Cookie Policy Privacy Policy LETTERA DI UN BAMBINO MAI NATO - Pagina 4



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Risultati da 61 a 80 di 98
  1. #61
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di paoletto51
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    La CONOOOOOOOOOSCI??? Caspita catarina!!!! E dove come, quando, perchè, che ha detto, che ha fatto, come stava??? Parlamene ti prego!!!!


  2.      


  3. #62
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    ma certooooooooooooo!


    mi ha telefonata per invitarmi a cena, ma alla fine ci siamo presi a botte.....!



  4. #63
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di paoletto51
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    E dai Teresaccia, ma che diciò? E io scemo che ti credo pure!!! Quella st? in america da non sò quanti anni!!



  5. #64
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    ma nooooooooo!


    siamo usciti, siamo andati a cena, e dato che ha scoperto che sono anti berlusconi, si è rifiutata di pagarmi la cena...e li ci siamo presi a capelli!!



  6. #65
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di paoletto51
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    Invece dovevate abbracciarvi perchè anche lei è contro L'imbecille!!



  7. #66
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    Hai Ragione Rob in ciò che hai scritto, ma ciò non rimargina certe ferite... "scritto da silvia".


    cera una piccola comunita di studenti a vienna che si ferivano appositamente con i fioretti. e perchè si veda per sempre ci mettevano del sale. sembra sciocco ma era il loro modo x entrare nel mondo degli uomini. cosa voglio dire con questo che per diventare adulti si fanno "iniziazioni" di ogni genere.


    le ferite faranno male per tutta la vita ma si rimarginano. sono parte integrante della vita. sono anche l'orgoglio del singolo che le ha sopravissute.


    per esempio. le mie pippe al ospedalesan raffaele. momenti tragici. non ne sono morto. ora posso persino raccontarlo e riderci su.( thred sulle masturbazioni)



    <TABLE style="BORDER-COLLAPSE: collapse" borderColor=#111111 cellSpacing=0 cellPadding=0 width="90%"><T><T>
    <T>
    <TR>
    <TD width="100%" bgColor=#988a59 colSpan=2>
    Sull?iniziazione e la fine delle iniziazioni
    </TD></TR>
    <TR>
    <TD width="30%" bgColor=#988a59>
    </TD>
    <TD width="70%" bgColor=#988a59>




    Cernunnos, il dio celtico, figura iniziatica che presiedeva
    ai riti di passaggio dall?infanzia all?età adulta
    già dal tardo paleolitico

