Cookie Policy Privacy Policy Ma la Cina è un problema?... Per chi...?



Risultati da 1 a 15 di 15
  1. #1
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    Quando si mettono il libero scambio e la concorrenza al di sopra di ogni altra cosa, elevando il mercato a divinit? suprema che regola e gestisce tutte le umane relazioni, si rischia poi che questa perversa spirale che abbiamo messo in moto ci si ritorca contro, proprio come in quei film di fantascienza dove le macchine si ribellano agli uomini superbi e ambiziosi che le hanno costruite. Per quanto riguarda la nostra grassa e opulenta società occidentale, culla dell'edonismo più irriverente, del consumismo più sfrenato, del lavoro ridotto a merce, dove l'unico credo è ormai il profitto, questa sacrosanta legge del contrappasso ha un nome e si chiama Cina.
    Da quando la locomotiva europea si è fermata, cioè da quel fatidico 1989 che doveva cambiare il mondo in meglio e che invece ha segnato l'inarrestabile declino del Continente (e ancor più dopo l'autoattentato dell'11/9), un nuovo spauracchio si aggira per l'Unione: il colosso commercial-demografico cinese è diventato la foglia di fico per continuare a negare il fallimento del nostro sistema economico e nascondere sotto il tappeto tutte le pecche e gli ormai vistosissimi limiti del modello capitalista ultraliberale. Certo il problema della feroce concorrenza delle merci provenienti dall'estremo oriente esiste ma non è certo il male più grande che affligge la nostra economia, la sindrome cinese è stata creata, alimentata e pompata ad arte per tappare le falle della nostra incapacit? (e assoluta mancanza di volont?) a trovare un'alternativa al liberismo senza regole; e comunque, se anche la Cina fosse il mostro famelico che ci vogliono far credere, non siamo certo noi capitalisti occidentali in condizione di potercene lamentare visto che la Cina non fa altro che applicare, moltiplicati all'ennesima potenza (e non potrebbe essere altrimenti per un Paese di 1.300.000.000 anime) gli stessi principi della libera e illimitata concorrenza che noi stessi abbiamo approvato e stabilito come universalmente validi per tutti i popoli di questo pianeta che vediamo solo come un unico grande mercato da spremere: la Cina, questo mostro, lo abbiamo creato noi ! Solo che adesso non ci sta più bene, perchè quando qualcuno usando i nostri stessi sistemi riesce a fare meglio di noi, a fotterci usando le nostre stesse armi, non lo vogliamo proprio accettare.


    In questo le demo-plutocrazie occidentali somigliano molto a quei bambini che quando il gioco in cui una volta primeggiavano non volge più a loro favore dicono che l'avversario imbroglia e iniziano a gridare: "non gioco più!". Per? finch? eravamo noi a dettare legge ci stava bene: allora il sistema capitalista va bene fino a quando siamo noi a guadagnarci, quando invece sono gli "altri" a trarne vantaggio, ecco che tiriamo in ballo la concorrenza sleale, i metodi commerciali scorretti e iniziamo a invocare i dazi, le sanzioni, il protezionismo? ma queste misure, alle quali in linea di massima non sono mai stato contrario, non mi stanno bene se auspicate dai Bush, dai Berlusconi, dai Fini, dagli euroburocrati di Bruxelles: da tutta quella cricca che ha fatto della concorrenza senza freni un'ideologia, un dogma, una religione, questo non lo accetto!


