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Discussione: POESIE DI AUGUSTO DAOLIO

  1. #1
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    <HR>

    Vita che sembri sogno
    invidio tutti in segreto
    e di tutti in segreto
    m'innamoro.
    Chi ucciderai ancora?
    Chi porterai alle stelle?
    Che altre menzogne inventerai?
    <HR>

    Non farti più incantare
    da maestri da parole
    ognuno ha la sua voce
    solo quella devi seguire.
    (E quella è la tua croce)
    Non devi imitare
    neppure idolatrare
    dentro ti devi guardare
    e anche un po' pensare.
    Non sarai mai libero
    davvero libero
    se lascerai
    che qualcun altro
    pensi per te
    non saprai mai chi sei.
    <HR>

    A me la morte
    fa una gran paura
    si lasciano troppe cose
    che non si vedranno più,
    gli amici, la famiglia
    le piante del parco
    che hanno quell'odore buono
    di resina
    la gente che ho visto
    anche solo una volta.
    A me la morte
    fa una gran paura
    si lasciano troppi sorrisi
    troppe mani troppi occhi
    i treni, le strade
    quei sentieri di montagna
    che portano ai rifugi,
    i mari che ho visto
    e non ho mai
    attraversato.
    <HR>

    diventa estranea, scontata. La luna lassò è ridotta a dimensioni di
    una pietra inservibile. La luna con la faccia, la luna dell'amore,
    la luna degli Dei, la luna femmina e donna, la luna della Pazzia del
    vampiro e dei lupi mannari. La luna della salute, del suo bagno di
    luce misteriosamente benefico, la luna della fertilit?, la luna
    Grande-Madre, la luna dei sognatori, delle passioni,
    dell'astrologia, dei maghi, delle streghe, dei sabba notturni, la luna
    spia-gufo della notte, amica degli indovini, la luna ammaestratrice
    dell'acqua, la luna riflessa, la luna nel pozzo. Luna presagio di
    morte, testa cornuta presagio di pioggia, Artemide signora del
    mare, falce d'argento, Moira sorgente di vita, Anfitrite
    governante del mare, Astarte fertile nella religione e nel mito.
    Penso a quanta umanit? alz? gli occhi, nel trascorrere dei tempi,
    ad interpretarne i segni."
    <HR>

    "Il viaggiare di notte mi induce ad alzare gli occhi al cielo, ad inseguire la luna sull'autostrada mentre si incurva all'orizzonte. A forza di osservare le stelle, ho imparato a conoscere le varie costellazioni: il Sagittario, lo Scorpione, l'Orsa maggiore e Minore, Andromeda, l'Uccello indiano. C'? persino il cavalletto del pittore. La sfera celeste, con quei raggruppamenti magici e misteriosi, si esprime con un proprio linguaggio. E' come se,su un infinito pentagramma, apparissero tante note luminose, con suoni reconditi, inafferrabili... Mi sono proposto di ridare un volto alla luna,di ricostruirle un'identit?. Ho voluto farle quella faccia (o quelle facce) che vedevo da bambino. La luna della leggenda o del sogno è stata uccisa dalla scienza, che ha preteso di sapere tutto su di lei, sul come è fatta, com'? composta, di quali ingredienti è formato il suo manto polveroso. Manca poco che le appuntino un'etichetta con l'indicazione di tutte le sostanze che contiene, secondo le vigenti disposizioni, come si vede nelle bottiglie di acqua minerale. Ma la luna è anche sentimento, è mito, è quel filo di malinconia che compare anche nei miei disegni senza che sappia il perchè."
    <HR>

    Quando un male
    senza scampo
    colpisce
    il principe regnante
    non vogliono si dica
    che il principe langue
    che il principe è morto.
    Quando sembrava che
    il sole e l'uomo
    facessero a gara
    a chi dovesse sopravvivere
    quando il cervo
    il corvo
    l'albero secolare
    in confronto all'uomo
    morivano bambini?
    Dov'? adesso questa umanit?,
    solo la morte ci fa
    aumentare di statura.
    <HR>