    </TD></TR>
    <TR>
    <TD width="100%" bgColor=#ffffff colSpan=2>
    L?iniziazione è un complesso di cerimonie, prove e rivelazioni di ordine mitologico, ontologico e morale, attraverso le quali un maschio, generalmente in età puberale, è riconosciuto adulto, o viene a far parte, con pieno diritto, del gruppo di adulti. Nota Mircea Eliade infatti che ?per acquisire il diritto d?essere ammesso tra gli adulti, l?adolescente deve affrontare una serie di prove iniziatiche: grazie a questi riti e alle rivelazioni che essi comportano, egli sar? riconosciuto come un membro responsabile della società?. (Cfr. Eliade M., La nascita mistica. Riti e simboli d?iniziazione, Brescia, Morcelliana, 1980, p. 10).
    Poich? ?in qualsiasi società la vita dell?individuo consiste nel passare successivamente da un?età all?altra? l?iniziazione si pone come la principale tra le ?cerimonie, il cui fine è identico: far passare l?individuo da una situazione determinata a un?altra anch?essa determinata? ( Cfr. Van Gennep A., I riti di passaggio, Torino, Boringhieri, 1981, p. 5).
    Lo stesso Van Gennep osserva che i riti di passaggio hanno una struttura schematica precisa e ricorrente che egli definisce schema dei riti di passaggio: ?lo schema completo dei riti di passaggio comporta in teoria dei riti preliminari (separazione), liminari (margine) e postliminari (aggregazione)?. Ad esempio nelle società primitive il giovane maschio solitamente è separato dalla famiglia in modo più o meno violento, sottoposto a prove e torture, e infine reinserito nella comunit?.
    Le tre fasi hanno un preciso significato simbolico. La separazione ha la funzione di tagliare i legami con il mondo quotidiano e introdurre in una dimensione diversa, sconosciuta, a volte inospitale ma densa di significati: ?L?universo in cui penetrano ora i novizi è quello del mondo sacro. Tra i due c?? rottura, soluzione di continuit?. Il passaggio dal mondo profano al mondo sacro implica in un certo modo o nell?altro l?esperienza della Morte: si muore ad un?esistenza per accedere a un?altra? (Eliade).
    Questa dimensione è di margine, di attesa, ed è caratterizzata da prove e torture, episodi più o meno drammatici, in cui viene rivelata al giovane la mitologia del gruppo di appartenenza cioè l?insieme di credenze sull?uomo e il mondo che fondano il modo di vivere e di convivere di quel gruppo stesso: ?L?iniziazione introduce il novizio nella comunit? umana e insieme nel mondo dei valori spirituali. Egli apprende i comportamenti, le tecniche e le istituzioni degli adulti, ma ancora i miti e le tradizioni sacre della trib?, i nomi degli d?i e la storia delle loro opere? (Eliade).
    Avvenuto questo, il giovane viene riportato nella comunit? e considerato adulto. Ma cosa si intende per ?adulto?? Non è solo una questione di identit? sessuale: l?iniziazione ?svela a poco a poco al neofita le vere dimensioni dell?esistenza e, introducendolo al sacro, lo obbliga ad assumere le responsabilit? di uomo?. (Eliade). Per capire meglio questo concetto più ampio di identit? adulta, dobbiamo prendere in considerazione un aspetto fondamentale dei riti di iniziazione: la ?morte iniziatica?. (Eliade).
    Questo concetto è centrale in qualsiasi rituale iniziatico. Il novizio è sottoposto a prove e torture più o meno terribili che hanno come obbiettivo quello di ucciderlo simbolicamente: ?la morte iniziatica rende possibile la tabula rasa su cui si inscriveranno le rivelazioni successive, destinate a formare un uomo nuovo? (Eliade). Tale simbolismo sembra dunque assolutamente necessario nei rituali iniziatici in quanto è ciò che rende possibile una nuova nascita: Il momento centrale di ogni iniziazione è rappresentato dalla cerimonia che simbolizza la morte del neofito e il suo ritorno tra i vivi. Ma colui che ritorna alla vita è un uomo nuovo, che assume un altro modo di essere. La morte iniziatica significa a un tempo la fine dell?infanzia, dell?ignoranza e della condizione profana. [?] Nello scenario dei riti iniziatici, la ?morte? corrisponde al ritorno provvisorio al Caos; è dunque l?espressione esemplare della fine di un modo di essere: quello dell?ignoranza e della irresponsabilit? del bambino (Eliade).