    Non pu? appellarsi alla lealtà chi ha abolito ogni regola in nome del profitto ad ogni costo. Se la Nike paga un dollaro al giorno dei bambini filippini per fabbricare un paio di scarpe che vengono vendute da noi a 250 euro, tutto bene; se i cinesi pagano due dollari i loro operai per fabbricare mutande che poi ci rivendono a 60 centesimi, sono sleali?Se la Zoppas chiude uno stabilimento nel Nord Italia per aprirne un altro in Romania al fine di risparmiare sulla mano d'opera nessuno si scandalizza e comunque la lavatrice la paghiamo quanto e più di quando veniva assemblata in Italia; se i cinesi mettono in commercio un modello di lavatrice "made in China" a un prezzo quattro volte inferiore invece è immorale perchè sfruttano i lavoratori?E come si chiama la delocalizzazione e l'utilizzo di manodopera indigena, spesso minorile e sottopagata, portata avanti sistematicamente dalle multinazionali occidentali se non sfruttamento; sfruttamento che è tanto più grave in quanto implica licenziamenti di massa nei paesi dove gli stabilimenti erano originariamente ubicati e dal fatto che tutto ciò è messo in atto per pura ingordigia in quanto la merce così prodotta, dovrebbe avere prezzi più competitivi come accade per i manufatti cinesi, invece questo non avviene a dimostrazione che questi signori che invocano l'onestà in un settore che è disonesto per definizione vogliono soltanto trarre il massimo dell'utile con il minimo dei costi: questo direbbero tali signori se avessero un minimo di pudore ma è molto più facile accusare la Cina piuttosto che dire: "siamo dei ladroni patentati" ,"siamo degli strozzini" oppure "la nostra politica economica non vale una sega". Il fatto è che alla nostra classe dirigente, ai gestori di questo sistema basato sull'usura e sullo schiavismo serve un alibi per non far capire alla gente che la stanno prendendo per il mulo!mulo? da sempre e allora ecco che tirano fuori l'isteria anticinese.


    In realt? poi non si sono inventati niente di nuovo: hanno solo mutuato dall'America il vecchio trucchetto del "pericolo giallo" : gli americani da più di un secolo tirano in ballo la minaccia commerciale cinese per giustificare misure protezionistiche che altrimenti non potrebbero trovare alcuna giustificazione nella patria della "Libert? di fare i soldi". Basta guardare la notevole filmografia statunitense per trovare di continuo lo stereotipo del cinese mercante astuto e delle merci scadenti prodotte in Cina e vendute negli USA per quattro soldi e questo da molto prima del nuovo corso del colosso asiatico. Ricordo che in una puntata di Rintintin (quindi parliamo di un telefilm degli anni sessanta, forse settanta?) facevano vedere un cinese (coi baffetti e il codino) che vendeva copie di orologi svizzeri per pochi centesimi fra il disprezzo generale delle anime pie in giubba bl?. La Cina non rispetta i diritti umani, la Cina non protegge i lavoratori, in Cina non ci sono i sindacati, in Cina c'è la pena di morte, la Cina è un Paese pericoloso, armato ed aggressivo che potrebbe ricattare economicamente e militarmente tutto il mondo: ecco i concetti più usati dai media occidentali, peccato per? che gli stessi concetti potrebbero essere tutti quanti rivolti anche contro gli Stati uniti d'America. "Ma la Cina è un Paese comunista, una dittatura!" obietter? qualcuno: a parte il fatto che un Paese comunista non debba per forza essere una dittatura (nel senso spregiativo che noi diamo a questa parola), siamo tanto sicuri che gli USA non siano una dittatura? Una dittatura dell'imprenditoria dove da due secoli un'?lite ristrettissima di ricconi tiene la maggioranza della popolazione in uno stato di segregazione economica, sociale e razziale??
    La crociata dei nostri media e delle nostre istituzioni nei confronti della Cina non ha nulla a che vedere con la preoccupazione per i nostri lavoratori tessili e manifatturieri, ma ha che fare invece con quella di perdere mercati proficui e accrescere la forza economica cinese: lo scopo chiarissimo di questa campagna è di aizzare la classe operaia contro la Cina sulla base dell'allarmismo legato alla perdita di posti di lavoro. Se davvero i governi e gli imprenditori occidentali avessero interesse alla sorte dei lavoratori disoccupati, questi potrebbero continuare a pagare il personale messo a riposo e nel frattempo riqualificare e collocare i lavoratori in un'occupazione decentemente retribuita. I metodi per proteggere le economie nazionali e i il Popolo che produce dalla concorrenza cinese ci sarebbero pure ma questo implicherebbe un ripensamento del metodo liberista e, soprattutto la rinuncia al capitalismo totale che oggi finisce inevitabilmente per favorire la Cina. <?:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-comfficeffice" />