    Un giorno quando la terra
    ritorner? giovane
    verr? cantata una canzone
    che chiamer? che canter?
    insieme al vento
    che soffia tra le colline.
    La guerra è finita
    gocce di rugiada
    cadranno gentilmente
    dall'aria alla terra
    dalle nuvole al mare
    e diventer? di nuovo
    pioggia.
    Un giorno quando il tempo
    sar? passato
    e il genere umano
    sar? tutto estinto
    non ci saranno
    più parole
    solo il vento
    che soffia tra le colline.
    <HR>

    Sono tuo amico e fratello
    perdonami se dico quasi simile
    a tal punto da confondere
    i tuoi sentimenti con i miei e con quelli dell'universo.
    Sono tuo amico e sono uguale a te
    e non per caso
    anzi
    penseranno a una stramberia quando dico
    di somigliarti.
    Sono come te nei miei desideri
    nei miei sogni
    nel mio carattere e nella mia natura più profonda.
    Sono come te
    dentro la nebbia della mia barba
    nella corteccia lanuginosa della mia barba
    nella lunga matassa scomposta di filo bianco della mia barba
    senza capo n? coda come a volte è la vita.
    La vita che ci fa cantare
    ringraziare
    bestemmiare
    meravigliare
    stordire.
    Sono come te allegro e ansioso,
    calmo e sorridente come nella tua fotografia.
    Il mio profondo non ha fine
    e quando mi rialzo
    risplendente
    alla luce elettrica delle feste
    anche la mia anima si rialza
    scrollandosi di dosso
    stanchezza oscurit? e dolore.
    <HR>

    Tempo presente
    tempo passato
    entrambi presenti
    nel tempo futuro
    e il tempo futuro
    ? dentro
    nel tempo passato
    se tutto il tempo
    ? eternamente presente.
    Quello che poteva essere
    ? un'astrazione
    che resta
    una possibilit? perpetua
    solo nel mondo
    delle ipotesi
    ciò che doveva essere
    ed è stato,
    tendono a un solo fine
    che è sempre presente.
    Passi echeggiano nella memoria
    lungo corridoi che non prendemmo mai
    verso porte che non aprimmo mai
    sul giardino delle rose.
    Parole echeggiano così nella mente
    tempo passato
    tempo futuro
    ciò che è stato
    ciò che poteva essere
    tendono a un solo fine
    che è sempre presente.
    <HR>

    PRINCIPE DESIDERIO
    Mi è stato promesso in giorni di sole malato
    il sapore amaro della morte, ma io
    non lo conosco ancora. Conosco per?
    l'impotente bestemmia rabbiosa, lacrimosa
    che sale da dentro per ognuno che parte
    così, all'improvviso senza lasciare indirizzo.
    Dietro le spalle solo stanze grandi
    vuote, lunghe, troppo alte, troppo buie.
    Io non lo conosco ancora
    questo viaggio che immagino faticoso
    e senza speranza,
    e vedo ogni giorno che passa
    ogni ora,
    piena di luce e colori:
    non pu? morire la luce
    e finche il sole si alza sul mondo
    il mondo fiorisce di bellissimi pensieri
    che sono fiori.
    Tra le musiche della vita
    milioni e milioni di musiche.
    La morte è la musica più straziante
    più forte, prepotente, cattiva;
    brucia il foglio della partitura
    in grigia cenere e in fiamma
    tutto riduce.
    Muore chi ama, chi ha amato
    chi canta, chi ha cantato
    chi suona, chi ha suonato.
    Sapore amaro quello della morte
    sparita è la luce appena venuta
    piccola luce, giovane luce
    che piano piano cresceva, senza fretta
    e illuminava noi e i nostri gesti,
    non luce accecante
    che sfoca i contorni delle cose
    ma buona semplice dolce,
    che le cose accarezza.
    Sparita è la tua luce
    come passa via la nebbia dalle nostre parti,
    ognuno grida ma la foschia non si dirada.
    Grido muto di disperazione.
    Sei arrivato al tuo porto
    hai abbandonato il tuo remo
    Principe Desiderio
    ombra senza età
    <HR>

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    <TR>
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    </BLOCKQUOTE></BLOCKQUOTE>
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    la disabilità non è un mondo a parte,ma una parte del mondo


  2.      


