Cookie Policy Privacy Policy Bambini "diversi"? No, bambini.... - Pagina 2



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  1. #21
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    Ragazzi...mi intristite...

    Forse mia madre e' riuscita a tenermi lontana da certe cose, ma non mi sono accorto mai di cose del genere...



    Paguro,



    E' una teoria un po' amara, ma fortunatamente non sempre e' cosi'. Se
    capita, capita come nelle normali vicissitudini della vita, una volta
    terminati gli studi si possono prendere strade diverse, si va
    all'universita' e si conosce altra gente, si frequentano gruppi
    diversi, mogli/mariti, fidanzati/e , ma questo succede ai disabili come
    ai "normodotati".










    Claudio


  2.      


  3. #22
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    Non a tutti, Claudio....e non così facilmente.
    Molto, purtroppo, dipende dal tipo di disabilit?: quando si parla di
    una disabilit? mentale, in particolare, tutto è molto più difficile.
    Per? prendo spunto da una frase che dice spesso mammamarina: "se
    mia figlia non pu? andare verso il mondo sar? io che porter? il
    mondo da lei".
    Questo è il maggior lavoro che noi genitori dovremmo iniziare a fare
    fin dai primissimi tempi. E non è possibile delegare questo lavoro
    alla scuola o ai servizi sociali, possiamo chiedere la loro
    collaborazione, certamente, ma il "grosso" spetta a noi.
    La prima cosa che bisogna fare è quella di guardarci intorno: sia che
    ci troviamo in una grande citt? che in un piccolo paesino di provincia
    cominciamo a "studiare" i nostri vicini, i loro usi e costumi, i luoghi
    in cui si ritrovano, i momenti in cui si divertono e....intrufoliamoci
    con il nostro bambino
    No, non la faccio troppo facile, lo sò sulla mia pelle quant'? difficile,
    quanto ti feriscono gli sguardi, i commenti sussurrati, le
    indelicatezze, i "poverino" ed anche, peggio, i "ma questi stanno
    sempre in mezzo?".
    Diciamo che ?....una specie di prova del fuoco, superata la quale si
    acquista una grinta invidiabile e poi....alla fine, per quelle persone
    diventer? la normalit? vedervi e vedere il vostro bambino. Quando
    cominceranno a chiede che fine avete fatto se non vi si vede in giro
    per qualche giorno...anzi, quando cominceranno a venirvi a
    citofonare per chiedere di voi e del vostro bambino....bhe, il primo
    obbiettivo è raggiunto: siete di fatto parte di una comunit?.
    Al secondo passo ci st? ancora lavorando, cioè quello di creare dei
    legami amicali tra coetanei di Simo...diciamo che non sono stata
    molto fortunata, fin'ora, con chi dovrebbe supportrarmi in
    quest'impresa (parlo della scuola), ma molti errori li ho commessi
    anche io, cercando una scuola fuori dal quartiere in cui
    viviamo...pessima idea, ve lo assicuro, tutto quello che riguarda
    vostro figlio dev'essere il più possibile introno alla vostra abitazione.
    Non per una questione di comodit?, ma proprio per avere moltissime
    occasioni integrative.
    Quello che st? facendo con Simo è "puntare" un paio di ragazzini
    della sua età e....bhe, farglielo trovare "casualmente" sempre sulla
    loro strada... Lo sò...non è molto leale per quei bambini, ma non
    mi è venuto in mente nulla di meglio, e di meno invasivo.....
    Per ora sembra che questa tecnica st? funzionando...ma siamo
    proprio solo all'inizio....staremo a vedere



  4. #23
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    Poveri bimbi,investiti da due panzerotti!!!


    Chiar? sei na forza!!!
    State calmi se potete...
    Salvo

    Redazione rendiamo accessibile il sito.Grazie!



  5. #24
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    Beh...per me Chiara forse era diverso, anzi sicuramente era diverso.
    Erano altri tempi in cui i bambini andavano in giro da soli gia' a 10
    anni. Si usciva il pomeriggio presto e poi quando era ora si tornava a
    casa da soli.