    Occorrerebbe buttare nel cesso tutte le pretestuose teorie sul libero mercato (che sono state sconfitte dai fatti e dalla Storia) e ripensare a una nuova forma di Società in senso sociale, umanistico e comunitario, una società dove le esigenze del mercato siano subordinate e compatibili a quelle della collettivit?, dove il denaro sia un mezzo e non un fine, nell'interesse comune cinese e occidentale, perchè così ci stiamo cacciando in un vicolo cieco. La classe operaia dovrebbe iniziare a capire che gli stanno raccontando un sacco di balle, che il nemico non sono i "musi gialli" di Pechino ma il capitalismo disumano che sfrutta i lavoratori e poi se ne sbarazza in Europa, come in Cina, come in tutto il mondo.



    La Cina è un falso problema: il problema è la nostra classe politica e il nostro sistema economico ed è ora di trarne le dovute conseguenze.



    Vogliamo discuterne...o no...?





    Edited by: BASTIANO-B.d.S.


  2.      


  3. #2
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    LA QUESTIONE cinese è un problema che ha smascherato il vero volto del capitalismo occidentale che è quello di essere ingordo e rapace.Nell'era della globalizzazione si vogliono abbattere tutte le barriere protezionistiche perchè le merci circolino liberamentE.MA è EVIDENTE,che questo vale solo per i prodotti dell'occidente che solo a parole proclama il libero mercato.Ma di fatto non lo vuole o lo vuole unicamente per invadere il pianeta dei suoi prodotti. LE BARRIERE AD ESEMPIO ERETTE AL FINE DI OSTACOLARE IL COMMERCIO CON L'AFRICA,STRANGOLANDO ED AFFAMANDO QUEI PAESI,SONO UNA TRISTE CONFERMA DI CIO'.? CONNATURATO AI CAPITALISTI OCCIDENTALI,NON IL LIBERO MERCATO O CO CONCORRENZA,BENSI' IL CONTROLLO DEL MERCATO.ch? è COSA COMPLETAMENTE DIVERSA DAI PRINCIPI AFFERMATI DA A .SMITH NELLA SUA OPERA FONDAMENTALE(SULLA CAUSA DELLA RICCHEZZA DELLE NAZIONI)CHE ARBITRARIAMENTE VIENE PRESA A MODELLO DAI LIBERISTI NOSTRANI.cio' premesso,la cina come l'india,mascherano quelli che sono i nostri reali problemi in economia:l'incapacit? di innovare nella produzione e di investire sul capitale umano.ormai il capitalismo occidentale è in netto declino e credo piu' in generale ,la cultura occidentale ,sia al crepuscolo.



  4. #3
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    Complimenti ad entrambi bastiano e Hans



    Ogni tanto qualcosa di serio


    \"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo\" (Ernesto Guevara)Che
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  5. #4
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    Carissimohansjonas... a chiosa di quanto detto sopra... e, volendomi calare nei fatti di casa nostra, a mio modestissimo parere penso che il cosidetto "mercato "non ha sempre ragione.



    ? dovere dello Stato correggere la lotteria genetica.
    Oggi tutti accettano le regole del mercato per produrre ricchezza ed il diritto individuale ad avanzare nella scala sociale e ad arricchirsi, materialmente e spiritualmente secondo i propri meriti.



    Mentre la destra iperliberista ritiene che questo diritto deve valere di fatto per pochi eletti quasi sempre favoriti dalla nascita, per la sinistra liberal-sociale il diritto ad avanzare ed anche ad arricchirsi secondo i propri meriti deve valere per il maggior numero possibile di cittadini.