  3. #2
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    Per Fare Un Uomo

    E cade la pioggia e cambia ogni cosa

    la morte e la vita non cambiano mai

    l?inverno e tornato l?estate è finita

    la morte e la vita rimangono uguali

    la morte e la vita rimangono uguali.



    Per fare un uomo ci voglion vent?anni

    per fare un bimbo un?ora d?amore

    per una vita migliaia di ore

    per il dolore è abbastanza un minuto

    per il dolore è abbastanza un minuto.



    E verr? il tempo di dire parole

    quando la vita una vita dar?

    e verr? il tempo di fare l?amore

    quando l?inverno più a nord se ne andr?

    quando l?inverno più a nord se ne andr?.



    Poi andremo via come fanno gli uccelli

    e dove vanno nessuno lo sa

    ma verr? il tempo e quel cielo vedremo

    quando l?inverno dal nord torner?

    quando l?inverno dal nord torner?.



    E cade la pioggia e cambia ogni cosa

    la morte e la vita non cambiano mai

    l?estate è passata l?inverno è alle porte

    la morte e la vita rimangono uguali

    la morte e la vita rimangono uguali.



    Nomadi




  4. #3
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    Grande Augusto, emozioni, amori, racconti di vita, ricordi, amicizie, tutto nelle sue canzoni!
    Kris

    *°*Amo viaggiare con la mente... e vivere nella realtà... come se fosse un sogno...*°*



  5. #4
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    Hai ragione Kris, emozioni che non si trovano più ora nelle canzoni.......



  6. #5
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    x sempre nomadi !
    Il silenzio + eloquente:quello di due bocche che si baciano.Non è apprezzabile chi è troppo facile all\'amicizia né chi troppo vi esita x amore dell\'amicizia bisogna anke rischiare il proprio amore



  7. #6
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    kisi ricorda della canzone......l"uomo di Monaco? è bellissima....



  8. #7
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    Nomadi
    L'Uomo Di Monaco

    E guardai, scrutai, quel vecchio a Monaco
    quel sorriso, quella birra quante cose poi pensai,
    la mia mente a una folla di sguardi fissati
    dietro a quei fili spinati.
    E lo spiai, scrutai, divise immaginai,
    di uno che, marci, l'Europa calpest,
    la mia mente a una folla di sguardi spietati
    fuori da quei fili spinati.
    Lo guardai
    nel fondo dei suoi occhi
    lo fissai
    insistendo sempre piu'
    per vedere se c'era
    colpa o, paura
    perch, per quale ragione.
    E guarda, scrutai, niente poi notai
    solo rughe sul viso,dal tempo seminate,
    non aveva artigli, tremavan le sue mani
    come quelle di mio padre.
    Lo guardai...
    Ritornai poi, ancora a Monaco
    lo cercai, ma ormai, lui non era pi,
    la mia mente, quella folla, quelle mani
    tra un volo di gabbiani
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  9. #8
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    Nomadi
    Quanti Anni Ho?

    Quanti anni ho?

    Questa barba e questo volto,

    oggi non lo so.

    Quanti anni ho?

    Io mi guardo e sono stanco

    quanti anni ho?



    Ricordo una casa sul fiume e poi

    le primavere sull'altalena,

    ed una bambina con gli occhi tuoi,

    e i prati del sole...



    E poi l'amore intorno a noi,

    e ancora noi,

    torrenti azzurri e poi

    ancora noi

    ingenui più che mai.



    Quanti anni hai?

    Un po' di cielo nel tuo cuore

    non lo trovi mai?

    Quanti anni hai?

    Anche il Sole sul tuo viso

    ? scomparso ormai.



    Voce: rivedo la casa sul fiume

    ripenso alle prime paure

    insieme a te

    insieme a te.



    Ricordi le corse tra i boschi e poi

    le piogge sotto l'arcobaleno

    e quel ragazzino con gli occhi

    miei

    due corpi nel sole...



    Ormai mi sveglio senza te

    negli occhi miei

    un altro mondo c'è

    insieme a lei

    ingenua più che mai



    Quanti anni ho?

