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emergenza gas

Questa discussione si intitola emergenza gas nella sezione Amici, appartenente alla categoria AMICI & INCONTRI... CHIACCHIERE E DISCUSSIONI; e noi vendiamo l'energia all'estero! da www.repubblica.it Il drastico provvedimento ipotizzato dall'ad Scaroni se la crisi non rientra Il ministro ...

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Vecchio 26-01-06, 02:40   #1
 
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e noi vendiamo l'energia all'estero!


da www.repubblica.it


Il drastico provvedimento ipotizzato dall'ad Scaroni se la crisi non rientra
Il ministro Scajola firma il decreto per provvedere all'emergenza
Gas, a febbraio meno riscaldamenti
L'Eni: "Possibili razionamenti ad aziende"

Berlusconi difende Mosca: "Ci trattano bene nonostante i problemi"
Ds: dal decreto del governo possibile aumento di 30 euro a bolletta

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ROMA - E' stato firmato dal ministro Scajola il decreto che riduce il riscaldamento. Dal primo fino al 28 febbraio i termostati dovranno essere tarati con un grado in meno e i riscaldamenti dovranno essere tenuti accesi un'ora in meno al giorno. Ma i disagi portati dal decreto potrebbero essere solo un anticipo delle difficolt? a cui rischiano di andare incontro le aziende con l'aggravarsi dell'emergenza gas. "C'? la possibilit? di sospendere le forniture alle utenze industriali e, ove possibile, agli elettrici", ha messo in guardia oggi l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni. Il manager si è mostrato comunque ottimista, augurandosi che le misure adottate ieri dal governo "siano sufficienti a risolvere i problemi".

Se l'ondata di freddo dovesse proseguire, ha per? puntualizzato Scaroni, "ci sarebbe la necessit? di ulteriori interventi", anche se al momento "non si presentano rischi per le famiglie che sono in ogni caso tutelate". Prima di arrivare a un razionamento del gas per la produzione elettrica, ha ricordato per? l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, esiste comunque "la possibilit? di fare andare a olio le centrali".

Ad alimentare le preoccupazioni dei due massimi dirigenti del settore energetico italiano sono le notizie che continuano ad arrivare dalla Russia, dove pure oggi si registra un calo delle consegne di gas, anche se la diminuzione risulta sostanzialmente stabile. A fronte di una richiesta costante di 74 milioni di metri cubi, Eni prevede per oggi una riduzione delle consegne dalla Russia per 6 milioni di metri cubi, pari a un calo dell'8,1% con un impatto sui consumi italiani dell'1,4%. Anche ieri la flessione è stata dell'8,1 per cento, con 6 milioni di metri cubi di gas non consegnati.

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"La Russia ci sta trattando molto bene, con una riduzione molto limitata di gas" ha commentato in mattinata Silvio Berlusconi durante la registrazione del programma SkyTg24 pomeriggio. Nonostante i problemi interni, ha proseguito il premier, "ci mandano ugualmente gas, con una riduzione limitata che alla fine sar? del 7-8 per cento, ma questo lo sapremo a marzo. E' un comportamento da veri amici", anche perchè sono alle prese con un "evento eccezionale come i -60?".

Quindi, quanto alle prospettive future, il presidente del Consiglio si è detto convinto che ai russi "convenga di essere nostri fornitori". Il premier ha rivelato di aver votato "sò" per il nucleare, anche se, ha spiegato, "io non propongo la costruzione di nuove centrali nucleari". Infine, il premier ha accusato "i precedenti governanti" italiani che "non hanno mai affrontato il problema dei rifornimenti".

"La situazione ora non presenta rischi" ma "ci siamo trovati con un deficit di energia, senza scorte perchè la sinistra non ha affrontato i problemi dei rifornimenti. Comunque - ha continuato Berlusconi - la situazione non è da non essere tranquilli, bisogna avere la coscienza che c'è un inverno particolarmente rigido".

Ma la scelta del Consiglio dei ministri di dare il via libera all'utilizzo di olio combustibile in alcune centrali del Paese avr? un costo aggiuntivo che ogni famiglia si ritrover? sulla bolletta energetica. E' questa la stima fatta dai Ds, e spiegata oggi dal deputato Erminio Quartiani, membro della commissione Industria della Camera. Quartiani ha precisato che si arriva a questa stima calcolando gli effetti delle misure varate ieri dal governo: in pratica, si spenderanno 28 euro per ogni megawatt prodotto con combustibile a olio e non a gas.