    Se la destra propone l'abolizione della tassa di successione anche per i grandi patrimoni, la sinistra deve battersi per la realizzazione dell'art.3 della Costituzione "?? compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che? impediscono il pieno sviluppo della persona e l'effettiva partecipazione?". Si tratta di un articolo sempre più calpestato dai provvedimenti di questo governo che tende, di fatto, a rendere "mercatabili" anche beni non mercatabili come istruzione, salute, pensioni e sicurezza.


    Per la sinistra liberal-sociale il diritto all'avanzamento sociale ed anche all'arricchimento non deve valere per i pochi favoriti dalla lotteria genetica, ma deve valere di fatto per tutti.
    C'? un solo modo per correggere i danni della lotteria genetica, fare dell'istruzione un diritto effettivo di tutti, così come della salute e della sicurezza.




    Occorre perciò rifiutare il modello "americano" dove istruzione e sanit? sono dominate dal libero mercato ed anche la sicurezza è sempre più privilegio di censo, se è vero come è vero che i poliziotti privati superano in numero quelli pubblici, locali statali e confederali.


    Buona giornata a Te.





  6. #5
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    non c'è che dire,la tua analisi è pienamente condivisibile e puntuale.CHI TI SCRIVE ,VIVE SULLA PROPRIA PELLE I GUASTI IRRIMEDIABILI CHE LE POLITICHE LIBERISTICHE STANNO DETERMINANDO NEL SETTORE PUBBLICO.DOVREMMO CHIEDERCI,SE QUESTA COLONIZZAZIONE DA PARTE DEI PRIVATI DELLA SCUOLA,SANITA,PREVIDENZA ECC(A VOLER TACERE DELL'INFORMAZIONE)HA RESO I SERVIZI PIU' EFFICIENTI OVVERO,COME TU HAI DETTO,FRUIBILI SOLO DA ALCUNI IN BASE AL CENSO.LE MIE REMINISCENZE DI FINANZA PUBBLICA TRACCIAVANO UNA NETTA DISTINZIONE TRA SERVIZI PUBBLICI INDIVISIBILI E DIVISIBILI.NON VOGLIO ESSERE PEDANTE,MA CREDO CHE QUESTA LINEA DI DEMARCAZIONE STIA VENENDO MENO.SI IDOLATRA IL MERCATO,IL PROFITTO,SI ESALTANO LE CAPACIT? INDIVIDUALI DI CHI VINCE PIGLIA TUTTO,SI STA SMANTELLANDO LO STATO SOCIALE,I DEBOLI SEMPRE PIU' LETAME SOCIALE(DAI DISABILI AGLI IMMIGRATI,DAI LAVORATORI AGLI INOCUPPATI PROGRESSIVAMENTE NOTO UNA COSTANTE EROSIONE DEI LORO DIRITTI).si parla oggi,di società flessibile,lavoro flessibile decantandone le opportunit? per tutti.IN REALT? IO NOTO PIU' RABBIA,DISPERAZIONE DOLORE.sembra che stiano costruendo una società a misura di pochissimi ricchi che hanno pigliato tutto.e il popolo ?per dirla con trilussa,se gratta.



  7. #6
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    una chiosa me la concedo anche io.a.smith, non ha mai sostenuto che i mercati debbano essere lasciati completamente liberi attraverso le leve fondamentali della domanda e dell'offerta.la teoria della mano invisibile per cui l'egoismo di tutti produce il benessere dell'intera società andrebbe letta nel suo significato completo e non parziale,come fanno i liberisti di casa nostra.infatti,sempre smith,sostiene che è necessario vigilare affinche non si costituiscano posizioni di privilegio poich? cio' mette in discussione il raggiungimento dell'armonia sociale.(non per niente smith vedeva con grande sfavore le società per azioni che considerava pesci grossi in grado di divorare i pesci piccoli).ora chiediamoci se il capitalismo mondiale si trovi o meno in questa posizione



  8. #7
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    La Cina è un enorme problema... Non certo per meche compro tutto a due soldi e che mi evito da sempredi farmi "rapinare" dai negozi.