    Questa barba e questo volto,

    oggi non lo so.

    Quanti anni ho?

    Io mi guardo e sono stanco

    quanti anni ho?
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  10. #9
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    Nomadi
    Ophelia

    Quando la sera colora di stanco

    dorato tramonto, le torri di guardia,

    piccola Ophelia, vestita di bianco,

    v? incontro alla notte bellissima e scalza.



    Nelle sue mani ghirlande di fiori,

    nei suoi capelli riflessi di sogni,

    nei suoi pensieri mille colori,

    di giorno e di notte, di veglia e di sonno.



    Ophelia, che cosa provi quando la voce dagli spalti,

    ti annuncia che è l'ora già e il giorno piano muore.



    Ophelia, che vedi dentro al verde dell'acqua del fossato,

    nei guizzi che la trota fa cambiando di colore.



    Perch? hai indossato la veste più pura,

    perchè hai disciolto i tuoi biondi capelli,

    corri allo sposo, hai forse paura

    che li trovasse non lunghi non belli.



    Quali parole sono sulle tue labbra,

    chi fu il poeta o quale poesia,

    lo sa il falcone nei suoi larghi cerchi

    o lo sa sol la tua dolce pazzia.



    Ophelia, la seta e ombre nere ti avvolgono leggere

    e sentirai dormendo ormai cadenze di liuto.



    Ophelia, non puoi sapere quante vicende ha visto il mondo,

    o forse sai e lo dirai con magiche parole.



    Ophelia le tue parole al vento, si perdono nel tempo,

    ma chi sapr? le trover? in tintinnii corrosi.



    Ophelia... Ophelia....


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  11. #10
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    <T>
    <TR height="100%" width="100%" UNABLE="&#111;n">
    <TD id=HB_Focus_Element vAlign=top width="100%" background="" height=250 UNABLE="off">Muore chi ama, chi ha amato
    chi canta, chi ha cantato
    chi suona, chi ha suonato&nbsp ;&nbsp ; quando arrivi?</TD></TR>
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    <TD style="FONT-SIZE: 1pt" height=1 UNABLE="&#111;n">
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    GILA



  12. #11
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    non me ne sono mai andato


    sono sempre qui


    quando voi mi volete
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  13. #12
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    Nomadi
    Voglia D'Inverno

    Uscire nella nebbia la mattina

    la prima sigaretta dopo il caff?

    e il confine fra le cose e la luce

    quasi non c??.



    Fermarsi contro un muro a guardare chi passa

    con la fretta di chi sa quel che fa

    e scoprirsi fratello di una foglia morta,

    una stagione, una citt?



    Voglia d?inverno, inverno portafortuna

    che appanna i vetri, i bicchieri e la luna

    e parlare a un amico che cammina vicino

    e il gelo è il pretesto per un buon vino

    voglia d?inverno, luce per poche ore

    e poi nel buio puoi smarrire un dolore

    mentre cade la neve che è un effimero eterno

    voglia d?inverno.



    E fermarsi a guardare un fiume in piena

    che rotola e porta via

    piccole storie vegetali di rami e terra

    e poesia.



    Voglia d?inverno con un freddo da morire

    voglia d?inverno anche se fa starnutire

    e parlare a un amico che cammina vicino

    e il gelo è il pretesto per un buon vino

    voglia d?inverno con un freddo da morire

    voglia d?inverno anche se fa starnutire

    ed un poco di neve che è un effimero eterno

    voglia d?inverno.
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  14. #13
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    <TD id=HB_Focus_Element vAlign=top width="100%" background="" height=250 UNABLE="off">grazie da ieri sono particolarmente triste</TD></TR>
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    <TD style="FONT-SIZE: 1pt" height=1 UNABLE="&#111;n">
    <DIV id=hotbar_promo></DIV></TD></TR></T></TABLE>
    GILA



  15. #14
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    perche' gila?
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  16. #15
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  17. #16
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    Non Dimenticarti Di Me</font>




    Quando piove nella valle



    e le foglie sono gialle



    quando l?acqua si fa neve



    ed il giorno è più breve



    quando il mondo si colora



    e ritorna primavera



    io ti cerco, io ti chiamo



    ed ogni volta ti perdono



    si apre il cuore per gridare.