Calcolando che si prevede una produzione di 4.000 megawatt da questo tipo di centrali, la spesa si aggirer? sui 5-600 milioni di euro. In pratica, sar? un aggravio per ogni utente all'incirca di 25-30 euro a bolletta. "Bolletta che andr? a regime dopo le elezioni", ha precisato Quartiani. Vale la pena ricordare, inoltre, che rispetto agli accordi internazionali di Kyoto per la lotta ai cambiamenti climatici, l'Italia si trova già in un regime con un tetto di emissioni di co2 che non pu? essere superato. "Ma che sicuramente - sottolinea l'ex ministro dell'ambiente Edo Ronchi - l'Italia sta per superare".

A un conteggio simile è giunta anche Legambiente. Secondo l'associazione ecologista "questo scherzetto coster? all'Italia almeno mezzo milione di euro in più al giorno" in quanto "il decreto centrali peser? due volte sulle bollette degli italiani. La prima perchè il costo dell'olio combustibile è superiore rispetto a quello del gas. La seconda perchè la Ue prima o poi ci presenter? il conto del surplus (rispetto a quanto fissato con l'adesione al Protocollo di Kyoto) di tonnellate di gas serra emesse in atmosfera, che quotidianamente vale 500mila euro".

(25 gennaio 2006)
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Vecchio 26-01-06, 05:57   #2
 
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Chi ha il riscaldamento autonomo continuer? a riscaldarsi come più gli aggrada.


L'italia acquista l'energia anche dalla Francia che, contrariamente a noi, ha scelto il nucleare.
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Maria Laura

Citazione: Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. (Albert Einstein)
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Vecchio 26-01-06, 06:00   #3
 
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Non e' vero Maria Laura.



Chi ha il riscaldamento autonomo e' soggetto alla stessa legge. Il problema e' nei controlli ovviamente....
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Claudio
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Vecchio 26-01-06, 06:18   #4
 
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Claudio, hai ragione nell'affermare che anche chi ha il riscaldamento autonomo è soggetto per legge alle medesime limitazioni di chi ce l'ha centralizzato ma, di fatto, poich?i controlli sono quasi inesistenti in quanto occorrerebbe una task force di migliaia di dipendendi dediti a ciò e che non esiste, chi ha il riscaldamento autonomo continuer? a riscaldarsi come prima.


Se gli italiani avessero optato per il nucleare il problema riscaldamento non esisterebbe e le bollette sarebbero molto più basse.
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Maria Laura

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Vecchio 26-01-06, 06:38   #5
 
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Non diciamo sciocchezze, l'Italia non e' una nazione che puo' darsi
completamente al nucleare come ha fatto la Francia perche'
contrariamente alla Francia siamo un paese ad alto rischio sismico e
non avremmo potuto disseminare l'Italia di centrali nucleari.



La Francia tra l'altro deve importare in ogni caso gas e petrolio
perche' le centrali nucleari assolvono al 60% del fabbisogno
interno.



Non facciamo una questione ideologica sull'energia, l'energia deve
essere il piu' compatibile possibile con l'ambiente, perche' abbiamo un
solo pianeta, quindi prima di pensare al nucleare, o insieme al
nucleare, dovremmo procedere a installazione di pannelli solari,
centrali eoliche etc...Poi io non sono affatto contrario al nucleare
perche' ritengo che il pericolo per il pianeta siano gli idrocarburi.



P.S.



Io votai contro la chiusura delle centrali....


Edited by: buasaard
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Claudio
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Vecchio 26-01-06, 07:26   #6
 
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Tratto da wikipedia.


La maggior parte dell'energia elettrica prodotta in Italia con fonti rinnovabili deriva dalle fonti rinnovabili cosiddette "classiche". Le centrali idroelettriche (localizzate principalmente nell'arco alpino e in alcune zone appenniniche) producono il 14.3% del fabbisogno energetico; le centrali geotermoelettriche (Toscana) producono l'1.6% della potenza elettrica mentre le "nuove" fonti rinnovabili come l'eolico (con parchi eolici diffusi principalmente in Sardegna e nell'Appennino meridionale), sebbene in crescita, producono ancora circa lo 0.5% della potenza elettrica richiesta. Percentuali ancora minori vengono prodotte con il solare in impianti connessi in rete o isolati (fonte dati "Terna" 2004).


Infine, negli ultimi anni è diventata sempre più importante la quota di energia elettrica generata in centrali termoelettriche o termovalorizzatori dalla combustione di biomasse, rifiuti industriali o urbani. Tale fonte (sicuramente "rinnovabile" anche se non "pulita", e generalmente compresa nel computo generale delle "termoelettriche"), è quella che ha avuto i ratei di crescita più alti negli ultimi anni, passando da una produzione quasi nulla nel 1992, fino a superare di poco la quota geotermoelettrica nel 2004.