    Quelli del "made in Italy" si stanno cagando addosso per?mica l'abbassano il prezzo della merce! Comunque affari loro; vorr? dire che pagheranno tutta l'arroganza del loro denaro. Edited by: KorVeleno



  9. #8
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    UN MILIARDO E DUECENTO MILIONI DI PERSONE NON POSSONO NON ESSERE UN PROBLEMA.SE I CINESI ANDASSERO COGLI ANNI TUTTI IN AUTOMOBILE INSIEME AGLI INDIANI CHE MAI SUCCEDEREBBE?PROPORZIONALMENTE TRA CINESI E INDIANI HANNO POSSIBILI GENI SCENTIFICI IN FUTURO IN NUMERO MOLTO SUPERIORE AL RESTO DEL MONDO.IL NUMERO CONTA MOLTISSIMO.



  10. #9
    Senior Member L'avatar di Mr. Bean
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    bhe, bouquet.... stando alle profezie di Nostradamus e a quelle di Malachia (che all'epoca di Nostradamus non erano ancora state ritrovate) abbiamo un Papa, dopo questo. Quindi Roma cadr?. Non si capisce se per Roma si intenda il potere religioso o quello politico dell'Europa dell'epoca di Nostradamus, per? ho il presentimento che, la Cina avr? un ruolo importante in tutta la vicenda. Francamente non sono preoccupato perchè quella della Cina sarebbe una naturale reazione al fatto che le fabbriche italiane ed europee sono andate l? a far fabbricare di tutto. Fabbrica oggi, domani e dopodomani.... mica son scemi sti cinesi, no?
    Fabrizio
    Quando si sta vivendo, si muore!



  11. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da bouquet
    UN MILIARDO E DUECENTO MILIONI DI PERSONE NON POSSONO
    NON ESSERE UN PROBLEMA.SE I CINESI ANDASSERO COGLI ANNI TUTTI IN
    AUTOMOBILE INSIEME AGLI INDIANI CHE MAI SUCCEDEREBBE?PROPORZIONALMENTE
    TRA CINESI E INDIANI HANNO POSSIBILI GENI SCENTIFICI IN FUTURO IN
    NUMERO MOLTO SUPERIORE AL RESTO DEL MONDO.IL NUMERO CONTA
    MOLTISSIMO.


    Non ho capito dovremmo vietare ai Cinesi e Indiani di farsi la macchina?

    Anche ieri erano un miliardo e duecento milioni, e non mi pare che ce ne siamo preoccupati molto

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  12. #11
    valter2003
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    La competizione industriale implica il rispetto delle regole e quand'anche la Cina voglia proporsi nel mercato deve rispettarle.
    Attualmente il mercato Occidentale è soccombente rispetto a quello Cinese per il semplice fatto che noi immettiamo prodotti creati con regole di rispetto verso i lavoratori, i cinesi promuovono prodotti a basso costo in "virt?" dello sfruttamento dei lavoratori.
    Immaginiamo cosapotrebbe accaderese anche noi Italiani lavorassimo 18 ore al giorno magari con l'aiuto di minorenni. Queste regole vanno rispettate anche dalla Cina e se non si adegua ritengo sia giusto imporre dei dazi altissimi a quei prodotti provenienti dalla Cina. Ma cosa succeder? quando i lavoratori cinesi si accorgeranno che loro lavorano il doppio di noi...?
    Incominceranno a fare casino con la CGIL?



  13. #12
    Senior Member L'avatar di Mr. Bean
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    Citazione Originariamente Scritto da valter2005
    La competizione industriale implica il rispetto delle regole e quand'anche la Cina voglia proporsi nel mercato deve rispettarle.
    Attualmente il mercato Occidentale è soccombente rispetto a quello Cinese per il semplice fatto che noi immettiamo prodotti creati con regole di rispetto verso i lavoratori, i cinesi promuovono prodotti a basso costo in "virt?" dello sfruttamento dei lavoratori.
    Immaginiamo cosapotrebbe accaderese anche noi Italiani lavorassimo 18 ore al giorno magari con l'aiuto di minorenni. Queste regole vanno rispettate anche dalla Cina e se non si adegua ritengo sia giusto imporre dei dazi altissimi a quei prodotti provenienti dalla Cina. Ma cosa succeder? quando i lavoratori cinesi si accorgeranno che loro lavorano il doppio di noi...?
    Incominceranno a fare casino con la CGIL?