    Non dimenticarti di me



    non dimenticare il mio amor



    non dimenticarti di me.






    Quando le vele sono sul mare



    e le notti sono chiare



    io non dormo per pregare



    si apre il cuore per gridare.






    Non dimenticarti di me



    Non dimenticare il mio amor



    Non dimenticarti di me.
    </font>



  18. #17
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    Vorrei Parlare</font>




    Forse tu credi

    che ti voglia inventare

    un mondo diverso da quello reale

    forse tu speri

    che ti faccia sognare

    un castello di sogni e di speranze lontane

    o forse vuoi

    che falsandoti ogni cosa

    faccia finta di essere rosso

    ed appoggi linee rosa.





    Voglio parlare invece

    di accordi strani

    fatti da mani che non hanno domani

    voglio parlare

    di un bidone del rusco

    di un secchio di stanca spazzatura

    voglio parlare di una buccia di banana

    che spunta sola in mezzo

    alla sozzura.





    Voglio parlare del mondo degli avanzi

    di vecchi di impiegati

    di studenti stanchi

    di schiavi di liberti di alcolizzati

    che per due soldi

    si son sdonna di facili costumiti

    voglio parlare di gente

    che non è niente

    ? solo una realt? presente

    tutt'ora esistente.





    Voglio parlare

    a chi proprio non ci sente

    e a chi si chiude le orecchie

    perchè non vuol sentire

    voglio parlare ai ciechi involontari

    e a chi si chiude gli occhi

    perchè non vuol vedere

    voglio parlare

    a quella strana gente

    che confonde il passato

    con il presente.


    </font>



  19. #18
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    Io Voglio Vivere</font>




    Forse scorre dentro il silenzio il senso



    e il profilo della vita è tra le cose



    e anche il buio serve ad immaginare



    la ragione che ci invita a provare



    so che pu? far bene anche gridare



    per riscattare l'anima dal torpore



    so che ad ingannarmi non è l'amore



    perchè voglio amare



    io voglio vivere, ma sulla pelle mia



    io voglio amare a farmi male, voglio morire di te...



    io voglio vivere, ma sulla pelle mia



    io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...






    Contro il mio equilibrio sempre un po' precario



    libero l'istinto, ciò che mi sostiene



    emozione nuova senza nome



    la ragione che ci invita a continuare



    per questo problema non ho soluzione



    io mi sento vittima e carceriere



    so che ad ingannarmi non è l'amore



    perchè voglio amare



    io voglio vivere, ma sulla pelle mia



    io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...



    io voglio vivere, ma sulla pelle mia



    io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...



    io voglio vivere, ma sulla pelle mia



    io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...






    Forse la coscienza, il senso della vita



    sta in mezzo a mille notti o forse più



    non servir? a tradire semplicemente amare



    qualsiasi cosa che ti d? di più



    io voglio vivere, ma sulla pelle mia



    io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...



    io voglio vivere, ma sulla pelle mia



    io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...


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  20. #19
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    Augusto Daolio

    18 febbraio 1947 è 7 ottobre 1992

    Tratto da "Augusto Daolio: musicista, poeta, scrittore"