In conclusione, considerando tutti i contributi, la quota "rinnovabile" italiana giunge fino al 18.4% della produzione totale e al 17.1% dell'energia elettrica richiesta (fonte dati "GRTN" 2004 [3]).
<DIV =editsection style="FLOAT: right; MARGIN-LEFT: 5px">[modifica]</DIV>


<A id=Importazione name=Importazione></A>
<H3>Importazione</H3>


L'Italia è il primo paese al mondo per importazione di energia elettrica (fonte dati IEA Key World Energy Statistics 2005). L'Italia importa una quantit? di potenza elettrica media che pu? andare da un minimo di meno di 4000 megawatt (fase notturna, mese di agosto) fino ad un massimo di circa 7500 megawatt (fase diurna, mesi invernali), per un totale di circa 40000 GWh all'anno.


L'importazione non è sempre proporzionale alla richiesta, cosicch? il fabbisogno energetico italiano viene sostenuto da corrente prodotta all'estero per un'aliquota che pu? oscillare tra meno del 10% in fase diurna fino a punte massime del 25% durante la notte. Tale importazione avviene da quasi tutti i paesi confinanti, anche se l'aliquota maggiore è quella proveniente dalla Francia e, a seguire, dalla Svizzera.


Buona parte di questa energia (in particolare gran parte di quella "francese") viene prodotta con centrali nucleari. In effetti l'importazione notturna è percentualmente molto più importante di quella diurna proprio a causa della natura della produzione elettrica con questo tipo di centrali; queste infatti funzionano al meglio in regime costante e quindi l'energia prodotta durante la notte viene praticamente "svenduta" a basso costo. Ci? consente di fermare in Italia durante la notte le centrali meno efficienti e di attivare le stazioni di pompaggio idriche che poi possono "rilasciare" nuovamente energia durante il giorno. Questo meccanismo ha reso "conveniente" l'importazione di energia dall'estero, da cui il grande sviluppo del commercio di energia negli ultimi anni.
<DIV =editsection style="FLOAT: right; MARGIN-LEFT: 5px">[modifica]</DIV>


<A id=Problematiche name=Problematiche></A>
<H2>Problematiche</H2>
<DIV =editsection style="FLOAT: right; MARGIN-LEFT: 5px">[modifica]</DIV>


<A id=Costo name=Costo></A>
<H3>Costo</H3>


Il risultato del "mix" di fonti italiane è che comunque la corrente elettrica in Italia costa circa il 60% in più che nel resto d'Europa. Costa ad esempio il doppio di quella prodotta in Francia (con una forte componente di energia nucleare) e il triplo di quella prodotta in Svezia (in gran parte idroelettrico). Un costo così elevato è dovuto ad un mix di centrali elettriche ancora sbilanciato verso l'utilizzo di petrolio (risorsa pregiata e costosa) ed all'abbandono di una risorsa competitiva come il nucleare oppure il basso utilizzo del carbone, risorsa a basso costo e dalla buona efficienza.
<DIV =editsection style="FLOAT: right; MARGIN-LEFT: 5px">[modifica]</DIV>


<A id=Dipendenza name=Dipendenza></A>
<H3>Dipendenza</H3>


Considerando sia i combustibili che l'energia elettrica importata, l'Italia dipende dall'estero per l'82% della propria energia elettrica. Questo genera un settore produttivo instabile, soggetto in particolare a forti variazioni del costo per chilowatt a causa delle variazioni del costo del combustibile (petrolio e gas naturale).
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Maria Laura

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Vecchio 26-01-06, 07:55   #7
 
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Ma che dipendiamo dall'estero per l'energia elettrica lo sapevo, solo
che come dicevo siamo un paese sismico, forse il piu' sismico d'Europa
e non e' molto "igienico" costruire centrali dove puo' farci un
terremoto devastante.



Costa di piu' l'energia rinnovabile? Dobbiamo per forza ridurre tutto a
una questione di soldi? Cosa te ne fai dei soldi se accade un disastro
nucleare o da inquinamento da idrocarburi?



Non escludo il nucleare, ma insieme a energie cosiddette rinnovabili...




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Nucleare SI - Nucleare NO</span>, comunque i numeri, che non mentono mai, ci dicono che la questione, volenti o nolenti, bisogna affrontarla. Qualsiasi paese ambirebbe ad essere il paradiso più pulito del mondo è e sarebbe cosa buona e giusta</span> è tuttavia se non è capace di provvedere a se stesso ...
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