    Chiaro, il rispetto delle regole è importante, anche se le regole le detta il più forte, normalmente. Rispetto alla tutela dei lavoratori, allora come spieghi che diverse aziende occidentali si sono rivolte o si rivolgono ancoraalla Cina per far fabbricare i loro prodotti? LA stessa Porsche, per risparmiare utilizza il lavoro cinese. Che garanzie abbiamo che in questi casi NON SI SIA MAI sfruttato il lavoro minorile?
    Fabrizio
    Quando si sta vivendo, si muore!



  14. #13
    valter2003
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    Il mercato le regole se le costruisce da solo è una cosa naturale e non credo che la Cina sia un grosso problema, ci vuole del tempo e poi tutto si sistema, i cinesi lavoreranno di meno ed i loro prodotti costeranno di più.
    Se così non fosse, incominciamo a pensare che dobbiamo adeguarci noi a loro, quindi niente ferie, 18 ore al giorno di lavoro e scioperi neanche a parlarne.



  15. #14
    valter2003
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    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Bean


    Citazione Originariamente Scritto da valter2005
    La competizione industriale implica il rispetto delle regole e quand'anche la Cina voglia proporsi nel mercato deve rispettarle.
    Attualmente il mercato Occidentale è soccombente rispetto a quello Cinese per il semplice fatto che noi immettiamo prodotti creati con regole di rispetto verso i lavoratori, i cinesi promuovono prodotti a basso costo in "virt?" dello sfruttamento dei lavoratori.
    Immaginiamo cosapotrebbe accaderese anche noi Italiani lavorassimo 18 ore al giorno magari con l'aiuto di minorenni. Queste regole vanno rispettate anche dalla Cina e se non si adegua ritengo sia giusto imporre dei dazi altissimi a quei prodotti provenienti dalla Cina. Ma cosa succeder? quando i lavoratori cinesi si accorgeranno che loro lavorano il doppio di noi...?
    Incominceranno a fare casino con la CGIL?

    Chiaro, il rispetto delle regole è importante, anche se le regole le detta il più forte, normalmente. Rispetto alla tutela dei lavoratori, allora come spieghi che diverse aziende occidentali si sono rivolte o si rivolgono ancoraalla Cina per far fabbricare i loro prodotti? LA stessa Porsche, per risparmiare utilizza il lavoro cinese. Che garanzie abbiamo che in questi casi NON SI SIA MAI sfruttato il lavoro minorile?
    Certo mr Bean, il rischio che corriamo è proprio questo, ho l'impressione che i nostri industriali guardino a questa possibilit?, in poche parole quello che non possono fare in Occidente, perchè ci sono delle regole, lo vanno a fare in Cina sfruttando quei lavoratori malpagati e sfruttati. Non è una bella prospettiva, dovremmoevitare tutti di acquistare quei prodotti.



  16. #15
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    La liberalizzazione del mercato è invenzione dell'occidente che hanno
    fatto come gli pare in tutti questi anni trasferendo le fabbriche nei
    paesi sottosviluppati per fruttare appunto le condizioni vantaggiose
    offerte loro, tanto per rinfrescare la memoria, i bambini che facevano
    i palloni per i campionati di calcio, gli alti profitti di questo
    sfruttamento è servito solo a gonfiare le tasche degli imprenditori,
    perchè i prezzi dei prodotti rimanevano invariati come se fossero
    prodotti in occidente.

    Ora guarda guarda ci preoccupiamo della salute degli operai Cinesi,
    mentre noi buttiamo nelle discariche quelli che muoiono per lavoro nero.



    Vab? che noi ciavemo er papa che c'assorve da tutti i peccati, ma
    fateve puro insegna che'? la vergogna perchè voi nu la conoscete


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