Ciao mi chiamo Martina, e la mia non é una domanda ma un bisogno di consigli diretti da chi vive la mia situazione.
Ho una sorella che ha un ritardo mentale che non le permetterà mai di avere una vita normale; non potrà lavorare, vivere da sola, e capire le buone o le cattive intenzioni delle persone. In quanto è un problema di lieve entità, in Italia o per lo più su Roma, non ci sono associazioni o centri che si occupano di queste disabilità, di conseguenza quello che succede é che finita la scuola questi ragazzi sono destinati ad uno stato degenerativo delle capacità fisiche e mentali in quanto non stimolate.
Ora, la mia idea é quella di fondare in associazione che permette a ragazzi con lo stessa problematica a rimanere attivi, facendo fare attività ricreative e tenendo buona parte della giornata impegnata.
Chiedo gentilmente a chi vive la mia situazione qualche consiglio pratico o cosa evitare di fare per far sì, che l'associazione risulti realmente utile.
So di poter trovare molte risposte in libri che parlano di dinamiche familiari del genere ma preferisco la vita vera delle famiglie italiane.
Grazie