    Non so perche' non ho mai avuto problemi di amicizie, perche'
    riuscivo a non far pesare le mie limitazioni agli altri. Forse perche'
    riuscivo sempre a ritagliarmi il mio ruolo. Nelle partitine di pallone
    facevo l'arbitro, quando facevano le corse intorno al palazzo prendevo
    i tempi e scrivevo i record su un quaderno Poi si giocava a giornaletti o a figurine e da seduti eravamo tutti uguali...

    E poi avevo l'animo dell'organizzatore, ero sempre il primo a scendere
    e quando arrivavano gli altri iniziavo a organizzare il pomeriggio,
    forse li sgravavo di un compito ed erano contenti di avere qualcuno che
    ci pensasse, forse avevo creato una "dipendenza", non avevano
    l'abitudine ad organizzare e quando non c'ero venivano a chiamarmi.



    L'unico momento di "crisi" e' stato quando fui operato alla scoliosi a
    15 anni, dovetti stare in casa per un paio d'anni e gli amici si
    diradarono. Solo tre o quattro venivano regolarmente a trovarmi, che
    poi sono amici che ho mantenuto fino ad ora.



    Pero' in effetti ci sono molti piu' pregiudizi verso le disabilit?
    mentali, soprattutto da parte dei genitori, la gente crede quasi che a
    frequentare un disabile mentale si diventi disabili, sai quel brutto
    proverbio "va con chi e' meglio di te..."




    Claudio



  6. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da buasaard
    , forse avevo creato una "dipendenza",.......
    No, Claudio: avevi creato un abitudine.
    Quando ci si abitua a qualcuno diventa parte del nostro modo, e non
    ci sono resistenze o preconcetti che tengano!



  7. #26
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    Giusto! Sono sempre il solito presuntuoso...addirittura dipendenti e' troppo... Ti immagini..."annamose a fa' na dose de Claudio che sto a rota......"
    Claudio



  8. #27
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    Ciao a tutti,


    Io e mia figlia siamo sempre in giro e ormai facciamo parte delle abitudini del paese ,abbiamo tantissimi amici, persone carissime ma dai 50 anni in su ,praticamente miei coetanei e non certo di mia figlia.


    Ringraziando Dioesiste il centro diurno splendido dove con gli educatori econ i ragazzi che lo frequentanoesiste una profonda amicizia.Pero' sente la mancanza degli amici della scuola ,specialmente quella del liceo .


    Qualche colpa penso di averla anch'io come genitore con le mie paure e ansie di non avere trovato i modi perche' l'amicizia che c'era non e' poi durata nel tempo.


    E' una teoria un po' amara ,Claudio,pero' e' la relta' di molti.


    un forte abbraccio a tutti


    marco








  9. #28
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    Le ripropongo va:



    <I style="mso-bidi-font-style: normal">MADRE[/I]<?:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-comfficeffice" />

    Ascoltalo crescere,
    dentro di te,
    senti il respiro.
    Cullalo piano,
    ed il suo pianto,
    si quieter?.
    Nutrilo di te,
    dagli il tuo seno,
    perchè sia forte.
    Parlagli, guardalo,
    ascoltalo, mostragli,
    perchè comprenda.
    Seguilo nei primi passi,
    poi lascia che segua,
    il suo istinto normale.
    Amalo sempre,
    facendo in modo,
    che guardi a te,
    esempio mirabile...


    <H1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><I style="mso-bidi-font-style: normal">MAMMA[/I][/B]</H1>

    Mamma dolce,
    mamma cara,
    ascolta i vagiti,
    del tuo figlio che soffre.
    Cura le sue ferite profonde,
    poi lascialo andare,
    e segui in disparte,
    lascia che soffra,
    se questo gli serve.
    Mamma dolce,
    mamma cara,
    lascia che impari
    da altri maestri,
    che con meno amore,
    ma forse migliori,
    sapranno insegnargli,
    ciò ch?? giusto sapere
    Non lasciare che gli altri,
    imparino da soli,
    e quell?unico no,
    perchè non lo pu? fare.
    Anche lui lo sapr?,
    se gli molli le redini,
    e più forte sar?,
    più grande e migliore.
    E più t?amer?,
    quando avr? capito,
    che lasciarlo andare,
    era il dono più grande,
    del tuo amore di mamma.