    Si rinasce cioè ad una condizione adulta, di uomo in senso più ontologicamente ricco, in quanto durante l?iniziazione i giovani vengono fatti rinascere in una dimensione diversa da quella quotidiana: sono introdotti nella sfera del ?sacro?. Lo stesso Van Gennep osservava che i riti di passaggio hanno una caratteristica fondamentale in questo temporaneo accesso alla dimensione del ?sacro?: riferendosi al passaggio tra le varie fasi della vita grazie alle iniziazioni, diceva che ?colui che passa, nel corso della sua vita, attraverso queste alternative, si trova a un certo momento, per il gioco stesso delle concezioni e delle classificazioni, a far perno su sò stesso e a volgersi al sacro anzich? al profano? (Van Gennep).
    Anche Eliade ritiene che l?esperienza dell?iniziazione sia fondamentalmente un ?incontro col sacro? e, in particolare, con una precisa dimensione del sacro: il mito.
    Questo perchè nel mito sono racchiusi la concezione del mondo, le credenze, i valori spirituali, la storia sacra della comunit? e questo insieme di conoscenze (la cultura) è ciò che viene trasmesso nell?iniziazione:
    Questa ?storia sacra?- la mitologia - è esemplare: essa racconta come le cose sono venute all?essere, ma insieme fonda tutti i comportamenti umani e tutte le istituzioni sociali e culturali. L?uomo è stato creato e civilizzato dagli Esseri soprannaturali; la somma dei suoi comportamenti e delle sue attivit? appartiene quindi alla ?storia sacra?; questa storia sacra dovr? essere conservata accuratamente e trasmessa intatta alle nuove generazioni. Fondamentalmente, l?uomo è quello che è perchè all?origine dei tempi sono accadute nella sua esistenza le cose raccontate dai miti (Eliade).
    Nei rituali iniziatici l?obbiettivo è proprio quello di esporre il giovane a questo insieme di immagini e contenuti mitici al fine di ?modellarlo? su queste forme: ?per il pensiero arcaico l?uomo è dunque fatto: non è lui a farsi da solo [?], questo significa che per diventare effettivamente uomini bisogna rassomigliare a un modello mitico? (Eliade)
    Rassomigliare ad un modello mitico significa anche imitare ?un modello trans-umano? (Eliade): ?al termine delle prove cui viene sottoposto, il neofito gode di un?esistenza completamente diversa dalla precedente: è diventato un altro? (Elide). La condizione ?adulta? sembra perciò non solo legata a fattori di maturazione fisiologica ma anche ?ontologica e spirituale?.
    L?esposizione al ?mito? durante l?iniziazione, e perciò il rituale iniziatico stesso, assumono una importanza notevole sia per quanto riguarda l?individuo ?iniziato? che per la comunit?, che del resto ha predisposto i rituali stessi ed i loro contenuti. Questi contenuti hanno una doppia funzione: a livello del singolo individuo operano l?attivazione e l?incanalamento positivo di energie e capacit?; a livello sociale compiono un?azione rigenerativa (in quanto vi è un continuo afflusso di forze e nuove possibilit?) e un?azione normativa e coesiva (in quanto queste forze sono pilotate dai modelli assimilati durante i rituali iniziatici e perciò sono sempre indirizzate in modo non dannoso, anzi spesso positivamente).
    La funzione primaria del mito e del rito nelle società tradizionali è quella di trasformare i giovani in adulti e di tenere quindi legati gli adulti ai ruoli loro assegnati, alla mitologia e al rituale. [?] Per poter esistere, una società dipende dalla presenza, nella mente dei suoi componenti, di un certo sistema di sentimenti che regolano la condotta dell?individuo conformemente alle esigenze della società stessa. Di questo sistema di sentimenti entra a far parte ogni aspetto del sistema sociale medesimo e ogni evento o oggetto che in qualsiasi modo tocca il benessere o la coesione della società. Nella società umana, i sentimenti in questione non sono innati, ma sviluppati nell?individuo dall?azione che la società esercita su di lui. Le abitudini cerimoniali di una società rappresentano i mezzi tramite i quali ai sentimenti in questione viene data espressione collettiva in occasioni apposite. L?espressione cerimoniale (cioè collettiva) di ogni sentimento serve sia per mantenerlo al grado richiesto di intensit? nella mente del singolo sia per trasmetterlo da una generazione all?altra. Senza questa espressione i sentimenti in questione non potrebbero sussistere ( Cfr. Campbell J., Miti e riti di rinnovamento dei popoli cacciatori e coltivatori, in Campbell J., Eliade M., Scholem G., Iniziazione e rinnovamento, Como, Red, 1996, p. 76).