    Augusto Daolio è nato a Novellara (Re) il 18 febbraio 1947. come ebbe a scrivere lui: "... nel cuore della notte, mentre freddo e brina duellavano con rami secchi di pioppi e tigli". A sedici anni inizi? la sua avventura musicale con il complesso dei Nomadi, attivit? che fu per lui, fino agli ultimi momenti della sua vita, essenzia le e per la quale il suo impegno fu totale. L? attivit? musicale di Augusto e del suo complesso, di cui era il leader carismatico ha segnato un' epoca e per tanti giovani degli anni Sessanta e Settanta le loro canzoni furono una bandiera. Non solo perchè denunciavano il grande disagio di una giovent? che si sentiva testimone occulta dell' olocausto e che viveva il malessere di una società in crisi di identit?, ma anche perchè contestavano l' impostazione di un costume religioso che si reggeva sull'ipocrisia e il perbenismo. Anche se quei giovani ormai sono diventati padri, quelle canzoni continuano a vivere nei loro cuori e l' amore per queste è stato trasmesso ai loro figli. Questo a dimostrare che, quando le grandi tematiche della vita diventano un "sentire comune", non esiste una salto generazionale. La pittura, altro suo grande impegno artistico, non è mai stata un'attivit? subalterna a quella musicale ed era frutto delle sue capacit? naturali ed istintive. La sua "maniera' di disegnare e dipingere non era schiava di un metodo, così come quella di comporre. Tutto quello che Augusto presentava era sempre e comunque ben radicato nella natura, madre e ancella di tutte le cose. La fantasia guidava la sua mano alla ricerca di un mondo surreale e magico. Amava molto dire: "...mi interessa l' aspetto magico e segreto delle cose, gli enigmi, le illusioni delle ombre". Queste attivit? lo hanno portato a girare il mondo e, nonostante il profondo legame con la sua terra d'origine, era un cosmopolita o meglio: "un uomo del mondo, un uomo del mio tempo, ma anche un uomo antico". Era autodidatta, pieno di curiosità e di una carica vitale che gli permisero di vivere un'intensa seppur breve attivit? artistica. Il vuoto che ha lasciato è incolmabile, e lo testimoniano le migliaia di persone che ancor oggi percorrono lunghe distanze solo per un saluto o per respirare le atmosfere a lui care.




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    Alcune sue frasi

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    "Se quello che mi porta a disegnare è una sottile malattia morbosa,
    una piccola lesione, una devianza, uno strappo,
    desidero che ciò non trovi mai guarigione,
    anzi desidero considerare il disegnare come un lavoro,
    anche faticoso, di scavo, di confessione a volte anche dolorosa.

    E' allo stesso tempo una fortuna umana, grandissima."

    ***

    Sono tuo amico e fratello perdonami se dico quasi simile a tal punto da confondere i tuoi sentimenti con i miei e con quelli dell'universo.
    Sono tuo amico e sono uguale a te e non per caso anzi penseranno a una stramberia quando dico di somigliarti.

    Sono come te nei miei desideri nei miei sogni nel mio carattere e nella mia natura più profonda.

    ***

    "Quando non ho voglia di disegnare ho voglia di scrivere,
    quando non ho voglia di scrivere e non ho voglia di disegnare ho voglia di viaggiare."

    ***

    ...Sono nato al caldo e mi hanno chiamato Augusto, come un nonno che non ho mai conosciuto. Il cognome Daolio mi è stato dato da un uomo semplice e a suo modo dolce e complice. Dall'età di sedici anni canto in un gruppo che si chiama Nomadi, scrivo canzoni e giro il mondo. C'? un altro mondo dentro di me che racconto con il disegno e la pittura, lo faccio da parecchi anni e alberi, rocce, cieli, lune, ombre e altro popolano questi miei racconti. Ho esposto in giro per l'Italia, ho illustrato dischi, libri, cartoline, manifesti. Non disegno per riempire un vuoto ma per vuotare un pieno che è dentro di me e preme. Una specie di confessione, prima ad uno spazio bianco, poi ad occhi che guarderanno. Ho lo studio a Novellara in via de Amicis, il numero credo sia il quarantaquattro, non ho il telefono ma montagne di libri e di oggetti. Le notti invernali nella bassa hanno ancora il profumo delle mele sull'armadio."

    ***

    "Sono stato fortunato: ho incontrato la musica,
    ho incontrato la poesia,
    ho incontrato l'arte,
    ho incontrato le parole.

