senza
    fare di tutt'erba un fascio e soprattutto senza fare quella vergognosa
    manfrina come fatto dal sindaco leghista a Gallarate (se non sbaglio),
    cercare cavilli per far chiudere la moschea. Se incitano alla violenza
    ci deve pensare la magistratura, se non incitano hanno tutto il diritto
    di rimanere aperte perche' se la scuola coranica e la moschea fanno
    solo il loro mestiere religioso ben vengano.






    Claudio



  22.      

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