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Permessi legge 104

Questa discussione si intitola Permessi legge 104 nella sezione Legge & Fisco, appartenente alla categoria LAVORO, LEGGE & FISCO; Mio marito usufruisce dei 3 giorni di permesso mensili in quanto abbiamo una bambina disabile grave. La mia domanda è ...

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Vecchio 30-01-08, 11:39   #1
 
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Mio marito usufruisce dei 3 giorni di permesso mensili in quanto abbiamo una bambina disabile grave. La mia domanda è questa: il datore di lavoro è convinto che questi giorni debbano essere presi solo se dobbiamo portare la piccola a qualche visita o se sta male , e pretenderebbe ogni volta un certificato medico che attesti la necessit? del giorno, esiste una legge che chiarisca una volta per tutte il rapporto permessi-lavoratore- datore di lavoro? Pu? il datore di lavoro non concedere il giorno anche se chiesto una settimana prima?
Anyany è offline   Rispondi Con Citazione
Vecchio 30-01-08, 12:50   #2
 
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il datore di lavoro quando viene presenytato il modulo dellINPS pu? solo prenderne atto e eventualmente ( per il quieto vivere)concordare con il genitore le giornate, ma non è un obbligo, ed è obbligato invece a concedere i tre giorni senza dovere venir messo a conoscenza del motivo. e non pu? pretendere nessun altra certificazione! fatevi rispettare! e se poi se ne approfitta e vi penalizza lo citate per mobbing!
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la felicità non è avere il meglio di tutto ma trarre il meglio da tutto quello che si ha!
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mammamarina è offline   Rispondi Con Citazione
Vecchio 30-01-08, 14:05   #3
 
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grazie marina, sei sempre pronta ad aiutarmi.....
Anyany è offline   Rispondi Con Citazione
Vecchio 30-01-08, 15:53   #4
 
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più leggo queste cose e più mi incavolo.........


tante persone che ho conosciuto hanno paura di ritorsioni e non prendono i giorni............per? appunto bisogna puntarsi e far valere dei diritti .......quale giustificazione del cavolo vorrebbero...........non basta il figlio h. ............certo che certe situazioni sono dure da debellare..........
nutella1 è offline   Rispondi Con Citazione
Vecchio 31-01-08, 12:34   #5
 
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FATEVI RISPETTARE; TUTTO QUELLO CHE SEGUE E' PREVISTO PER


LEGGE E NON SOTTOPOSTO ALLA DISCREZIONALITA' DEL DATORE


DI LAVORO:



<BLOCKQUOTE>
<TABLE width="20%" border=4>
<T>
<TR align=left>
<TD>
</TD></TR></T></TABLE>
Scheda N. 11


<A name=Top></A>
<CENTER>Permessi lavorativi </CENTER>
<HR align=left>

L'art. 33 della legge 5.2.1992, n.104, legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate prevede una serie di agevolazioni per i familiari di persone handicappate in forma grave.
Ai sensi dell'art. 3 della legge si deve considerare handicappata la persona che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficolt? di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare un processo di svantaggio sociale e di emarginazione.
Se la minorazione abbia ridotto l'autonomia personale in modo tale da rendere necessaria un'assistenza permanente, continuativa e globale, la situazione di handicap si connota come grave. Tale ultima situazione comporta la priorit? nei programmi e negli interventi da parte degli enti pubblici.
Poich? l'accertamento dell'esistenza e dell'entit? dell'handicap comporta, tra l'altro, una valutazione del grado di integrazione sociale della persona e delle difficolt? da essa incontrate, la condizione e la misura dell'handicap non è necessariamente coincidente con la condizione e la misura dell'invalidit? civile: è possibile che due persone, a parit? di categoria e percentuale di minorazione civile, siano differentemente valutate rispetto all'handicap.
Competente ad effettuare la valutazione dell'handicap è la Commissione Medica di prima istanza per l'accertamento degli stati di invalidit? civile presso la USL (ora ASL) di competenza territoriale (Legge 295/90) integrata, per questo compito, con un operatore sociale e un medico specialista nella patologia da esaminare.
Per quanto riguarda la presentazione della domanda, con il DPR 21.9.1994, n.698 è stato previsto un modello unico di istanza per l'accertamento dell'invalidit? civile e per la valutazione della situazione di handicap derivante dall'invalidit?.