    Anche Eliade rivelava questo doppio significato dei rituali iniziatici: questa morte all?infanzia, alla asessualit?, all?ignoranza, insomma alla condizione profana, è l?occasione di una rigenerazione totale del Cosmo e della collettivit?. La morte mistica dei fanciulli e il loro risveglio nella comunit? degli uomini iniziati fa dunque parte di una ripetizione grandiosa della cosmogonia, dell?antropogonia. I fanciulli muoiono alla loro condizione profana e risuscitano in un mondo nuovo; perchè, in seguito alle rivelazioni ricevute durante l?iniziazione, il mondo pu? essere colto come opera sacra.
    Il cerimoniale iniziatico per eccellenza è certamente l?iniziazione all?età adulta e ciò, in particolare, riguarda il giovane maschio in quanto l?iniziazione femminile all?età adulta è giocata su un piano più fisiologico con la comparsa della mestruazione. Nella società moderna occidentale per? i rituali iniziatici all?età adulta e alla virilit? sono scomparsi, per lo meno nella loro forma esplicita, e l?uomo, il maschio si sente disorientato, cade spesso in crisi, non pu? rialzarsi. I giovani si inventano i loro rituali, la loro avventura (la droga stessa è avventura), ma la assenza strutturante della figura adulta, della mediazione pedagogica e istituzionale rende tali avventure dei viaggi senza approdo, senza beneficio.
    La società non ha offerto ai giovani dei rituali per diventare membri della trib?, della comunit?. Tutti i bambini hanno bisogno di nascere due volte, di imparare ad agire razionalmente nel mondo che li circonda, lasciandosi alle spalle l?infanzia. [?]. Esattamente, e il significato dei riti della pubert? è proprio questo. Nelle società primitive vengono ritualizzate circoncisioni, scarificazioni, estrazioni dentarie e così via. E? così che il nostro piccolo corpo di bambino si trasforma in qualcosa di completamente diverso. (Cfr. Campbell J., Il potere del mito, Milano, Editori Associati, 1994, pp. 29-30).
    Di fronte al riconoscimento della assenza di questi riti nella società attuale lo stesso Campbell notava: ?I bambini che crescono in citt?, [?] dove possono trovare i loro miti? Se li fabbricano da soli. Ecco perchè le citt? si riempiono di graffiti. Questi ragazzi hanno le loro bande, con tanto di iniziazioni e codice morale, e fanno quello che possono?.
    Anche autori più moderni, come Claudio Risò, si sono soffermati sulla assenza di riti di passaggio, in particolare nei confronti del giovane maschio: ?Il maschio postmoderno, nato e cresciuto dopo la seconda guerra mondiale, è il primo, in tutta la storia maschile, al quale nessun padre, istruttore, iniziatore, abbia insegnato che cosa fa un maschio (a parte sviluppare i muscoli)?. (Cfr. Risò C., Da uomo a uomo, Milano, Sperling &amp;Kupfer, 1998, p.105 e inoltre Risò C., Il maschio selvatico, Red, Como, 1993, Risò ?Bonvecchio-Martignoni, La questione maschile, Seb, Milano, 1998, Risò C., Parsifal, Red, Como, 1988).
    Da questo scaturiscono vere e proprie nevrosi o malattie sociali: ?Per esempio: la diminuita vitalit? che si esprime nella riluttanza a uscire dalla casa dei genitori, a sposarsi, nella moltiplicazione di fobie di ogni genere, nello stesso aumento della sterilit?, che è poi l?incarnazione (somatizzazione) della paura di riprodursi: ormai il circa 40 per cento dei bianchi, in Occidente, non è in grado di fecondare. Sono molti, insomma, gli uomini che tremano di fronte alla vita? (Risò).
    Possiamo perciò concludere che i riti di passaggio e l?incontro col mito, che la nostra società caratterizzata dal ?razionalismo postilluminista, che non crede nei riti, nei simboli e in ciò che ?non si vede?? (Risò) ha messo in disparte, sono indispensabili anche per l?uomo moderno e che anche le società primitive hanno molto da insegnarci: ?ecco perchè l?iniziazione ha tanta importanza [?]. Essa ci rivela la serietà con cui l?uomo delle società arcaiche si assumeva la responsabilit? di ricevere e di trasmettere i valori spirituali? (Eliade) alle nuove generazioni. </TD></TR></T></T></T></TABLE>Edited by: robilun
    * * * * * * * * robilun