    Voglio dire che non ho cercato niente."
    Augusto Daolio



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    Le sue poesie

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    Albero caro amico ti scrivo...
    ? bello che le cose cambino nel tempo
    cambino di aspetto come le foglie cambiano colore nel carosello delle stagioni,
    ? bello pure che in mezzo alle cose che cambiano aspetto, noi si rimanga uguali,
    dicendo cose che ci fanno piacere, facendo cose che ci fanno piacere
    ...dicendoci "arrivederci alla prossima fermata"

    Augusto Daolio

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    Principe desiderio

    Mi è stato promesso in giorni di sole malato
    il sapore amaro della morte
    ma io non lo conosco ancora.
    Conosco per? l'impotente bestemmia rabbiosa, lacrimosa
    che sale da dentro
    per ognuno che parte così all'improvviso senza lasciare indirizzo.
    Dietro le spalle solo grandi stanze,
    vuote, lunghe, troppo alte, troppo buie.
    Io non lo conosco ancora
    questo viaggio che immagino faticoso e senza speranza.
    E vedo ogni giorno che passa
    ogni ora,
    pieni di luce e colori.
    Non pu? morire la luce
    e finch? il sole si alza sul mondo
    fiorisce di bellissimi pensieri, che sono fiori.
    Tra le musiche della vita,
    la morte è la musica più straziante,
    più forte, prepotente, cattiva:
    Brucia il foglio della partitura in grigia cenere
    e in fiamma tutto riduce,
    moure chi ama, chi ha amato
    chi canta, chi ha cantato
    chi suona, chi ha suonato.
    Sapore amaro quello della morte.
    Sparite è la luce appena venuta
    piccola giovane luce che piano piano cresceva,
    senza fretta,
    e illuminava noi e i nostri gesti.
    Non luce accecante che sfoca i contorni delle cose,
    ma buona dolce e semplice
    che le cose accarezza.
    Sparita è la tua luce come passa via la nebbia dalle nostre parti
    ognuno grida
    ma la foschia non si dirada.
    Muto grido di disperazione.
    Sei arrivato altuo porto,
    hai abbandonato il tuo remo.
    Principe Desiderio
    ombra senza età.

    Augusto Daolio

    <HR width="40%" color=#ffffff SIZE=1>

    Vita che sembri sogno
    invidio tutti in segreto
    e di tutti in segreto
    m'innamoro.

    Chi ucciderai ancora?
    Chi porterai alle stelle?
    Che altre menzogne inventerai?

    Tempo presente
    tempo passato
    entrambi presenti
    nel tempo futuro
    e il tempo futuro
    ? dentro
    nel tempo passato
    se tutto il tempo
    ? eternamente presente

    Quello che poteva essere
    ? un'astrazione
    che resta una
    p?ossibilit? perpetua
    solo nel mondo
    delle ipotesi
    ciò che doveva essere
    ed è stato,
    tendono a un solo fine
    che è sempre presente.

    Passi echeggiano nella memoria
    lungo corridoi che non prendemmo mai
    verso porte che non aprimmo mai
    sul giardino delle rose


    Parole echeggiano così nella mente
    tempo passato
    tempo futuro
    ciò che è stato
    ciò che poteva essere
    tendono a un solo fine
    che è sempre
    presente.
    http://incaforev.spaces.live.com/default.aspx

    la disabilità non è un mondo a parte,ma una parte del mondo



  21. #20
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    Ciao Inca, mi ero iscritta tempo fa ma ho avuto problemi con il computer. Mi fa piacere che tu abbia ricordato Augusto dei Nomadi, da ragazzina li seguivo (non sono più dell'erba di maggio). Mi ricordo ancora "Un figlio dei fiori non pensa al domani", una delle mie preferite,una canzone dei mitici Kinks (Death of a clown) del 1967.


    Amico che cerchi il tuo paradiso
    l?inferno lo vivi quando hai la paura
    la benda che porti tu stesso hai voluto
    la crei da solo pensando al tuo futuro.

    L?inferno, la benda hanno nome domani,
    il tuo paradiso forse hai nelle mani
    ma tu non lo sai perchè pensi al domani,
    ma tu non lo sai perchè pensi al domani.

    Amico non chiedere qual è il tuo destino
    un fiore avvizzisce se pensa all?autunno
    i fiori che hai dentro non farli morire,
    ma lascia che sòaprano ai raggi del sole.


    Il sole avvizzisce se pensi al domani,
    il tuo paradiso forse hai nelle mani.
    Un figlio dei fiori non pensa al domani.

    Un figlio dei fiori non pensa al domani.


    Un saluto


    Anna Luisa









  22.      

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