    State calmi se potete...
    Salvo

    Redazione rendiamo accessibile il sito.Grazie!



  10. #29
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    Paguro,



    ovvio che non so com'e' la situazione di tua figlia, ma voglio provare
    a dare qualche possibile spiegazione del tutto teorica, quindi ti prego
    di non prenderla sul personale :



    1) molti disabili pensano e temono di venire rifiutati, in tal caso
    esistano a proporsi. Faccio un esempio : se un gruppo di amici sta
    organizzando una uscita al cinema, se il disabile si "intrufola", si
    propone, magari da idee, dice : ok vengo pure io che andiamo a vedere?
    Pero' va fatto "positivamente" con un po' di faccia tosta, non dire
    "posso venire pure io?", ma "vengo pure io" e soprattutto contribuire
    alle idee. Mentre spesso il disabile aspetta l'invito, e dall'altra
    parte magari si ha paura di invitare....



    2) I genitori (ripeto non so se e' il tuo caso), troppo spesso tendono
    ad essere "invadenti" e protettivi soprattutto nei confronti di un
    figlio disabile, e in una comitiva di giovani i genitori non sono
    "graditi". Se uno ha bisogno di essere accompagnato l'ideale sarebbe
    che fosse accompagnato da uno dei giovani, ma si pongono problemi
    organizzativi quali l'auto che deve avere spazio per mettere la
    carrozzina. Oppure accompagnarla e andarsene, se si organizza una gita
    lontano, lasciarla con gli amici e andare da una parte diversa per poi
    rincontrarsi alla partenza.

    Allora bisogna trovare delle soluzioni : magari puo' essere una
    soluzione il dare fiducia ad un amico e affidargli l'auto di famiglia
    che e' accessibile. Insomma qualche rischio bisogna pur prenderlo.



    3) Essere propositivi. Organizzare , darsi da fare, difficilmente gli
    amici del liceo ti dicono di no, e poi dopo subentra l'affetto, la
    stima, la comprensione dei mezzi effettivi, cio' che puo' fare e cio'
    che non puo', e si accorgono che cio' che si puo' fare spesso non era
    nemmeno immaginato.



    Insomma, dobbiamo essere propositivi e non attendere passivamente.

    Insomma perche' non prova tua figlia a organizzare una cena di vecchi
    compagni di scuola? Cerca di rintracciarli, e poi dopo continua a
    proporsi.....

    I miei ex compagni di scuola l'hanno organizzata l'anno scorso, e non
    hanno certo mancato di chiamarmi. Poi mi sono trovato davanti la mia ex
    compagna di banco di cui a 17 anni avevo preso una cotta e gli ho
    chiesto : "ciao , tu chi sei?" non l'avevo nemmeno riconosciuta






    Claudio



  11. #30
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    Ciao, Claudio,


    In effetti la situazione e' un po' delicata ,per mangiare bisogna imboccarla e fare attenzione alle dimensioni dei bocconi e per bere ancora piu' attenzione .


    Pero' porca miseria mi tocca darti ragione credo di essere un genitore descritto al punto 2.


    grazie x i consigli


    saluti da Marco





  12. #31
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    APRIL MI HA COMMOSSO QUEL FATTO CHE è CAPITATO PERCHE' SAI AMCHE A VOLTE SONO STATO ALLONTANATO DA PICCOLO TU HAI UN BEL ESEMPIO BRAVA
    Espedito Petacca
    giullare autopoietico



  13. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da paguro


    Ciao a tutti


    Sono Marco, padre di una figlia di 23 anni da sempre in carrozzina .Non vi preoccupate degli amici di scuola ,finito l'asilo e le scuole si volatilizzeranno non li vedrete piu' ,rimarrete voi genitori e vostro figlio .


    scusate lo sfogo.


    un bacio a tutti





    ben vengano questi sfoghi. ti sono vicino.
    * * * * * * * * robilun

    Mai dire “NO” prima



  14. #33
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    mammamarina: "se
    mia figlia non pu? andare verso il mondo sar? io che porter? il
    mondo da lei".

    * * * * * * * * robilun

    Mai dire “NO” prima



  15.      

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