    Mai dire “NO” prima



  8. #67
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    paoletto....sta cosa non mi risulta proprio!



  9. #68
    Senior Member L'avatar di April
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    Scusate se intervengo, Paoletto e Teresaccia e non vogliatemene.

    Per? su un thread che riguarda un argomento serio come l'aborto, non mi sembra opportuno che voi scherziate.

    Se volete scherzare, ed è giusto farlo, aprite un altro thread.

    Non è questo il posto giusto, secondo me.

    Scusatemi, ma...sar? str..., ma la penso così.




    -vola in alto solo chi osa farlo-
    -per arrivare all\'alba non c\'è altra via che la notte-



  10. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da tersicore62


    Paoletto non ha detto nulla di male.


    Silvia, hai davvero un brutto carattere, sei anche molto permalosa!





    Maria Laura


    Detta da te è solo un complimento visto che non mi conosci. Non hai minimamente pensato cheforse non sono nessuna delle due, ma solamente ferita in un momento... down.


    Prima diavanzare considerazioni e digitare, pensa e conta, anzi ragiona... e poievita il pc in vacanza... stai di più con il tuo lui! E' solo un suggerimento amichevole.


    Silvia.Edited by: soleviola
    Silvia
    Link
    -------------------------
    Anche se i sogni finiscono all’alba ci sono favole che dentro di noi vivono per sempre.



  11. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da April
    Scusate se intervengo, Paoletto e Teresaccia e non vogliatemene.
    Per? su un thread che riguarda un argomento serio come l'aborto, non mi sembra opportuno che voi scherziate.
    Se volete scherzare, ed è giusto farlo, aprite un altro thread.
    Non è questo il posto giusto, secondo me.
    Scusatemi, ma...sar? str..., ma la penso così.

    aggiungo che tutti questi dialoghi fuori programma fanno un p? perdere il bandolo della matassa. io stesso sono scivolato su un altro tema per far capire il dolore delle ferite aperte. mi scuso


    * * * * * * * * robilun

    Mai dire “NO” prima



  12. #71
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    scusate!



  13. #72
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    ABORTO.....


    "il delitto perfetto"



  14. #73
    MEMBRO ONORARIO L'avatar di paoletto51
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    Vabb? ma non facciamone una tragedia!! Io e Teresaccia abbiamo scantonato nel senzo che siamo usciti fuori tema!! Terry luned? faccio un post intitolato Oriana Fallaci e l? ci ammazziamo di botte!! Vabbene?? Scusate tutti!!



  15. #74
    MEMBRO ONORARIO
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    No dai, e'troppo interessante questo. Certo che non a tuti piace la Fallaci, ma e' logico. Paole', smakkkete



  16. #75
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    Onde riequilibrare un post iniziato contando sui sentimenti, vorrei
    anche cercare di far riflettere a volte sulla "impossibilita' " di non
    abortire. Sembra quasi che chi abortisce lo fa a cuor leggero, grande
    ca.zzata, primo perche' l'aborto e' un dramma per qualsiasi donna, e
    secondo perche' la legge sull'aborto ha evitato che si ricorresse alle
    "mammane" che sventravano le sventurate con dei ferri da calza, o con
    altri metodi disumani su tei tavolacci da cucina.



    Vi ricordo inoltre che spesso chi decide di abortire viene lasciata
    sola nel suo dramma, spesso il padre rifiuta ogni responsabilita', non
    puo' dirlo ai genitori che ne farebbero un dramma.