L'agevolazione più importante prevista dalla legge è la possibilit? per il lavoratore dipendente che sia coniuge o parente o affine entro il terzo grado (per esempio il cognato, il suocero, ecc.) di persona handicappata grave di fruire di tre giorni mensili di permesso dal lavoro. Si tratta di permessi retribuiti per intero a carico dell'INPS o altro ente previdenziale, coperti da contribuzione figurativa (computati cioè ai fini della maturazione dell'anzianit? di servizio, mentre non lo sono per la maturazione delle ferie e della tredicesima mensilit?, salvo diversa previsione del singolo contratto collettivo nazionale di lavoro). Per poterne fruire non è più necessario (come lo era originariamente) il requisito della convivenza nello stesso nucleo familiare della persona disabile: in base alla Circolare dell'INPS n.133/2000 è per? necessario, nel caso la persona da assistere sia maggiorenne, che il familiare in questione garantisca la continuit? e l'esclusivit? dell'assistenza.
Ci? significa:
  1. <LI>che il familiare deve essere nelle condizioni di poter prestare effettiva assistenza per le necessit? quotidiane del parente disabile (non è quindi individuabile la continuit? di assistenza nel caso di oggettiva lontananza delle abitazioni dei rispettivi soggetti, lontananza che va valutata altresi in termini temporali);
    <LI>e che deve essere altresò l'unico soggetto che presta l'assistenza, venendo meno il requisito dell'esclusivit? se vi sia altro familiare convivente lavoratore che goda di analogo permesso o altro familiare convivente non lavoratore in grado di fornire l'assistenza.
    I motivi che rendono impossibile l'assistenza da parte del familiare convivente non lavoratore e che quindi permettono la concessione dei permessi ad altro familiare, convivente o meno, sono:
    <UL =disc>
    <LI>invalidit? totale o superiore a due terzi;
    <LI>età inferiore ai 18 anni ;
    <LI>infermit? temporanea che dia luogo a ricovero ospedaliero (per il periodo di durata del ricovero);
    <LI>età superiore ai 70 anni in presenza di una qualsiasi invalidit? comunque riconosciuta;.
    <LI>grave malattia (valutata dal medico INPS);
    <LI>presenza in famiglia di più di tre minorenni;
    <LI>presenza in famiglia di un bambino inferiore a 6 anni;
    <LI>necessit? di assistenza anche in ore notturne e anche da parte del lavoratore (valutata dal medico INPS);
    <LI>mancanza della patente di guida da parte del non lavoratore che potrebbe assistere il disabile (in questo caso deve essere documentata la necessit? di trasportare il disabile per visite mediche o terapie specifiche che devono avvenire effettivamente nei giorni di permesso richiesti). </LI>
</LI>[/list]Vi possono essere ulteriori motivi di carattere sanitario, come ad esempio le infermit? temporanee che non diano luogo a ricovero ospedaliero, che dovranno essere debitamente documentati e valutati dal medico INPS, il quale stabilir? se e per quale periodo, in relazione alla natura dell'handicap del disabile nonch? al tipo di affezione del familiare non lavoratore, sussista una impossibilit?, per quest'ultimo, di prestare assistenza.
I permessi sono giornalieri, fruibili a scelta in maniera continuativa o frazionata, anche in ore, non cumulabili da un mese all'altro.
Chi è interessato a fruire di detti permessi deve presentare all'INPS (e in copia al datore di lavoro) l'apposita domanda sul modulo già predisposto (denominato HAND/2) indicando i periodi prescelti di godimento per i successivi dodici mesi e le modalit? (a giorni o ad ore) allegando l'attestazione della competente Commissione della situazione di grave handicap e una dichiarazione di responsabilit? ai sensi della legge 15/68 di assenza di ricovero della persona handicappata. Per sopravvenute diverse esigenze, il periodo di fruizione pu? venire modificato con una nuova domanda.



