| Postato: 05 Agosto 2010 alle 10:06 | IP Salvato
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"Oggi non viviamo un'emergenza garantista. Non si tratta di uno scontro tra giustizialisti e garantisti, ma di capire se è opportuno politicamente che un sottosegretario alla Giustizia abbia certe frequentazioni, certi comportamenti personali". Chiara Moroni, Pdl
"Questi scandali peggio di Tangentopoli la politica uno schermo per fare affari"
Intervista
a Chiara Moroni: nel '92 si violava la legge per finanziare il partito,
oggi prevalgono interessi personali. Il Pdl ha esaurito la spinta
propulsiva. Caliendo doveva dimettersi
di FRANCESCO BEI
Chiara Moroni
ROMA
- Ha preso la parola in dissenso dal Pdl. Quindi, al momento di votare
la sfiducia al sottosegretario, non ha partecipato al voto. Scelta di
mezzo tra l'astensione dei finiani e il "no" pronunciato dai
berlusconiani, come il limbo politico in cui si muove ormai Chiara
Moroni (figlia di Sergio, morto suicida nel '92 con una lunga
lettera-testamento politico che scosse l'opinione pubblica).
Nel suo intervento "a titolo personale" lei ha ricordato suo padre. Quanto è lontano quel '92? "Le
vicende sono del tutto diverse. Nel '92 mio padre ricevette due avvisi
di garanzia per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai
partiti. In quel clima, con la piazza forcaiola e un Parlamento che si
era spogliato delle sue guarentigie, effettivamente c'era un'emergenza
garantista. E mio padre ritenne di arrivare a quel gesto estremo per
gridare la sua innocenza in un clima da pogrom".
La P3 e gli scandali che hanno toccato alcuni esponenti di governo sono diversi? "Oggi
non viviamo un'emergenza garantista. Non si tratta di uno scontro tra
giustizialisti e garantisti, ma di capire se è opportuno politicamente
che un sottosegretario alla Giustizia abbia certe frequentazioni, certi
comportamenti personali".
Secondo lei Caliendo dovrebbe restare al suo posto? "La
risposta è ovvia: no. Se davvero vogliamo recuperare il primato della
politica, allora dobbiamo anche pretendere che i politici siano
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La battaglia garantista non può essere confusa con l'impunità e il
giustificazionismo, occorre invece che la classe dirigente recuperi una
cultura dell'etica pubblica diversa da quella che vediamo oggi".
Tra i politici finiti nelle inchieste di Tangentopoli, compreso suo padre, e quelli di oggi nota qualche differenza? "Sì,
al di là di chi si intascava i soldi per sé, nella prima Repubblica si
violava la legge per finanziare la politica. Oggi, dietro alla P3 e
alle altre storie, mi sembra invece che ci sia soltanto un sistema di
affari, di interessi personali. La politica è solo uno schermo, niente
a che vedere con reati politici".
Dicono che lei abbia pronunciato il suo intervento già dai banchi di Futuro e libertà. "E' il posto che mi è stato assegnato".
Insomma, passa ai "futuristi"? "Sono una donna libera e amo la politica".
Ma il Pdl è ancora il suo partito? "Sotto
l'ombrello di Forza Italia la mia tradizione politica, quella
riformista, socialista e libertaria, si poteva esprimere con grande
libertà. Anche grazie a Silvio Berlusconi, uomo libero e liberale. Temo
invece che nel Pdl questo non sia più possibile".
Perché? "Mi
sembra che stiano prevalendo certe logiche riconducibili agli ex
colonnelli di An. Il Pdl ha esaurito la sua spinta propulsiva".
E Fini? "Io
voglio continuare a esprimere la mia identità, dare voce e
rappresentanza ai tanti socialisti che ancora ci sono in Italia e a
quei giovani che lo sono anche senza saperlo. E mi pare che Fini stia
tratteggiando un progetto politico innovativo. Dove potrebbe trovare
cittadinanza una nuova identità socialista".
__________________ La tradizione è l'illusione della perpetuità...
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