    Forse prima di sentenziare bisognerebbe cercare di immedesimarsi nei singoli drammi.



    E onde cercare di mettere un po' di "poesia" in cio' che dico vi metto
    il testo di una canzone di Francesco Guccini (faccio anche io il
    parac.ulo...)



    Piccola Storia Ignobile



    </span>Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare, così solita e banale come tante,

    che non merita nemmeno due colonne su un giornale o una musica o parole un po' rimate,

    che non merita nemmeno l' attenzione della gente, quante cose più importanti hanno da fare,

    se tu te la sei voluta, a loro non importa niente,

    te l' avevan detto che finivi male...



    Ma se tuo padre sapesse qual' è stata la tua colpa rimarrebbe sopraffatto dal dolore,

    uno che poteva dire "guardo tutti a testa alta", immaginasse appena il disonore,

    lui che quando tu sei nata mise via quella bottiglia per aprirla il giorno del tuo matrimonio,

    ti sognava laureata, era fiero di sua figlia,

    se solo immaginasse la vergogna,

    se solo immaginasse la vergogna,

    se solo immaginasse la vergogna...



    E pensare a quel che ha fatto per la tua educazione, buone scuole e poca e giusta compagnia,

    allevata nei valori di famiglia e religione, di ubbidienza, castit? e di cortesia,

    dimmi allora quel che hai fatto chi te l' ha mai messo in testa o dimmi dove e quando l'hai imparato

    che non hai mai visto in casa una cosa men che onesta

    e di certe cose non si è mai parlato

    e di certe cose non si è mai parlato

    e di certe cose non si è mai parlato...



    E tua madre, che da madre qualche cosa l' ha intuita e sa leggere da madre ogni tuo sguardo:

    devi chiederle perdono, dire che ti sei pentita, che hai capito, che disprezzi quel tuo sbaglio.

    Per? come farai a dirle che nessuno ti ha costretta o dirle che provavi anche piacere,

    questo non potr? capirlo, perchè lei, da donna onesta,

    l' ha fatto quasi sempre per dovere,

    l' ha fatto quasi sempre per dovere,

    l' ha fatto quasi sempre per dovere...



    E di lui non dire male, sei anche stata fortunata: in questi casi, sai, lo fanno in molti.

    S?, lo so, quando lo hai detto, come si usa, ti ha lasciata, ma ti ha trovato l' indirizzo e i soldi,

    poi ha ragione, non potevi dimostrare che era suo e poi non sei neanche minorenne

    ed allora questo sbaglio è stato proprio tutto tuo:

    noi non siamo perseguibili per legge,

    noi non siamo perseguibili per legge,

    noi non siamo perseguibili per legge...



    E così ti sei trovata come a un tavolo di marmo desiderando quasi di morire,

    presa come un animale macellato stavi urlando, ma quasi l' urlo non sapeva uscire

    e così ti sei trovata fra paure e fra rimorsi davvero sola fra le mani altrui,

    che pensavi nel sentire nella carne tua quei morsi

    di tuo padre, di tua madre e anche di lui,

    di tuo padre, di tua madre e anche di lui,

    di tuo padre, di tua madre e anche di lui?



    Ma che piccola storia ignobile sei venuta a raccontarmi, non vedo proprio cosa posso fare.

    Dirti qualche frase usata per provare a consolarti o dirti: "? fatta ormai, non ci pensare".

    E' una cosa che non serve a una canzone di successo, non vale due colonne su un giornale,

    se tu te la sei voluta cosa vuoi mai farci adesso

    e i politici han ben altro a cui pensare

    e i politici han ben altro a cui pensare

    e i politici han ben altro a cui pensare...</font>




    Claudio



  17. #76
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    Non la conoscevo. Molto profonda. E' vero cio' che dici Claudio. Nel mio piccolo ho vissuto drammi di alcune mie amiche. Hanno dovuto farlo, e vivono ancora con il rimorso di averlo fatto. Comprensione e non condanna. Ecco mi sento di dire questo.