Ulteriori agevolazioni previste dalla legge sono la possibilit? per gli stessi familiari che possono godere dei permessi lavorativi di scegliere, ove possibile con l'organizzazione del datore di lavoro, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona disabile nonch? il diritto a non essere trasferite in altra sede senza il proprio consenso.



La legge 8.3.2000, n. 53 ha previsto ulteriori congedi per cause particolari: i permessi per decesso o grave infermit? di un familiare e il congedo per gravi motivi familiari.



I permessi per decesso o grave infermit? di un familiare consistono in tre giorni di permesso retribuito all'anno in caso di decesso o grave infermit? del coniuge, anche se legalmente separato; di un parente entro il secondo grado, anche non convivente; di un componente della famiglia anagrafica (quindi anche famiglia di fatto).
Nei giorni di permesso non sono considerati i giorni festivi o non lavorativi e sono comunque cumulabili con quelli concessi ai sensi dell'articolo 33 della legge 104/1992. I giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni dal decesso o dall'insorgenza della grave infermit? o della necessit? di provvedere a conseguenti interventi terapeutici.
E' possibile concordare con il datore di lavoro la fruizione dei tre giorni di permesso in modo frazionato, per esempio concordando una riduzione dell'orario lavorativo.
Per documentare il decesso, occorre presentare al datore di lavoro entro cinque giorni dalla ripresa la relativa certificazione oppure una dichiarazione sostitutiva; per documentare la grave infermit? occorre presentare la documentazione rilasciata da un medico specialista o di medicina generale del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato.



Il congedo per gravi motivi familiari pu? arrivare fino a due anni nell'arco della vita lavorativa e pu? essere utilizzato anche in modo frazionato. Non è retribuito.
I gravi motivi devono riguardare i soggetti di cui all'articolo 433 del Codice Civile (coniuge, figli legittimi, legittimati, adottivi, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle) anche non conviventi; i portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado, anche non conviventi; i componenti della famiglia anagrafica (quindi anche la famiglia di fatto).
I gravi motivi sono elencati nel Decreto del Ministero della Solidarietà Sociale 21.7.2000, n. 278.
Fra questi sono comprese le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell'assistenza delle persone sopraindicate; le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo; le situazioni derivanti da patologie acute o croniche che determinano nelle persone sopraindicate temporanea o permanente riduzione o perdita dell'autonomia personale e/o assistenza continuativa e/o frequenti monitoraggi e/o la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.
Questo congedo pu? essere richiesto anche per il decesso di un familiare nel caso in cui il lavoratore non abbia la possibilit? di usufruire dello specifico permesso di tre giorni in quell'anno (per esempio perchè ne ha già usufruito).
La documentazione relativa alle patologie viene rilasciata da un medico specialista o di medicina generale del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato e va presentata contestualmente alla richiesta di congedo.
Entro 10 giorni dalla richiesta, il datore di lavoro deve comunicarne l'esito al dipendente. L'eventuale diniego, la proposta di rinvio a un periodo successivo oppure la concessione parziale del congedo devono essere motivati in relazione alle condizioni previste dal decreto ministeriale n.278/2000 e da ragioni organizzative e produttive che non consentano la sostituzione del dipendente.
Su richiesta del dipendente, la domanda deve essere riesaminata nei successivi 20 giorni.
Alla conclusione del congedo il lavoratore ha diritto a riprendere il suo posto e la sua mansione; pu? in ogni caso rientrare anche anticipatamente, salvo che sia stata concordata una durata minima.



Testo a cura di
Avv. Marina Presti
Servizio di consulenza legale

FEDERAZIONE ALZHEIMER ITALIA


? Federazione Alzheimer Italia
Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte della Scheda pu? essere
riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie,
microfilm o altro, senza il permesso scritto del possessore del copyright.





FONTE:
http://www.alzheimer.it/scheda11.htm







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