  18. #77
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    La canzone e' una risposta al fatto che la gente solitamente si
    immedesima sempre nel bambino che non nascera' , e mai alla madre che
    deve abortire, e mai si ferma a riflettere sulla tragedia che c'e'
    dietro, sulle difficolta' di una ragazza che si trova a dover gestire
    spesso una cosa piu' grande di lei, e come dici tu ne portano il segno
    per tutta la vita.



    Spesso i responsabili maggiori per me sono proprio i genitori delle
    ragazze, che per il loro orgoglio personale non pensano al futuro delle
    loro ragazze e che neanche si pongono il problema del sesso, lasciando
    le figlie ad apprendere la sessualita' in maniera istintiva. Io credo
    che molti aborti potrebbero essere evitati con famiglie piu'
    comprensive e con genitori pronti ad accogliere gli "sbagli" delle
    figlie con amore e comprensione, invece di fare un dramma dell' "onore".






    Claudio



  19. #78
    Senior Member L'avatar di April
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    E' vero...spesso non si sanno i retroscena che spinge una donna ad abortire.

    Molte volte è una scelta obbligata, magari il feto ha delle gravissime malformazioni...altre volte è una scelta morale.

    Ma troppe volte è semplicemente una scela di comodo che si fa a cuor leggero...e credetemi, è vero.

    Avete visto la foto di un feto di 12 settimane (tempo dove l'aborto è concesso dalla legge)?

    Non è una cosa, è un bambino con tanto di manine e piedini provvisti di minuscole dita.

    Ha già un viso, senza dubbio, umano e tutti gli organi in formazione,
    il cuore che batte (b?..il cuore pulsa da molto prima della 12^
    settimana).

    Io posso comprendere una mamma che fa una scelta di questo genere.

    Ma non riesco a giustificarla.

    Una donna ha il dono di dare la vita...ma non è l'essere umano che ha il diritto di negarla.

    Ormai, non ci si pu? trincerare dietro al fatto dell'ignoranza...la
    maggior parte delle ragazzine, già a 12 anni sa cosa sono i
    contraccettivi.

    Per me l'aborto è un omicidio.

    E non riesco assolutamente a cambiare idea.




    -vola in alto solo chi osa farlo-
    -per arrivare all\'alba non c\'è altra via che la notte-



  20. #79
    Senior Member L'avatar di ilpazzo5
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    COME UN FIORE TAGLIATO SUL NASCERE CHE NON HA VISTO IL PRIMO SOLE, NE LA RUGIADA DEL MATTINO , NE IL FUOCO DELL' AMORE!


    TI SARESTI CHIAMATO FRANCESCO , O FORSE O FORSE GIOVANNA!


    AVRESTI AVUTO MOLTI AMICI, SARAN PIU' POVERI SENZA DITE.


    PICCOLA VITA SPRECATA E MAI VOLUTA, NESSUNO VEDRA' I TUOI OCCHI E IL TUO SORRISO !


    NON POTRAI MAI VEDERE IL COLORE IL COLORE DEL MARE , NE SENTIRE TRALE MANI LE MANI DI ALTRI BAMBINI !


    NE INCONTRARE ALTRI CUORI CHIAMATI CHIAMATI A VOLARE COME TE NELL'AZZURRO DEL TEMPO PERCHE'.......


    TI HAN TAGLIATO LE ALI TI HAN TAGLIATO LE ALI


    TI HAN TAGLIATO LEALI! "


    E' SOLO IL TESTO DI UNA MIA CANZONE MA CREDO CHE RENDA BENE IL MESSAGGIO


    UN BACIONE A TUTTI!



  21. #80
    Senior Member L'avatar di April
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    Pietro...sei un grande uomo, in tutti i sensi!


    -vola in alto solo chi osa farlo-
    -per arrivare all\'alba non c\'è altra via che la notte-



  22.      

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